Oggi abbiamo il piacere di ospitare nei salottini di casa Blud Anna Givani!

S – Ciao Anna! Benvenuta! Innanzitutto ti chiedo una breve presentazione per i nostri lettori…chi è e cosa fa Anna Givani nella vita?

A – Ciao, felice di essere qui con voi! Vivo in un piccolo borgo della Val d’Arzino in provincia di Pordenone, in una realtà bucolica e abbastanza isolata, ma spettacolare per la vicinanza a dei magnifici boschi e paesaggi. Sono diplomata Operatore Tecnico della Moda, ho lavorato per molti anni nel campo dell’artigianato nel restauro e nell’oreficeria. Da quasi nove anni lavoro presso una Cooperativa Sociale come Operatore Socio Sanitario. Nel tempo rimanente, da due anni prevalentemente, coltivo questo nuovo progetto che a me piace definire sperimentale, della “The Bloom Machine”.

S – Cos’è questa “macchina magica” che tu hai chiamato The Bloom Machine?

A – E’ uno strumento analogico per fare delle animazioni in diretta.

S – WOW! E come funziona?

A – E’ composto da un piano fisso e due cerchi rotanti trasparenti, con alla base una luce che può, a comando, cambiare per intensità e colore. Sopra vi è applicata una telecamera che riprende ciò che la persona muove sui piani sottostanti.

S – Come mai questo nome simbolico che significa “la macchina che fiorisce”?

A – Quando ho immaginato il nome mi sono lasciata influenzare dal suono, per me piacevole, della parola inglese “Bloom”, che significa letteralmente “fioritura”. Ho pensato che lo strumento avesse a che fare con l’azione del “divenire”, che permettesse cioè di creare delle animazioni e perciò animato: dotato di anima, di vita, di movimento…simile ad un fiore che sboccia. Da qui il termine letterale “la macchina che fiorisce”.

S – Ho letto sul tuo sito che l’hai costruito tu…com’è nata questa cosa? Come ti è venuta quest’idea?

A – Qualche anno fa il gruppo musicale udinese “Cameramia” mi propose di eseguire dei live painting durante i loro concerti, cosi ho colto questa occasione e per la prima volta ho iniziato a disegnare in pubblico. In breve tempo ho capito che volevo qualcosa di più da questa esperienza ed ho iniziato a dipingere su dei cerchi di carta che ruotavo con le mani dal vivo in presa diretta, cercando di raccontare attraverso immagini sequenziali una storia. Già da tempo coltivavo l’interesse per l’animazione ed il cinema (una passione familiare che risale a mio nonno materno) ed in particolare al lavoro di Lotte Reineger (regista e animatrice di silhouette di origine tedesca) e al Wayang Kulit, il tradizionale teatro delle ombre giavanese di cui ho potuto ammirare alcuni manufatti in mostra a Parigi presso “La Cinémathèque française”, ma anche al “Museo del Precinema” di Padova, qui vicino al nostro Friuli, una magnifica collezione privata di tutto ciò che riguarda la preistoria del cinema, come le lanterne magiche, il “Mondo Niovo”, i taumatropi, lo zootropio, il cromatropio, i vetri da proiezione e i giochi ottici che creano l’illusione del movimento. Credo che l’interesse relativo agli strumenti dedicati all’illusione delle immagini in movimento abbiano dato vita alla creazione di “The Bloom Machine”. Sono stata fortunata perché ho potuto avvalermi della collaborazione di alcuni bravi artigiani e tecnici che generosamente mi hanno aiutata nella costruzione del mio strumento.

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S – Come crei le tue animazioni? Cosa usi? Spiegaci il processo creativo e di vera e propria manodopera dietro a tutto…

A – Le animazioni sono eseguite con oggetti e materiali prevalentemente in plastica e carta, mi avvalgo spesso delle tecniche usate nel pop-up (tecnica usata per la costruzione di libri animati interattivi). Il processo creativo è legato alle sequenze/azioni finali che rappresentano ciò che si sta raccontando, alla facilità di esecuzione e passaggio di cambio scene, perché tutto deve essere pronto per poi essere animato dal vivo. E’ un lavoro di preparazione abbastanza lungo e minuzioso, ma anche ingegnoso e divertente.

S – Che musica ti piace ascoltare quando sei in fase creativa?

A – Spesso non ascolto musica, ma devo dire che alcuni spettacoli sono stati creati sulla base dei musicisti udinesi “The Mechanical Tales”. La loro musica si è prestata benissimo ai movimenti di animazione che si possono creare con “The Bloom Machine”. Uno spettacolo in particolare, composto da tre racconti, e che abbiamo avuto occasione di presentare al pubblico, è stato creato proprio assieme a loro, compresa la creazione degli escamotage per la narrazione sullo strumento di animazione, oltre che alle musiche che lo accompagnano dal vivo.

S – Hai partecipato a diversi progetti e spettacoli con la tua “machine”, ce n’è uno che ricordi in modo particolare?

A – Ricordo per esempio l’ultima esperienza, al Teatro Pasolini, l‘anno scorso, assieme ad alcuni ragazzi del Liceo Pedagogico Einstein di Cervignano, dove assieme abbiamo creato delle scenografie animate proiettate con “The Bloom Machine” che loro stessi hanno animato durante una conferenza aperta al pubblico sul tema “Differenze o indifferenza”. Filo conduttore della manifestazione era la memoria e la valorizzazione delle diversità, in antitesi al rischio della globalizzazione e dell’indifferenza. Le animazioni proiettate su uno schermo in diretta, accompagnavano visivamente le testimonianze dei racconti di vita di alcuni ospiti presenti sul palco.

S – So che il 12 marzo c’è in programma un laboratorio chiamato “Animare con The Bloom Machine” spiegaci, per favore, di cosa si tratta e come partecipare.

A – Il laboratorio nasce in collaborazione con l’illustratrice Marta Zanello, l’intento è quello di creare uno spettacolo ispirato al racconto “Il Colombre” di Dino Buzzati. Nei due giorni (12-13 marzo) che precederanno lo spettacolo finale (19 marzo), ai partecipanti verrà presentato lo strumento “The Bloom Machine”, i vari materiali che si possono utilizzare per preparare gli oggetti da animare, alcune tecniche e alcuni riferimenti storici. Verrà suddivisa la storia in scene e saranno costruiti gli oggetti di scena e le scenografie da muovere sullo strumento. Al termine, tutto il materiale realizzato verrà animato dagli stessi partecipanti per la proiezione finale del racconto allo spettacolo finale, che sarà aperto al pubblico.
Per partecipare basta inviare una mail all’ indirizzo annagivani@hotmail.it entro il 7 marzo. Il costo del laboratorio è di 25 €, si terrà al Circolo Associazione MissKappa di Udine ed è riservato ai soci tesserati ARCI, aperto ad un massimo di 20 partecipanti.
Vi aspettiamo numerosi!

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Evento facebook: https://www.facebook.com/events/549690855205971/

Per maggiori infos e per i curiosi vi invitiamo a visitare il sito di Anna: http://www.thebloommachine.com/

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La Ste
Classe ’84. Originaria Udinese ma le piace considerarsi cittadina del mondo. Sognatrice, curiosa, estroversa e visionaria. Ama la buona musica, i tatuaggi, il cibo italiano, la fotografia e tutto ciò che è “street” dai vestiti all'arte, la musica e lo skate. La passione per i viaggi la porteranno ad affrontare 2 giri del mondo e a vivere in diversi continenti. Ha un background in marketing & comunicazione e una specializzazione nell’organizzazione di eventi di ogni genere, di questo blog è la fondatrice.

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