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“Udine per il clima” è un gruppo di volontari che ha costituito l’associazione “Climazione” e parte un anno fa tramite l’organizzazione di un flash mob promosso da Avaaz.org per sensibilizzare il pubblico sull’argomento dei cambiamenti climatici. E’ stata raggiunta la quota di 200 persone, sono state raccolte 900 firme che, insieme a più di 2 milioni del numero totalizzato da parte di tutto il mondo, sono state consegnate al presidente dell’ONU, Ban Ki-moon, per far presente che la popolazione mondiale vuole che vengano presi seri provvedimenti in relazione al cambiamento climatico in atto.

E’ necessario spostare i nostri investimenti da aziende che producono combustibili fossili a quelle che utilizzano energie pulite, rinnovabili.

E’ stata attuata una conferenza con il climatologo Prof. Filippo Giorgi di Trieste, nonché direttore dell’ Istituto di Fisica Teoretica e membro dell’ IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), un gruppo intergovernativo istituito dall’ONU vent’anni fa, che si occupa dello studio dei fenomeni che coinvolgono il cambiamento climatico, per sensibilizzare il pubblico sull’argomento.

L’attività dell’associazione “Climazione” sta proseguendo sull’ordine dell’informazione della popolazione udinese perché, a differenza di quanti pensano, il cambiamento climatico è in atto e interessa tutti fin da ora.

Ci sono già degli stati insulari che stanno subendo fortissimi danni, isole che andranno scomparendo perché il polo nord e il polo sud si stanno sciogliendo ad un ritmo maggiore rispetto alle previsioni degli scienziati -il polo nord più velocemente del polo sud- e questo a causa delle alte temperature che, sciogliendo i ghiacciai, essendo questi attirati dai raggi solari, vanno ad aumentare il livello dei mari e degli oceani.

Secondo le previsioni degli scienziati dal 2100 scompariranno molte metropoli: da Roma a Sydney, Shangai, New York, Miami.

Quest’ultima già adesso sta lottando contro l’invasione dell’acqua del mare all’interno della città.

La situazione è molto grave, non siamo più nella condizione di non dover spaventare la gente; continuando così non si porrà mai il pubblico a conoscenza della condizione reale che stiamo già vivendo e di conseguenza non sarà mai preparato al peggio cui si andrà inevitabilmente in contro.

Nessuno si decide ad imporre delle regole alla popolazione mondiale, o perlomeno alla parte sviluppata, in quanto ci sarebbe una serie di comportamenti, di rinunce, non indifferenti.

Nel giro di dieci, quindici, vent’ anni bisognerebbe abbandonare definitivamente gas e petrolio.

L’80% dei combustibili fossili dovrà restare sotto terra e non essere bruciato per evitare scenari apocalittici, e non è un’esagerazione.

Passare a energie rinnovabili quindi, è l’unico modo per sopravvivere, chiaramente con il trend di consumi che abbiamo, non consentirà di mantenere l’attuale regime economico, quindi il problema è soprattutto nostro, di noi cittadini che dobbiamo prendere coscienza del fatto che dobbiamo cambiare in maniera drastica i nostri comportamenti e le nostre abitudini.

Tutto quello che possiamo fare, ossia usare il meno possibile l’automobile, o usarla insieme ad altre persone, ridurre moltissimo l’uso di carne e latticini (questo è altamente sottovalutato perché sul cibo siamo molto fissati e difficilmente ci rinunceremmo, però è incredibile come riducendo questo tipo di consumo si cambi drasticamente la situazione) e così via, dobbiamo farlo ora.

E’ stato già perso fin troppo tempo.

Anna Guarneri mi porta a conoscenza di un documentario prodotto da Leonardo Di Caprio “Cowspiracy”gioco di parole tra cow = mucca e conspiracy = cospirazione, congiura dove viene trattata la situazione degli allevamenti intensivi e il fatto che costituiscano la causa principale dell’immissione di CO2.

Volendo lasciare da parte il discorso etico e di salute degni di rispetto, il problema ambientale è il problema più grosso proprio perché questi gas, prodotti da questi allevamenti costituirebbero il 18% delle emissioni globali, ma i dati sono nascosti, non sono comunicati in maniera effettiva, perché queste emissioni superano di gran lunga  il 50 %, quindi sono superiori alle emissioni di tutti i mezzi di trasporto e non viene reso noto perché obbiettivamente quanta gente al mondo rinuncerebbe a mangiare ogni giorno la sua bistecca, come le uova, piuttosto che bersi il bicchiere di latte la mattina, convinta effettivamente di salvare il pianeta?

In riferimento agli allevamenti intensivi, la signora Anna mi fa presente che per nutrire i miliardi di capi di bovini in tutto il mondo viene consumato più suolo per produrre cereali per la loro alimentazione che per la produzione umana. La grossissima percentuale di mais, soia, grano prodotta, viene utilizzata per sfamare le bestie, quando c’è gente che palesemente muore di fame. Le stesse bestie di cui poi si nutre solo una parte della popolazione umana.

Prendiamo ad esempio gli americani che sono i più alti consumatori di carne. Ora, non si tratterebbe di eliminare, ma di ridurre, ad esempio, a una volta a settimana il quantitativo di carne e latticini e non sarebbe una cosa impossibile. E’ anche vero che in questo modo fallirebbero le grandi multinazionali e bisognerebbe tornare a produzioni locali che sarebbero l’unica via di salvezza.

E tutta questa produzione poi, per cosa? Anna lavora in una scuola da quattro anni e mi racconta che nelle scuole viene gettato via moltissimo cibo non consumato dai bambini. Le faccio presente che mi ricordo di quanto letto in un articolo riguardante la Lidl, che produce moltissimo pane, così come altri alimenti freschi, che spesso sono troppi per la quantità giornaliera venuta. Ma tutti i prodotti che avanzano non possono essere dati ai poveri, in quanto si va incontro a rischi di tipo penale, pertanto devono essere per forza buttati via.

Ritornando alla questione del cambiamento climatico, la informo a riguardo della motivazione che mi ha spinto ad intervistarla, ovvero un flash mob organizzato in collaborazione con la scuola di ballo che frequentavo e lei mi dice che il suo intento è quello di informare il più possibile la popolazione tramite proprio eventi di questo genere, oltre che conferenze ed eventi di mobilitazione poiché, solo coinvolgendo la gente, la si potrà portare a conoscenza di quale è il problema.

Dal 30 novembre al 12 dicembre si terrà la Conferenza Internazionale per il Clima con sede a Parigi, alla quale parteciperanno quasi 200 paesi al mondo: questa é considerata l’ultima occasione che i capi di governo hanno di prendere una decisione seria e radicale sull’argomento.

Se non dovesse essere presa nessuna decisione in merito, ci saranno milioni di profughi climatici che scapperanno dalle loro terre causa invasione di queste ultime da parte degli oceani, di siccità e conflitti per il possesso delle risorse idriche: l’ innalzamento dei mari provocherà infatti l’inondazione delle falde acquifere portando alla riduzione della disponibilità d’acqua dolce, quindi guerre per il suo possesso.

 

Anche Papa Francesco sta contribuendo all’informazione e alla sensibilizzazione su questo argomento e lo ha fatto anche tramite la pubblicazione dell’Enciclica “Laudato Sii” che invita tutti a cambiare stile di vita, modo di vedere il mondo, nonchè la nostra quotidianità.

Il prossimo evento organizzato dall’Associazione “Climazione” si terrà a Udine il giorno 29 novembre, giorno precedente la conferenza di Parigi.

Di seguito il link cui iscriversi per partecipare:
https://secure.avaaz.org/it/event/globalclimatemarch/Udine_unita_con_tutto_il_mondo_per_il_Clima?cl=8752436638&v=66084

Per qualsiasi informazione, contattarli alla mail: climazione@gmail.com

DOMANI E’ ADESSO.

LINK FACEBOOK:
https://www.facebook.com/Associazione-climazione-1613212278951158/timeline/

LINK SITO FILM LEONARDO DI CAPRIO (IN LINGUA ORIGINALE):
http://www.onegreenplanet.org/news/leonardo-dicaprio-to-executive-produce-cowspiracy-on-netflix/

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Ornella
“C'è soleluna dentro me, c'è l'acqua e c'è il fuoco, c'è notte, giorno, terra e mare, c'è troppo e c'è poco.”

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