Ve lo confesso. È solo il secondo capitolo di questa (si spera) lunga saga e sono già in crisi. Partito dall’alta montagna friulana adesso dove posso portarvi? Abbiamo così tante cose in Friuli! Continuare su per i monti oppure portarvi al mare? A fare un giro tra le vigne del Collio oppure a rilassarvi sulla riva di un lago?

Vi porterò in un posto che non ve lo aspetterete mai. Se devo essere sincero nemmeno io me lo aspettavo. Ho scoperto solo giorni dopo dove ero capitato.

Era pasquetta e per fare qualcosa di alternativo mi sono preparato un panino di quelli buoni che piacciono a me, bottiglia d’acqua, zaino fotografico e sono partito in macchina. Destinazione? Non lo sapevo nemmeno io di preciso. Avevo visto su Google maps una strada che mi piaceva un sacco (avete presente quelle strade disperse nel niente e che si imbattono solo in 4 case in tutto? ecco, una di quelle).

La strada in questione è quella che collega Clauzetto a Verzegnis.

Ero partito sprovveduto, non sapevo in cosa mi sarei imbattuto e niente. Volevo rischiare.
Clauzetto è un paesino bellissimo, noto anche come “la terrazza sul Friuli”. Essendo abbastanza conosciuto non ha destato in me così tanto interesse, così mi sono indirizzato verso una stradina che conduceva a 2 case con un immenso prato. Normalmente quando ci sono questi due dettagli, la vista non può che essere fantastica, altrimenti cosa vanno a costruire case li? Insomma ci sono arrivato e, nonostante il tempo relativamente nuvoloso, mi sono goduto il “mio” bel prato verde.

Li vicino c’era anche un bosco. Silenzioso. Maestoso. Io ne sono stato attratto come le api dai fiori. Sono entrato in silenzio ascoltando solamente lo scrosciare delle foglie e il canto degli uccellini che volavano di ramo in ramo.

Insomma tra un perdersi e l’altro sono tornato alla macchina e mi sono avviato verso questa famigerata strada che mi ha condotto successivamente a Pielungo, per vedere (sfortunatamente solo da fuori) Castello Ceconi. Qui ve lo dico, al prossimo castelli aperti un giro dentro ce lo vado a fare.

Una volta lasciato alle spalle questo straordinario castello (giuro che è davvero fantastico osservare questa “fortezza” che si innalza in mezzo ai monti e agli alberi), ho ripreso la mia strada e sono risalito. A questo punto la cosa che mi ha attratto è stato il fiume. Io da emerito ignorante, non avevo idea di che fiume fosse e dove mi trovassi, quindi mi limitai a fargli qualche foto e a mangiare il mio bel paninazzo con questa bella vista.

Man mano che mi spostavo trovavo qualcosa che attirava la mia attenzione e mi fermavo. Il bello di viaggiare da soli è che puoi fermarti dove e come vuoi senza doverti confrontare con nessuno, a meno che tu non abbia altre personalità abbastanza invadenti. Comunque, la cosa che mi ha attratto pochi chilometri dopo è stata il VERDE. Non solo perché è il mio colore preferito, ma anche perchè è il mio colore assolutamente preferito. Stava gocciolando e allo stesso tempo da dietro le montagne usciva una luce pazzesca che si diffondeva egregiamente attraverso le nuvole, evidenziando in maniera superlativa le diverse tonalità cromatiche degli alberi presenti. Io ne ero completamente estasiato.

Poi sono giunto ad un bivio. La cosa più difficile. Scendere o salire? Io ho sempre preferito salire, dall’alto tutto ha un altro sapore. Dopo alcuni tornanti la strada iniziava a farsi più tranquilla, fino ad arrivare alla famosissima sella Chianzuttan (famosa per la cronoscalata che parte da Verzegnis). Inizialmente volevo percorrerla interamente per provare (al contrario) la strada che provano i piloti seri e senza paura, MA… ovviamente un’altra cosa mi ha distratto dal mio intento. Una cosuccia eh, solo il verdissimo lago di Verzegnis. Dalla strada principale si apre una stradina secondaria che porta direttamente sul ponte che passa sul lago.

La tappa successiva era d’obbligo, come lo era anche il caffè e la torta a casa di Barbara “la cjargnele” (si ringrazia anche Laura per la torta buonissima). Dopo questa sosta di riflessione mi sono “imposto” due ulteriori soste prima di rincasare. La prima è ormai un must quasi ogni volta che passo vicino a Tolmezzo. Invece che rincasare per la statale, mi sono diretto verso il lago di Cavazzo, luogo di riposo della mente (meglio nelle giornate in cui è meno affollato).

Ultima ed insindacabile tappa della mia pasquetta è stata il forte di Osoppo. Un luogo che permette di avere una vista ampissima di tutta la pedemontana, nonché di un buon tratto di pianura. dico solo che è obbligatorio andarci per vedere tutto questo.

Con questo panorama passo e chiudo. Giuro che non ho inventato niente e che tutto questo è accaduto sul serio. Se non mi credete fatelo anche voi questo semplicissimo “tour” e ne rimarrete assai soddisfatti.

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Luca
Nel Gennaio del 2013 mi comprai la prima macchina fotografica con i primi soldi che mi feci lavorando. Quando iniziai a scattare non mi rendevo conto del vero potere della fotografia. Con il tempo ho iniziato a conoscere sempre più persone, più stili, a vedere più foto, più paesaggi. Li ho osservati e di ogni cosa ne ho preso quello che più mi rappresentava. Questo "processo" lo sto continuando a coltivare mescolandolo alle emozioni e alle sensazioni che provo. Quello che cerco di trasmettere con una foto non è il semplice paesaggio o soggetto rappresentato, bensì metterci dento una parte di me. https://luchedalnord.wordpress.com/ https://m.facebook.com/luchedalnord http://instagram.com/luche_dal_nord

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