Jenny è una delle volontarie fondatrici e Presidente dell’associazione Amici di Luna & Sam. Una ragazza davve- ro in gamba che Blud ha deciso di incontrare per capire meglio il mondo del volontariato felino.

Ciao Jenny, perchè è nata l’associazione?

Amici di Luna & Sam nasce nel marzo del 2012, dall’unione di cinque volontarie, già attive da tempo nell’ambito del volontariato. Creare l’as- sociazione ci ha permesso la raccolta di più fondi e ci ha aiutato a farci conoscere in maniera più incisiva ai vari enti locali. Il nostro raggio d’azione si è ampliato in poco tempo: da Sedegliano, dove siamo nate, si è esteso poi no a Codroipo e Porpetto, per comprendere ora anche il tratto stradale “Napoleonica”, Castion di Strada, San Giorgio di Nogaro e Marano Lagunare.

Il nostro logo!

 

Luna rappresenta la parte canina, mentre Sam quella felina. All’inizio ci occupavamo di entrambe le due specie animali, oggi invece, data la mole di lavoro che ci riserva, ci limitiamo a seguire solo quella felina.

Nel dettaglio quali sono le vostre principali attività?

Ci occupiamo di randagismo felino: dal recupero del gatto abbandonato, delle sue eventuali cure no alla ri- cerca di una nuova famiglia che lo accolga. Un’altra importante attività dell’associazione è la gestione di diverse colonie feline, dove censiamo, sterilizziamo e alimentiamo ogni esemplare che ne fa parte. Collaboriamo con le “gattare” di San Giorgio di Nogaro che, a loro volta, seguono altre colonie più piccole, spesso direttamente a casa propria, dando loro supporto logistico e formativo. In ne, ci occupiamo della raccolta fondi e della promozione delle adozioni tramite i nostri banchetti nei mercatini, ere e varie manifestazioni. Attraverso la vendita del merchandising “Amici di Luna & Sam” e tramite varie lotterie a tema nanziamo il nostro operato. Voglio ricordare che i fondi vengono interamente devoluti agli animali che seguiamo.

Tralasciando le colonie, quanti animali accudite al momento?

In media assistiamo una ventina di gatti suddivisi tra le varie volontarie. La stima, in un anno, è di un centinaio. I gatti, in attesa di essere adottati, vengono ospitati nelle nostre case, con le nostre famiglie e vengono abituati ad avere una vita normalissima, come quando andranno in quella de nitiva. Evitiamo la reclusione degli ani- mali in gabbie o box per limitare i traumi da isolamento e la scelta di limitare il numero dei gatti seguiti è data dal fatto che vogliamo dedicarci con impegno ad ogni “ospite” che accogliamo.

Come funzionano le adozioni?

Avviamo una prassi speci ca, ovvero il gatto viene dato solo previa conoscenza della famiglia. Se qualcuno ci contatta procediamo a raccogliere informazioni già telefonicamente, tramite una serie di domande speci che, se la situazione è positiva, continuiamo con la seconda fase, ovvero all’incontro dell’interessato. Si valuta anche la sicurezza ambientale della casa come ad esempio le nestre, il giardino, le strade o qualsiasi cosa possa essere pericolosa per un gatto. Si tiene conto inoltre anche del tempo che l’animale passerà in casa da solo. Nel caso questo periodo sia troppo lungo o protratto per troppi giorni di seguito, il gatto potrebbe iniziare ad avere com- portamenti nocivi, dati da noia e stress. L’adozione di due o più esemplari potrebbero risolvere la situazione.

Quanto tempo può stare da solo un gatto?

Mediamente dalle 5 alle 6 ore. Se il gatto è cucciolo ha molta necessità di sfogare la sua energia, non basteran- no un semplice tiragra o una pallina, che diventeranno presto noia. Se sono in due è facile che crescano più calmi, per il semplice fatto che disperderdano le proprie energie tra loro. In caso contrario, un gatto solo e poco seguito potrebbe farci danni in casa e coltivare un rapporto nervoso con noi. Segnali indicatori come attaccare le caviglie o i polsi, sono comportamenti da stress che non vanno sottovalutati.

Quale è stata l’esperienza più bella che hai vissuto come volontaria?

Una delle esperienze più belle è sicuramente stato il primo recupero.
Si è trattato di Milly, una gattina che ho salvato dalla strada, una notte, tornando a casa da Lignano. Mi arrangiai come meglio potevo per cercarle una famiglia, ma fu tutto vissuto in maniera “leggera”.
Il secondo caso invece è stato più consapevole, quello che mi ha fatto sapere “questa è la mia vita!”. È stato attraverso il recupero di Mia, una splendida gattina bianca di Marano Lagunare, completamente sorda, con un occhio verde e uno azzurro. Anche in questo caso, non potendo tenerla con me, mi sono attivata più conscia- mente per trovarle casa cercando di avere una conoscenza più speci ca della fami- glia interessata, cercando di sapere il più possibile sul loro conto.
Sono passati sei anni, Mia sta bene e questa famiglia ha adottato da noi altri tre gatti.

Quali sono le di coltà maggiori che incontrate?

La di coltà più grossa che incontriamo è il rapporto con le persone che creano situazioni di disagio agli ani- mali e non sanno più come uscirne. Per esempio il fatto di accudire diversi gatti, non sterilizzarli e ritrovarsi in poco tempo a gestirne una quantità considerevole non riuscendo più a seguirli come si deve. Oppure, un’altra grossa di coltà la riscontriamo nella noncuranza di certi proprietari dalla “vecchia mentalità” persuasi che il proprio animale d’a ezione si debba autogestire. Questo si concretizza nel lasciarlo libero di vagabondare fuori casa o non curandosi della sua salute. L’interazione e il dialogo con queste persone è spesso di coltoso.

Un altro problema è stato anche interfacciarsi con gli enti pubblici e le amministrazioni, restii a non riconosce- re le varie colonie feline nel loro territorio comunale. Negli anni precedenti non esisteva l’interesse per questa materia, ma lentamente si è iniziato ad essere più consapevoli rispetto al problema del randagismo, rendendosi conto che la questione è importante e se non viene gestita i problemi aumentano.

Noti un cambiamento nelle persone verso il randagismo?

Si sicuramente, da quando abbiamo iniziato ho notato che c’è un cambiamento di sensibilità nelle persone predisposte ad essere più sensibili, dall’altra parte però c’è un aumento della cattiveria nelle persone che erano già cattive, soprattutto nel rapporto con gli animali. La cosa si concretizza nella maggior parte dei casi con av- velenamenti e uccisioni di animali.

Come si può aiutare l’associazione?

I modi sono molti. Potete aiutarci attraverso Facebook, condividendo i nostri post dedicati alle adozioni.
Si può dare una mano anche attraverso l’acquisto dei nostri prodotti, presenti ai banchetti domenicali, tramite le lotterie che attiviamo o mediante una donazione spontanea. In questi giorni potete trovarci a Fauglis il 3 dicembre, ad Aquileia l’8 dicembre e a Codroipo il 10 dicembre anche con il nostro calendario! Ancora più concretamente si può fare volontariato attivo, facendo presenza ai nostri ban- chetti. Esiste, come forma di collaborazione per i volenterosi, anche lo stallo di un gatto, questo è solo per persone che hanno tempo e molta dedizione. Consiste nell’accogliere temporaneamente un gatto che sta cercando casa, presso la propria famiglia. Il periodo di stallo può variare da una settimana a un mese, in media, no a quando il gatto non trova la propria sistemazione definitiva.

Siamo in continua ricerca di persone volenterose,
contattateci se volete!

I contatti sono:
Facebook: AmiciDiLunaeSam
Sito: www.amicidilunaesam.it
amicidilunaesam@libero.it
IBAN per le donazioni: IT 65 G 02008 63751 000102056010

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