Weekend in trasferta, vado ad Abano Terme a trovare Anna, la compagna di baco delle superiori con cui ogni tanto decido di perdermi (è vero, altre testimonianze qui). Un sabato pomeriggio mezzo di sole e mezzo di pioggia, un sabato pomeriggio che sente sulle spalle tutto il peso dell’essere andati a letto la sera prima alle 4 e non aver dormito abbastanza. Cosa facciamo, cosa non facciamo, io ormai avevo preso possesso del divano letto, anche se per onor di cronaca sarebbe più corretto dire che il divano letto aveva preso possesso di me.

“Ale, c’è la mostra dei dinosauri giganti a Padova!”
Come una scheggia mi alzo, mi preparo e andiamo.

Fin da piccola sono stata affascinata da quei bestioni, vuoi perchè sono cresciuta con Jurassic Park, vuoi perchè è davvero difficile immaginare un mondo così vecchio e diverso, vuoi perchè quando ti trovi davanti lo scheletro di un animale alto mille metri e morto milioni di anni prima resti a bocca aperta anche se non vuoi.

La mostra “Dinosauri giganti dell’Argentina” del Centro Culturale Altinate San Gaetano si trova in centro a Padova e sarà aperta fino al 29 febbraio 2017. In occasione di questa mostra con il biglietto (7 euro durante la settimana, 10 euro sabato e domenica) potete visitare anche il Museo di Geologia e Paleontologia lì a due passi, aperto però solo il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00.

Dinosauri Giganti dell’Argentina

Il Centro culturale Altinate San Gaetano di Padova ospita per la prima volta in Italia una delle più importanti mostre scientifiche sull’evoluzione dei dinosauri, con reperti unici provenienti tutti da un territorio paleontologicamente ricco come l’Argentina e mai esposti prima nel nostro Paese.

Pezzi unici e scientificamente rilevanti, 150 milioni di anni esposti in una mostra che si vista in un’ora, un’ora e mezza. No, non è molto grande, ma quando arrivate alla sala principale e vi trovate davanti un collolungo alto 20 metri e un carnivoro lungo 14, sarà immediata la reazione: “Porca vacca!”.


Attraverso un percorso cronologico, la mostra ripercorre l’intera storia dell’evoluzione dei dinosauri partendo dal Triassico, che nonostante la scarsa diversità delle specie terrestri e marine della flora e della fauna, ha lasciato importanti testimonianze nelle rocce del parco naturale di Ischigualasto, da dove provengono i cinque dinosauri più antichi noti finora, tra cui l’Eoraptor lunensis esposto in mostra.


La sezione seguente è dedicata al periodo più conosciuto grazie anche a letteratura e film fantascientifici (io per prima!): il Giurassico, durante il quale si assiste a un aumento nella varietà di forme, con lo sviluppo di grandi predatori e dei primi dinosauri coperti di piume, forse in grado di volare.

La mostra si conclude con il Cretaceo, periodo che ha visto il massimo livello di biodiversità nel mondo dei dinosauri. A questo periodo risalgono i titani di cui sono esposte le ricostruzioni in dimensioni reali: l’erbivoro più grande del mondo, l’Argentinosaurus huinculensis, 38 metri di lunghezza per 100 tonnellate, un bestione. Difficile anche da immaginare una cosa così grande se non la si vede, per darvi un’idea, solo la zampa era alta quasi quanto me (1 metro e 65).

 

 

 

 

Vicino all’Argentinosaurus il Gigantosaurus esposto accanto, sembrava un cucciolo. Il Giganotosaurus carolinii è il più grande carnivoro terrestre finora conosciuto, 13 metri di lunghezza per 10 tonnellate (quindi più grande del suo più famoso cugino Tyrannosaurus rex!), solo il cranio poteva arrivare ai 2 metri di lunghezza, immaginatevi i denti.

A questo periodo risalgono anche le molte uova provenienti da Auca Mahuevo nella provincia di Neuquén, dove è stato rinvenuto anche il primo embrione originale di dinosauro erbivoro gigante, affiancato in mostra dalla rappresentazione virtuale della sua evoluzione nell’uovo. E io continuo a pensare a Jurassic Park.

Il Museo di Geologia e Paleontologia di Padova

Visto che con il biglietto della prima mostra potevamo visitarne anche una seconda e che le due esposizioni erano a distanza di pochi minuti a piedi, ovviamente non ci siamo tirate indietro.
Il Museo di Geologia e Paleontologia di Padova è stato aperto, chiuso, aperto, chiuso, ristrutturato, aperto e chiuso di nuovo per mancanza di fondi; ha riaperto ora e si potrà visitare fino a fine febbraio in occasione della mostra dei dinosauri giganti: anche solo per questo motivo merita, pochi giorni all’anno in cui approfittare dell’occasione.

Palazzo Cavalli che ospita la mostra è bellissimo e noi ci stiamo ancora chiedendo come sia possibile che un posto del genere sia chiuso per mancanza di fondi. Il percorso inizia con un video in cui viene raccontato brevemente il museo di storia naturale e il museo di zoologia.

Si prosegue il una saletta ricca di fossili, alcuni dei quali conservano ancora parte della colorazione originaria. Foglie, conchiglie, piante, vegetazione preistorica arrivata fino a noi.

E’ la volta della Sala delle Palme. Io non so se a voi è mai capitato di vedere palme fossili, io a memoria non le avevo mai viste. Foglie, foglioline, sì, rami alti 3 metri no e neppure così tanti. Entrare nella sala delle palme è meraviglioso, è un lungo corridoio che si apre su una sala, lungo le pareti 5000 specie di palme vecchie 400 milioni di anni, che sembra di camminare in un giardino di pietra. E’ emozionante e le foto non rendono giustizia.
[Immagine presa da Google]


Si prosegue al piano superiore con i fossili vertebrati  ed è incredibile constatare quanto alcuni reperti siano in buono stato. Sembra quasi che prendano vita. Rettili marini minacciosi e con denti così affilati che in confronto il luccio del La spada nella roccia non era nulla (perdonate il paragone, ma i dinosauri fanno tornar bambini!).

Ed ecco i Pesci di Bolca, anche qui pareti ricoperte di reperti, di fossili di pesci di tutte le forme che pareva di camminare in un grande acquario di pietra. Bello quanto inquietante, lo ammetto.

Mammuth, crani di australopitechi, tartarughe, mammiferi acquatici.
E poi il fiore nell’occhiello del Museo, una tigre dai denti aguzzi, il cui scheletro ha assunto una colorazione nerastra perchè fossilizzato nel bitume.

Lo avete capito che mi è piaciuto tanto?
Mi è piaciuto tanto.
Il Museo di Paleontologia si visita in due ore circa, quindi riuscite a farvi entrambe le esposizioni in un giorno, ma ricordatevi! Il Museo di Paleontologia è aperto solo sabato e domenica, quindi organizzatevi per una trasferta patavina nel weekend!

Info

Dinosauri Giganti dall’Argentina
Centro Culturale Altinate San Gaetano
Via Altinate, 71, 35121 Padova PD
Telefono: 049 820 4715.
Prenotazioni mostra 049-2010010

Museo di Geologia e Paleontologia
Palazzo Cavalli, via Giotto 1 – 35121 Padova
tel. +39 049 8272086 – fax +39 049 8272010
e-mail: museo.paleontologia@unipd.it

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 240 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Renzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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