L’Hip-Hop, inteso come movimento artistico e culturale e non solo come musica rap, muove i suoi primi passi nel bronx a New York alla fine degli anni ’70. Fin da subito, fin dai primi esperimenti dei dj sui giradischi e fin dai primi passi dei breakdancer, vi era un momento nel quale tutti gli elementi della cultura (writing, mcing, breaking e djing) venivano mostrati in tutta la loro genuina potenza espressiva: la Jam, ovvero lo street-party per antonomasia in ambito Hip-Hop.

In italia negli anni si sono susseguite numerose jam che sono poi entrati negli annali come momenti storici del movimento, basti pensare a Gusto Dopa al Sole in Salento, tanto per fare un esempio noto più o meno a tutti. In questi party hanno mosso i primi passi tutti i maggiori esponenti del panorama Hip-Hop nazionale che sono poi diventate delle star. Ogni regione poi ha organizzato tramite gli esponenti locali della cultura diverse jam, compreso il Friuli Venezia Giulia e dalla fine degli anni ’90 ai primi del 2000 ogni provincia aveva i suoi appuntamenti fissi in calendario dove writers, breakers, djs ed mcs si ritrovavano per fare ballotta ed esprimere le proprie skills in piena libertà.

Con l’avvento di internet, dei primi contratti discografici con le major e più in generale con l’arrivo di investitori che hanno cominciato a finanziare gli artisti affinchè facessero della loro passione un vero e proprio lavoro, le jam sono andate via via scomparendo lasciando spazio a singoli eventi con focus specifico su una sola (o al massimo due…) delle quattro discipline: contest di free-style o live di rapper senza l’ombra di un breaker, convention di writers con in sottofondo la musica rock o punk, dj set nei club dove si sculetta (ma non si vede un wind-mill nemmeno a pagarlo…), e via discorrendo. Le jam sono di fatto sparite dai radar dell’Hip-Hop.

L’idea di Check Check è invece quella di riportare in auge quello spirito originale che si sta rapidamente perdendo. Abbiamo incontrato uno degli ideatori, Il Guru (qui l’intervista su blud che gli feci mesi fa http://blud.life/lhip-hop-italiano-versa-sangue-nero), e gli abbiamo fatto qualche domanda. Noi di BLUD, tra le altre cose, saremo i media partner ufficiali dell’evento.

Da dove nasce l’idea di organizzare una Jam a Udine?

Ho sempre voluto creare qualcosa del genere nel nostro territorio per i ragazzi della nuova generazione. Noi siamo cresciuti con realtà quali  Scimmie In Gabbia, Elementi Sotteranei , Rap’n Go ecc tutte realtà che per un motivo o per l’altro non esistono più. L’ultima jam che ho visto a Udine ero poco più che adolescente e credo che la nostra piccola realtà si meriti qualcosa del genere. Il rap ora è di moda ma quasi tutti i rapper non sanno molto sulla cultura HH, il mio e il nostro obbiettivo era e resta educare i giovani alla cultura, poi negli ultimi live ho visto una risposta che a Udine non si vedeva da molto, sicuramente è  il momento migliore dopo tanti anni di noia.

Come ti sei mosso per organizzarla?

Inizialmente l’idea era quella di portare Blo/B e Lanz Khan da Milano per un live, appena avuto le conferme da parte degli artisti e in seguito dai ragazzi di Cas’aupa è stato un concatenarsi di cose. Ravel  (storico rappresentante del writing made in UD ora risiedente a Londra), ha avuto quasi in contemporanea la stessa idea:  ci siamo sentiti su facebook e abbiamo deciso di  lavorare assieme a “Check Check”. Da quel momento abbiamo stilato una lista di idee per rendere tutto professionale al massimo:  un buon team di lavoro , ricerca di sponsor, recupero pannelli,  grafiche e chi più ne ha più ne metta.  Senza la Gabry, Gus, Daker, e senza te mio caro Shef, tutto questo non sarebbe stato possibile. Anche Buendia Buendia, una nuova realtà milanese, ha reso possibile il tutto con un ottima presentazione dell’evento.

Secondo te, poiché la musica hip hop si sta orientando sempre più verso forme espressive che c’entrano poco con la Cultura, ha ancora senso organizzare Jam rivolte ai 4 elementi o risulta ormai anacronistico?

E’  obbligatorio fare le JAM proprio per questo motivo.  I ragazzi si avvicinano a questa cosa molto più facilmente di quanto lo facessimo noi ai nostri tempi (parliamo dei primi 2000, un periodo piuttosto buio per la doppia), ed è una cosa fantastica!!  Il problema di fondo è che non conoscono molto le radici, non sanno come è nata sta cosa. E’ un po’ come  studiare i fatti attuali di storia e non sapere dell’esistenza della seconda guerra mondiale, senza passato non c’è futuro. Il nostro obbiettivo è portare tutto questo nel presente, dando una spolveratina al tutto per  presentarci  preparati alle esigenze dei più giovani. Da qua parte l’idea del contest di brani PLAY YOUR POSITION  dove i ragazzi potranno esprimersi e portare la loro musica, che sia classic o che sia trap per noi non è un problema, anzi! L’importante nell’hip-hop è il messaggio, poi il tappeto su cui descrivere il tutto è una scelta dell’ emcee. Detto questo, non mi resta che invitarvi tutti al “Check Check” domenica 11 Giugno per passare una giornata fra amici e gente che rispetta e ama questa cultura a tutto tondo.

Se volete informazioni dettagliate sull’evento, andate sulla pagina FB. Troverete l’elenco completo degli artisti che si esibiranno, il regolamento del contest Play Your Position e ogni altra info necessaria.

Segui l’evento: http://bit.ly/2seSHI6

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Shef
Shef, classe 1983, una laurea in Lettere, rapper ed mc dal 2001. Appassionato di Hip Hop e street-culture, rap, areosol art, storia, letteratura, architettura, cinema. Hobby preferito: visitare musei e mostre d’arte. Vizio: la cioccolata al latte. Nei ritagli di tempo, scrittore di racconti e articoli vari. Non sopporta fare la fila e le persone ritardatarie, ma quando può professa con convinzione l’arte del perdigiorno passeggiando senza meta nel centro cittadino di Udine.

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