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L’uscita del blog coincide con il secondo anniversario del mio arrivo a Udine. Okay, lo ammetto, non è proprio la città che ti fa dire “quando passo da Udine…” perché da Udine non si passa. Ci si va apposta. Fatta eccezione per insegnanti, militare o infermieri. In quel caso, qualcuno ce li ha mandati.

A Udine? Sì a Udine.
“Ah, ma allora sei in montagna! Chissà che freddo e soprattutto che pioggia! Ci credo che fanno colazione con il caffè corretto per scaldarsi. E poi a Udine, cosa c’è da fare a Udine?”

Non c’è voluto molto ad abituarsi alla vita di questa tranquilla cittadina di provincia del Friuli Venezia Giulia, tuttavia esistono delle credenze molto diffuse, soprattutto al di fuori della regione, che mi sento in dovere di smentire.

1 – Udine è in montagna
Sbagliato. La città si trova a 113 metri s.l.m, al centro della regione, in una vasta pianura che parte dalle coste dell’Adriatico fino ad arrivare nel cosiddetto Friuli Collinare, una decina di km a nord di Udine. Le montagne, quelle vere, sono a circa un’ora di macchina. Per fare un esempio, a parità di latitudine, il comune di Prizzi (PA) con i suoi 966 metri s.l.m. potrebbe essere considerato una località sciistica.
Gli amanti del mare possono guidare un’oretta nella direzione opposta.

2 – Fa freddo e piove sempre (per non parlare dell’umidità…)
Dopo aver vissuto 5 anni a Milano, il clima udinese è favoloso. La definizione del concetto di umidità, non è nemmeno paragonabile allo scricchiolìo delle ossa passeggiando a novembre sotto la Madunina o al boccheggiare festoso a giugno sui navigli.
Il freddo? Nella norma, come nelle altre città del continente.
Idem la pioggia.

3 – Il caffè è sempre corretto
Al bancone del bar:
– Buongiorno, vorrei un caffè per favore.
– Liscio? (con la tipica intonazione ascendente della cadenza friulana)
– [silenzio]

Mentre il barista tamburella caricando la macchinetta, cerco di dare una risposta a quella domanda e arrivo alla conclusione, quando il rivolo nero di caffè scorre dentro la tazzina, che “liscio” vuol dire normale, ovvero “non corretto”, perché logicamente il caffè di Udine, terra di amari e grappe, viene servito corretto di default.
Ergo, bisogna specificare a priori quando si ordina un caffè normale.
Più tardi scoprirò che “liscio” sta per non macchiato e che la domanda con l’intonazione ascendente è una consuetudine.
Se ordino un caffè dico “un liscio”.

4 – A Udine non c’è niente da fare
Pare che il quieto vivere degli udinesi porti a credere che non ci sia niente da fare, proprio niente di niente. E invece c’è un sottobosco brulicante di attività. Certo, trovarle è come andare per funghi: bisogna saper cercare, conoscere i posti e le persone giuste.
A quel punto scopri che ci sono concerti, spettacoli teatrali, eventi cinematografici, seminari, visite guidate, musei, corsi di vario genere, anche di friulano per stranieri. Inoltre, dal 1978 Udine è sede dell’omonima Università degli Studi e l’ateneo partecipa attivamente all’organizzazione di eventi e convegni. Insomma, non ci sono scuse per la pigrizia domestica.

5 – Udine città del Tiepolo (versus Malignani)
Udine, la città del Tiepolo. Recita lo slogan del Comune.
Nonostante ci si ostini a definire Udine con questo appellativo, forse non tutti sanno che Giovanbattista Tiepolo è nato a Venezia, è morto a Madrid ed è vissuto a Udine soltanto tre anni. È pur vero che durante la sua permanenza ha realizzato alcune tra le più significative opere della sua produzione come i dipinti nella cappella del Duomo, nel Castello e nel Palazzo Patriarcale.
Bene, per par condicio dovremmo chiamare Leonardo Da Milano (e non Da Vinci) dato che l’Ultima Cena si trova nella città meneghina.

Perché nessuno nomina Arturo Malignani che a Udine c’è nato, vissuto e morto? Inutile paragonarlo al Tiepolo ma grazie questo inventore che ha brevettato metodo per produrre il vuoto nelle lampade ad incandescenza, Udine è stata la terza città in Europa, dopo Londra e Milano, ad avere l’illuminazione elettrica, con le migliori lampadine al mondo. Con grande meraviglia di Edison.
Perché non Udine, la città con la migliore lampadina? Del nostro illustre Malignani, a parte qualche dedica nella toponomastica viaria, è rimasto l’Istituto Tecnico Industriale che pare che sia (stato) uno dei migliori in Europa.

Pietro Guagliardo

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3 Commenti

  1. Domenica 14 agosto, alcuni turisti, mi hanno fatto i complimenti per la bellezza città ! Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso e non sono riuscito nemmeno a chiedere di dove sono , dopo avere ringraziato. Per me Udine, la mia città, credevo fosse normale ! Ma semra più aprezzata dai forestieri !

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