Questo articolo di Giulio Castoro era stato pubblicato su Blud ancora il 15 gennaio 2016, ma a fronte delle nuove limitazioni dell’ultimo Dpcm, come non riproporlo?
L’Autogrill è sempre stato un luogo particolare, un posto che nell’immaginario collettivo è considerato fonte di sorprese e ricordi, come il Toblerone e il doppio cd del Festivalbar ’96. Anche Pezzali dopo quel cavalcavia, si era fermato un attimo all’Autogrill, apparso come una luce di speranza in una notte buia in cui era andato tutto male. Rotta per casa di Dio, diceva.
In Autogrill trovi ancora il CrystalBall e i panini si chiamano allo stesso modo da sempre, sono una garanzia: Capri, Camogli, Rustichella, Apollo, Bufalino…

…E così successe che le finte feste di Capodanno che venivano pubblicate su Facebook una dopo l’altra sul finire del 2015, diventarono talmente virali, che un quotidiano locale decise addirittura di scriverci un articolo.
Oggi, 20 ottobre 2020, c’è chi senza alcuna ironia invece, sta davvero valutando di festeggiare in autostrada il passaggio dal 31 dicembre 2020 all’1 gennaio 2021.

E allora, perchè non pensare seriamente di fare Capodanno all’Autogrill di Gonars e a mezzanotte gridare forte “Jumanji!” per uscire dal gioco?

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Qual è uno dei più grossi problemi che riguardano la rete e il suo rapporto con il così chiamato “mondo reale”? Il fatto che le persone, normalmente, considerino la rete come qualcosa di altro, qualcosa che nulla ha a che vedere con le nostre vite reali. Una posizione che non mi ha mai interessato più di tanto.
Possiamo considerare internet come un sottoinsieme, non come qualcosa di altro. Se diffamo una persona tramite internet, diffamo una persona. Se scrivo frasi razziste, mi comporto da razzista.
Nonostante tutto esistono comunque tantissime oasi felici per il LULZ o per ennemila altre trovate più o meno goliardiche.

Qual è il limite? Chi lo decide? Serve qualcuno che controlli?
Il problema è che già il limite tra satira e stron*ata è molto labile, figurarsi il limite tra satira (virtuale) e realtà dei fatti in un ambiente che vorrebbe essere normale: Facebook.

Bene, dopo un preambolo da 800 battute creato per farvi scappare dalla notizia, iniziamo con i fatti: il quotidiano Messaggero Veneto ha deciso di prendere sul serio un evento che si chiamava “Ubriacarsi a capodanno all’autogrill di Gonars” (ricordiamo, l’articolo è del 2016), nato probabilmente sulla scia di altri eventi simili annunciati a nordest, di cui il capostipite è il Capodanno Alternativo all’Autogrill di Rovigo.

Ora, andando a leggere le descrizioni degli eventi appare abbastanza chiaro che l’intento principale fosse quello di strappare una risata. Purtroppo gli eventi (sia quello principale, sia il satellite su Gonars) hanno avuto cifre importanti su Facebook, diventando di fatto un problema per l’ordine pubblico, perché le forze di polizia sono pagate da noi per prendere seriamente anche eventuali minacce di cui non si conosce bene la pericolosità.

Ha senso però scrivere un articolo riguardante questo fatto?
Non si rischia, paradossalmente, di creare un effetto emulazione?

Cosa che sto facendo pure io, ovviamente.
Giulio Castoro

 

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