Esiste un posto dove lo spazio ed il tempo si attorcigliano e formano un vortice colorato.
E’ un posto piccolo, ma abbastanza grande da perderci le ore ad osservare i mille dettagli che lo abitano.
E’ un luogo fatto di stanze, occupate da personaggi inquieti, divertenti, pieni di vita.
E’ un luogo un po’ magico, dove ti danno sempre qualcosa da bere o da mangiare, e alla fine ti senti come a casa. E non devi mica essere timido, certo che no.
C’è un testo scritto, una traccia, puoi osservare e basta o se ti va puoi chiaccherare. Qualcuno ride, qualcuno arrossisce, a qualcuno spunta una lacrima.
Poi arrivano le 9 e parte il gran finale, un caloroso applauso e un brindisi al bar.

Non avete capito niente, vero?
Adesso ve lo spiego meglio.
A dicembre è partito “Ufficio ricordi smarriti” al Palamostre, per 6 mesi più di 30 attori non professionisti si sono alternati sui loro “piccoli palchi” all’interno della sala Carmelo Bene e ci hanno emozionato, ci hanno regalato frammenti di realtà, attimi di vita.
Storie vere, storie inventate, storie personali, storie lette nei romanzi.
Attori non professionisti che hanno lavorato come professionisti, e sono diventati sempre più bravi, più coinvolgenti.

Ai primi 6 episodi si entrava uno alla volta e si seguiva un percorso nelle stanze dell’Ufficio Ricordi Smarriti. Nessun palco, nessuna platea, tu e l’attore in una stanza.
E tu lì, che ascolti e magari ti commuovi anche, e pensi che tutte le piccole storie che stai ascoltando non sono così diverse dalla vita che stai vivendo. O da quella che vorresti vivere. Anche tuo nonno ha fatto la guerra, anche tu hai sicuramente avuto un amore travagliato, probabilmente anche tu volevi viaggiare e scoprire il mondo, ma poi magari non l’hai fatto. Non hai più preso quel treno, ti sei sentito in prigione, hanno detto che eri folle, hai pensato di avere un figlio, hai avuto un figlio.
Poi passano i giorni, i mesi e arrivi al punto che dici: “E’ maggio, le ultime repliche, e poi?
Già mi mancheranno” (Giuro! Ve l’ho detto che ci si sente a casa e poi ci si affeziona…)

Ma quello che vi sto raccontando sono briciole, piccoli frammenti di un grande lavoro di preparazione e regia, scenografia e allestimento, e per 5 euro d’ingresso proprio no, proprio non potete perdervelo.

L’episodio 7 in scena ancora il 19, 24, 25 e 26 maggio con le ultime repliche, si svolge in maniera diversa rispetto alle puntate precedenti. Innanzitutto va detto che gli episodi sono numerati, ma non c’è alcuna necessità di aver visto le repliche prima per capire il senso, quindi non spaventatevi, non c’è una trama da conoscere.
Ogni episodio segue il filo rosso del tempo, in tutte le sue declinazioni.

L’Ufficio Ricordi Smarriti apre al Palamostre giovedì, venerdì e sabato dalle 19:00 alle 21:00, e con il biglietto d’ingresso potete entrare QUANDO volete e stare dentro QUANTO volete, ma il consiglio è di rimanere fino all’ultimo per il finale che… ma non ve lo dico, non vi tolgo la sorpresa.
Ufficio Ricordi Smarriti apre al pubblico e si sviluppa come la visita ad una galleria d’arte: rimangono le stanze, ma “smembrate”, il pubblico non entra più uno alla volta ma quando e come vuole, gli attori propongono in loop la loro performance.
Ci si può anche sedere in disparte, assaggiare i dolcetti, guardarsi attorno e vedere cosa succede.

Come vi dicevo è un luogo magico, dove passato, presente e futuro si intrecciano e 2 ore vi sembreranno 2 minuti.
Ma poi, cos’è il tempo?
Un’invenzione, forse.

Quindi ecco 5 consigli per essere un po’ più felici:

  1.  Andate al Palamostre il 19, 24, 25 o 26 maggio dalle 19:00
  2. Chiedete in biglietteria l’ingresso per Ufficio Ricordi Smarriti (costo 5 euro)
  3. Scendete in sala Carmelo Bene e iniziate la visita alle stanze di Ufficio Ricordi Smarriti
  4. Fatevi coinvolgere dalle storie che ascolterete, aprite gli occhi e godete di ogni piccolo dettaglio che vedrete
  5. Aspettate l’orario di chiusura di Ufficio Ricordi Smarriti per non perdervi il gran finale!

Volete saperne di più?
Leggete anche: Ufficio ricordi smarriti, e il naufragar m’è dolce in questo mare

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