Sono da sempre un’amante del genere horror, ma vi avviso: io amo gli horror psicologici, quelli dove si intuisce ma non si vede, quelli che ti spiazzano e hanno meno effetti speciali possibili. Di contro, non vi suggerirò film splatter o ricchi di jumpscare ma con trame poco convincenti. [Jumpscare: o anche jump scare, in italiano letteralmente “salto di paura”. E’ una tecnica usata nei film e nei videogiochi per spaventare lo spettatore con un evento inaspettato. Il jumpscare definito comunemente come uno dei più basici elementi di un film horror. Da Wikipedia]

Ovviamente entra in gioco anche il gusto personale, ça va sans dire, quindi ora vi propongo 3 film horror che ho visto recentemente e che secondo me meritano di essere visti anche da voi, aspetto i commenti.

Across the river – Oltre il guado

Film low-budget di Lorenzo Bianchini, girato interamente nei boschi del Friuli orientale, in collaborazione con Stazione Toppolò e l’Università degli studi di Udine.
La pellicola è stata proiettata nel 2013 in anteprima al Lincoln Center e a mio parere merita di essere vista se non altro per gli splendidi boschi al confine tra Italia e Slovenia, paesaggi a noi noti e cari, che più che fare da cornice alla vicenda, ne sono i veri protagonisti.

La trama: l’etologo Marco Contrada sta monitorando gli animali della zona e con una go-pro posizionata sul corpo di una volpe, scopre un agglomerato di case apparentemente abbandonato ma che attira fin da subito la sua attenzione. Marco si recherà verso quel paesino deserto, dove accadranno una serie di eventi oscuri.

Cosa ho amato di “Across the river”?
Oltre ai boschi, di cui mi pare di sentire addirittura gli odori mentre guardo il film, ho apprezzato il crescendo della tensione che tiene lo spettatore incollato allo schermo, nonostante la quasi assenza dei dialoghi.
Il silenzio, l’isolamento del protagonista, la natura che lo circonda, cariano l’atmosfera di una tensione vibrante.
Non aspettatevi assolutamente grandi effetti speciali, forse in questo senso si poteva fare di meglio, ma personalmente è un dettaglio che non influisce affatto sul mio giudizio.

Dove guardare Across the river: Amazon Prime

Leggi l’avventura di Blud nei boschi tra Italia e Slovenia

Us – Noi

“Us” è un film che all’inizio, mentre lo stai guardando, ad una prima visione non ti dice molto, ma allo stesso tempo sai che il regista è Jordan Peele e hai la fortissima sensazione che devi dargli modo di raccontare a storia prima di giudicare.
Continua la visione, iniziano a succedere “cose” ma continui ad avere l’impressione che tutti i tasselli non siano ancora perfettamente incastrati, tanto che quasi ci rimani male quando all’ennesima scena ti viene da pensare “Questa poteva essere un po’ più curata”, ma nonostante tutto, la pellicola ti trascina e vuoi vedere come va avanti, come va a finire.

E quando arrivi in fondo, hai 3 minuti di smarrimento, rimetti insieme i pezzi e devi rivalutare tutto e pensare, di nuovo, che Jordan Peele è geniale.
Lo è per davvero.

La trama segue le vicende di una famiglia afroamericana in vacanza a Santa Cruz, e si ritrova attaccata dai propri doppelgänger. [Doppelgänger: in leggende e romanzi è un duplicato spettrale o reale di una persona vivente; nel folclore è descritto come uno spirito incapace di scomparire. In alcune mitologie vedere il proprio Doppelgänger è un presagio di morte, mentre visto da amici o da parenti di una persona può anche portare sfortuna o annunciare il sopraggiungere di una malattia. Da Wikipedia]

“Us” non è solo un horror, ma ci ricorda che si può essere complici di un sistema malato anche senza accorgersene.

Nel 2021 sarà sceneggiatore di “Candyman“.
La leggenda di Candyman è una delle più conosciute e se come me siete amanti del genere horror, la dovete sapere: Daniel è uno schiavo, che viste le spiccate doti artistiche dimostrate, viene  ingaggiato da un facoltoso proprietario terriero, per fare un ritratto alla figlia. I due diventano amanti e lei rimane incinta, ma questo non era accettato dalla società di allora. Così Daniel viene torturato: gli tagliano la mano destra e viene cosparso di miele. Uno sciame di api inferocite lo finisce con le sue punture, mentre la folla lo schernisce al grido di “Candyman! Candyman!”. Poco prima della morte, gli viene posto di fronte uno specchio per mostrargli il risultato delle punture e così la sua anima rimane intrappolata nello specchio stesso. Da allora, quando il suo soprannome viene pronunciato per cinque volte davanti a uno specchio, il leggendario Candyman appare. E ti uccide.

Inoltre Pelee sta lavorando su “Lovecraft Country – La terra dei demoni”, una serie TV attualmente in produzione.

Insomma, date le premesse, caro Jordan io ti aspetto al varco.

Dove guardare “Us”: Amazon Prime

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