Uolli è il regista friulano di video musicali con l’immaginario più originale d’Italia. I suoi lavori sono quasi tutti girati in Friuli, eppure guardandoli, sembra sempre di stare miglia e miglia lontano da qui.

Abbiamo voluto fare un piccolo viaggio assieme a lui attraverso dieci fotografie che parlano un po’ di Uolli e del suo microcosmo fatto di bizzarrie, di contrasti e tanta tanta gioia. Buon viaggio!

Immagine 1

Ci sono pochi posti al mondo dove mi rilasso davvero -non mi rilasso quasi mai- uno di questi è l’aereo, l’altro è davanti all’asciugatore delle mani nei bagni pubblici (che dormite mi farei lì sotto) e l’altro sono i parchi acquatici interni. E più sono sbiaditi e ucraini e più ci dormo meglio.

 

Immagine 2 I labirinti di siepi invece mi creano una strana inquietudine, morbosa quasi, ne ho fatti tanti in giro per l’Europa, a volte progetto le mie escursioni informandomi proprio sulla presenza o meno di labirinti di siepi. Caso vuole che i miei tre film preferiti di sempre siano Labyrinth, Shining e Orlando, tutti e tre con labirinti di siepi, forse dovevo fare il giardiniere, o mangiarle.

 

Immagine 3

Sono ossessionato dagli interni desueti, svilenti, ma allo stesso tempo pieni di vissuto. Quel mix tra disagio e calore. Se potessi passerei le mie giornate seduto in bar dall’atmosfera simile, ci girerei un film in cui i protagonisti sarebbero il legno e le ventole di areazione.

 

Immagine 4

Oggi il mondo ha un immaginario in cui la casualità delle immagini la fa da padrona, in cui vince chi crea le associazioni più assurde, e in cui se metti dei furetti con dei tutù e li lanci nello spazio assieme a dei donuts sei un genio. Però ritengo sia difficilissimo saperlo fare senza risultare la solita galleria di Tumblr vista e rivista. Anche la casualità va studiata e tanto.

 

Immagine 5

Che terra incredibile l’Austria, varchi il confine e ti senti sempre in Friuli ma con mille pazzie in più, laghi cristallini in cui fare il bagno in estate, fritto dappertutto, parchi di scimmie giapponesi, dinosauri meccanici, nani da giardino, il museo di Arnold Schwarzenegger, paesini che si chiamano Fucking e litri e litri di birra. Pare impossibile che Soap & Skin sia austriaca.

 

Immagine 6 Quanto belli sono i fagiani? E giganti poi? Ho perso settimane della mia vita a cercare su internet dei fagiani gonfiabili di 6 metri per un lavoro e niente, le delusioni più forti della mia vita arrivano sempre per colpa dei budget a disposizione.

 

Immagine 7 C’è un vecchio proverbio che recita: “Se non ti sei rinchiuso per almeno cinque ore di fila dentro ad un casinò privandoti di qualunque contatto con la realtà non puoi apprezzare il mare”.
E io ci credo tantissimo, anche perché l’ho inventato io. Cazzo, mi sembrava mancasse ancora nella mia lista un luogo dove mi rilasso, ecco, il casinò. Ma solo ed esclusivamente se tappezzato di moquette fino ai soffitti e se posso giocare a chi trova la permanente alla vecchia più bella.

 

Immagine 8 Ecco, perdo pezzi per strada, l’Austria è famosa anche per “le cose più grandi del mondo” ne hanno tantissime e delle più disparate, ponti, torri, piscine, biciclette, ma una cosa non hanno, o meglio, ne hanno 4/5 ma nessuna batte in altezza la sedia più grande del mondo, ovvero il luogo più bello e iconico del Friuli. Un mix di gloria e fallimenti, di vorrei ma non posso. Un luogo che racconta il Friuli più di un calice di bianco.
P.s. il mio sogno ora è di realizzare una diavolina gigante.

 

Elderly caucasian woman in the process of food preparation fille Da sempre i vecchi sono stati fonti di grande ispirazione per me, ci sono più vecchi nei miei lavori che in tutto il pubblico dell’Ariston. E’ una stramba perversione lo ammetto, ma mi piace pensare che nel giro di pochi anni i miei lavori siano ancora lì ma i vecchi no <3

 

Schermata 2016-02-13 a 03.25.24

Ecco, la verità poi è che ho imparato a farmi piacere il brutto perché il bello è tanto difficile da trovare, ed è di questi grandi contrasti che mi nutro ogni giorno, di vette e boschi e di degrado umano per colmare un cinismo che mi tiene vivo. Devo poter ridere di tutto. Ma c’è un luogo in cui non sento questo bisogno, un luogo in cui la bellezza è così lancinante da abbagliarmi e questa è l’Islanda. No, non è vero, il mio sogno è portare un casinò anche lì, costruirci la cucitrice più grande del mondo e portarci mille vecchi in gita.

Se volete approfondire tutto l’universo UOLLI al Visionario il 13 e 27 Febbraio e poi anche il 12 Marzo, l’artista friulano terrà un laboratorio creativo aperto ai giovani dai 14 ai 20 anni. 

Per informazioni ed iscrizioni: mediateca@visionario.info

UO

Giulio Castoro

________________________________________________________________________

Giulio Castoro è nato nel 1988. Fino al 1996 non ha fatto altro che attendere il 19 ottobre di quell’anno, ovvero il giorno nel quale ha fatto la sua prima e finora ultima comunione. Quel giorno ha ricevuto in dono un orologio digitale che allo scoccare di ogni ora emetteva un suono fastidioso. Successivamente ha frequentato diverse persone alle quali ha dato molto fastidio con il suo orologio. Ha smesso nel 1998 quando ha deciso che il tirocinio presso il suo orologio era terminato e da allora ha iniziato a dar fastidio autonomamente. Colleziona liste della spesa abbandonate da anziane signore alla cassa del supermercato e dal 2011 aggiorna settimanalmente la sua personale lista delle parole bellissime che comincia con la L di Leccornie e termina (per ora) con la R di Robiola. Il suo programma tv preferito è Forum e il suo cognome è veramente Castoro.

 

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here