Chiusi in casa per settimane, isolati, preoccupati, con la speranza di tornare presto alla normalità. Non tutti abbiamo reagito allo stesso modo al Coronavirus e al lockdown, ma qualcuno l’ha fatto davvero bene e i risultati sono on line e visibili a tutti.

Quando andavo al Liceo Copernico di Udine, sapevo che esisteva un gruppo teatrale, ma la vedevo una cosa estremamente lontana dai miei interessi, io che ancora oggi divento rossa se qualcuno mi guarda, quando sono assorta nei miei problemi, nei miei pensieri.
Eppure, vedendo quello che accade ai ragazzi delle scuole superiori con cui in questi anni (indirettamente) ho lavorato, mi chiedo dove fosse il problema allora.

Ve lo dico io, qual’era il problema allora: non il mio carattere (beh, ok, lo ammetto, forse un po’), ma non ho mai conosciuto qualcuno che faceva parte di un gruppo teatrale a scuola, nessuno mi ha fatto percepire la passione, la bellezza dello stare insieme, del crescere insieme e debuttare su un palco insieme.
Forse non avrei partecipato comunque, ma chissà, forse invece mi sarebbe piaciuto trovare qualcuno con cui condividere un progetto, l’ansia della prima …o  anche solo semplicemente qualcuno con cui passare del tempo in modo divertente.
Forse mi sarebbe piaciuto poter dire “Anche io ho fatto il Palio“.

Nel 2020 il Palio Teatrale Studentesco “Città di Udine” si sarebbe dovuto tenere proprio in questi giorni (edizione numero 49! Un mese di spettacoli, circa 800 ragazzi sul palco, andando a sommarli tutti) e invece è arrivato il Coronavirus, il lockdown e il divieto di assembramento.
Questo ha portato alla chiusura prima delle scuole e subito dopo dei teatri, così da far dondolare sul Festival un punto di domanda grosso come una casa.

Ma cosa è successo?
Che invece il Palio si è fatto, il Palio si sta facendo.
E’ stato chiesto ai ragazzi se volessero girare un video, ognuno da casa sua, con un breve montaggio su un testo scelto, o su cui i gruppi stavano lavorando già prima del Covid-19.

Una sorta di trasposizione del Palio Teatrale Studentesco “Città di Udine”, che però non è Palio Teatrale, ma è invece Virtual Palio.
Dal 4 maggio sul sito di Teatro Club Udine, ogni sera alle 20.00 c’è l’anteprima del lavoro di ogni gruppo ed i risultati sono sorprendenti!

All’inizio c’erano molti dubbi a causa delle evidenti problematiche che comportava il non potersi riunire, vedere, provare, e ci si è chiesti in quanti alla fine avrebbero poi davvero avuto voglia di partecipare.
Tutte preoccupazioni inutili praticamente, sono più di 20 i gruppi teatrali delle scuole superiori della provincia di Udine, ad aver aderito.
Un successo, considerando che si tratta di quasi tutte le scuole che partecipano normalmente al Palio che si tiene ogni anno a maggio al Teatro Palamostre.

Questo lockdown ha portato pensieri nuovi, parole nuove, mezzi di comunicazione e di creazione nuovi e i ragazzi sono stati bravissimi a sfruttare tutte le risorse in loro possesso. Hanno dimostrato tutta la loro voglia di esprimersi, di creare e di stare insieme, seppur a distanza.
Io davvero vi consiglio di andare sulla pagina del Virtual Palio e guardare i video.
Sono lavori brevi, dai 10 ai 25 minuti l’uno, alcuni molto spassosi, altri davvero toccanti.

Tutti i video sono disponibili anche sul Canale Youtube del Festival, su cui potete trovare anche i promo dei singoli spettacoli, video dei backstage e contenuti extra,
Guardare per credere!

Vuoi scoprire di più sul Palio?
Leggi cosa ci raccontava Bea a novembre sullEsprienza del Palio di Udine
Guarda la puntata de L’Angolo di Blud quando sono stati ospiti I Conti che tornano, dello Zanon

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 240 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Renzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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