Come sempre mai una gioia ma sabato, una carina è arrivata, sono riuscita a scappare dal lavoro e sono corsa alla Fiera della Musica di Azzano Decimo, uno dei pochi appuntamenti musicali rimasti nei dintorni, per gustarmi i concerti di Calcutta, I Cani e i Marlene Kuntz.

La Fiera della Musica di Azzano X

E infatti, proprio perché sempre di meno e in una realtà sempre più ostile, devo fare un sacco di complimenti, alla Fiera della Musica quindi ai suoi organizzatori. Non tornavo da un po’ di anni, tutto è cresciuto, dal palco, ai servizi, ma anche lo spazio riservato all’evento, la qualità del suono; tutto ben organizzato, la selezione degli artisti è sempre valida di anno in anno, c’è sempre qualcuno per cui vale la pena farci un salto, ed è raro oggi, vedere che un evento musicale in Friuli, continui a godere di ottima salute. Per cui tanta stima e supporto!

Calcutta

Di Calcutta ho ascoltato solo gli ultimi singoli, ma ero curiosa di vederlo sul palco. È arrivato sereno e quasi scazzato, ma risultava simpatico, le canzoni sono semplici, orecchiabili e ci coinvolgono per forza perché parlano di tutti, lui le suona dal vivo come se fosse nel salotto di casa davanti a pochi amici, mi è sembrato così e mi è piaciuto, peccato solo che abbia suonato durante la partita, con pochissimo pubblico e con la luce del giorno che a me, personalmente, toglie sempre quel poco di magia al live, ma è stato lo stesso un bel concerto, vorrei rivederlo tra qualche anno, credo che abbia appena iniziato ad ambientarsi in questo “Mainstream” (che è anche il titolo del suo ultimo lavoro) e credo che ci si troverà bene.

I Cani

Niccolò Contessa aka I Cani, era il mio principale interesse della serata, mi è piaciuto da subito dai suoi primi lavori del 2010 o giù di lì (non facciamo i pignoli), ma l’evoluzione da quando si presentava a cantare con il sacchetto di carta in testa si vede e si sente tutta, un live gustosissimo! Dal pubblico qualcuno urlava: “Suona quello che vuoi!” e aveva ragione, ogni pezzo uscito fuori dai suoi tre lavori principali, è un potenziale singolo e dal vivo suona ancora meglio, nuovi arrangiamenti e un tiro più electro, più punk, più hardcore, insomma più! Dagli ultimi singoli alle prime canzoni composte, potrebbe variare scaletta quanto un artista con dieci dischi alle spalle. Non ha deluso le mie grandi aspettative se non avessi niente da fare andrei cercare dove suona stasera per tornare a vederlo.

Marlene Kuntz

L’unica nota negativa della serata, ma lo prevedevo, sono stati i Marlene Kuntz. Gusti personali, nessuno me ne voglia.  Li ho amati tanto in passato, ma quest’anno, il Vile compie 20 anni, e si sentono tutti. Il tempo è passato e non ho trovato in loro niente di nuovo, nemmeno in questo ultimo lavoro, che suona come un disco dei Marlene Kuntz appunto, uno qualunque, ormai quasi scontato, nei testi come nelle melodie. Sarà che per me non sono più una novità, sarà che negli anni sono stati tanti i loro concerti a cui ho assistito ma non è questo il primo che mi annoia dopo la terza canzone.
Forse, anche ascoltarli dopo un suono così “fresh” come quello dei Cani non è stata la scelta migliore. Ho anche notato, ma forse è solo una mia sensazione, che durante i live di Calcutta e I Cani il pubblico era composto da tre generazioni e tutti si gustavano lo spettacolo, mentre non ho visto troppi giovani a sentire Cristiano & friends e non lo so se sia una questione di ignoranza, in fondo sono stati il momento meno interessante della serata, un continuo dejà vu che forse anche chi non ha mai visto percepisce.

Mi sembra che quello che differenzia questa nuova ondata di musica italiana, di nuovi gruppi e cantautori da Vasco Brondi allo Stato Sociale fino a Cosmo per citare altri nomi oltre ai due gruppi di ieri notte, e quello che la generazione dei Marlene non ha capito fino in fondo, è che si può essere un valido prodotto anche uscendo dagli schemi e dalle definizioni di genere, a livello musicale, sia tecnico che espressivo, che si può e si deve osare di più senza farsi limitare, sia per chi la musica la fa, che per chi la ascolta. Perché alla fine, conta una cosa sola,” it’s only rock n roll but i like it”.

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Luds
Ludovica nasce a Perugia e arriva a Udine a 7 anni, non ci rimane ma ci torna sempre. Al momento vive a Trieste per realizzare uno dei suoi sogni più antichi: vivere in una città di mare - assicura che è tutta un'altra vibrazione. Adolescente precoce e seria ma immatura 32enne dalla vita naif. Appassionata di cinema italiano, arti visive e body art. Ama lavorare con le mani, l'hip hop, i cani ma anche i gatti, la politica e i viaggi. La passione più grande è per la musica, segue meticolosamente ogni nuova uscita dei suoi artisti preferiti e non solo, passa ore ad ascoltare canzoni e ha come obiettivo la conoscenza dell'intero patrimonio musicale mondiale! Il suo momento migliore è l'evento live, per i quali lavora e collabora, niente è più gratificante di partecipare alla realizzazione di un attimo che riunisce un gruppo di persone felici. L'empatia fa il resto.

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