Convivo da sempre con un sentimento di amore e odio nei confronti dei film dell’orrore. Non posso dire di essere un’appassionata, una di quelle fanatiche del genere che qualsiasi pellicola esca al cinema corro a vederla munita anche di occhialetti 3d. In realtà le mie comparsate al cinema si riducono in generale al massimo di 3 all’anno. Non mi piace l’odore dei popcorn e il clima che passa dal caldo soffocante alle folate gelide peggio che da un vagone all’altro di un treno in piena estate. Sono delicata, lo so. Una volta mi buttavo sugli M&M’s, ora purtroppo ho dovuto dire no al cioccolato e sì all’acqua naturale portata da casa, tant’è.
Considerato tutto ciò, oltre al fatto che un horror al cinema non lo andavo a vedere dai tempi de “Il Rito” con Anthony Hopkins, diciamo che l’esperienza “Crimson Peak” non mi ha fatto rimpiangere gli 8,30 esosi euro che hanno il coraggio di far pagare un biglietto del cinema oggi. Il nuovo film di Guillermo del Toro (Hell boy, Il labirinto del fauno – un uomo dall’aspetto tanto bonario quanto dalla fantasia macabra) si presenta già dal trailer ricco dei tratti tipici del regista, un misto di “reale e gotico, concreto e mostruoso” (Gabriele Niola, www.mymovies.it), insieme a costumi d’epoca davvero notevoli e una scenografia che, per una semi architetto come me, non poteva che risultare spettacolare, insomma: ottime premesse.
E, al mio modesto avviso, ottimo sviluppo.

Ore 15:00 di domenica pomeriggio, che la sera poi io ho bisogno di uscire a bere quelle due birre, non posso chiudermi in un cinema, per cui sfruttiamo il pomeriggio. Sono con una mia amica, lei si è proposta spontaneamente, nessuno l’ha costretta, nessuno ha costretto me e neppure gli altri dieci avventori in Sala 1 del The Space di Pradamano. Perchè in effetti una persona normale, dopo aver visto già solo il trailer, come può pensare di venire a passare 118 minuti della sua domenica pomeriggio a vedere un film del genere, in una sala buia, con il Dolby Surround e uno schermo gigante?
Primo salto sulla sedia al minuto 3. Tutto okay, si tratta solo di un fantasma molto brutto, molto nero e con delle mani decisamente scheletriche e rovinate: un po’ di crema no? Il film prosegue poi per le sue due ore liscio come l’olio, nemmeno un momento in cui ho sentito il bisogno di guardare l’orologio per sapere quanto mancava: la storia coinvolge, i fantasmi sono veramente brutti, le scene splatter sono veramente splatter, Jessica Chastain (The Help) è straordinaria, Mia Wasikowska (serve dirlo? Alice in Wonderland) ci fa quasi dimenticare di essere (l’odiosa) Mia Wasikowska.
Ed Allerdale Hall…Allerdale Hall è la costruzione architettonica cinematografica più bella e sentita che vedo sul grande schermo dai tempi di Hogwarts: un palazzo che sembra un misto tra una caverna, un covo delle streghe, una signorile dimora inglese dell’Ottocento e il castello di Maleficent. Dal tetto sfondato sopra il sobrio ingresso entrano in casa foglie secche in autunno e neve in inverno; le pulizie lasciano parecchio a desiderare e la casa sta sprofondando nell’argilla rossa su cui sorge; dalle tubature dei bagni esce acqua scarlatta e il vento che si insinua tra i corridoi sembra far respirare il palazzo.
Insomma, tutto bene. Gli occhi aperti come fari per catturare ogni particolare e le mani davanti alla faccia ogni un per due per perdersi qualche altro particolare.
A parte stanotte che ho dovuto tenere la luce accesa per dormire perchè altrimenti dovevo alzarmi per andare in bagno ogni cinque minuti, direi che il film non delude le aspettative e alla fine ho ottenuto esattamente quello che volevo: due ore di nervi a fior di pelle e una discreta inquietudine nel tornare poi a casa in auto, da sola, al buio.

Per finire, la storia, giusto per dare qualche info utile dopo i miei soliti sproloqui.
Inizi 1900. Edith (Wasikowska), orfana di madre, è figlia di un facoltoso costruttore di Buffalo, ha la passione della scrittura e vede i fantasmi. O meglio, solo quello di sua madre, che per ben due volte la avvisa di tenersi lontana da “Crimson Peak”. Peccato che Edith non abbia idea di cosa voglia dire. Lo scoprirà poi, quando in seguito al matrimonio con un affascinante quanto tenebroso baronetto inglese, Thomas Sharpe (Tom Hiddlestone), si trasferirà ad Allerdale Hall, North Cumberland, detta anche “Crimson Peak” perchè a causa dell’argilla rosso sangue sulla quale sorge la proprietà degli Sharpe la neve in inverno si tinge di cremisi. Oh oh! E in effetti anche prima di sapere dove si trova in realtà, Edith inizia ad essere vagamente inquietata sia dal palazzo gotico e fatiscente dove è andata ad abitare, sia dalle mostruose presenze che lo infestano, sia dagli atteggiamenti della sorella del marito, Lucille (la Chastain), che sembra provare una malsana e violenta gelosia nei confronti della nuora.
La conclusione risente dell’influenza più di un genere melodrammatico che di uno horror, nonostante non manchino sangue, fantasmi e scientifici zoom su insetti piuttosto repellenti. Posso dirlo? Un po’ l’avevo intuita la fine.

Il trailer italiano:

 

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Francesca
Trentenne (e passa) laureata in architettura, ma la sua vera passione sono i libri. Attualmente impiegata in un lavoro tanto tecnico quanto totalizzante, sogna ancora, un giorno, di riprendere in mano la tastiera del computer e scrivere il Grande Romanzo Della Sua Vita, quello che le darà fama, soldi e successo e imperituri. Ama: leggere, scrivere, cucinare, i nachos, la birra, i gatti, la montagna, l'autunno, andare a correre. Odia: la gente, gli impegni, il sudore, il suo lavoro, gli uffici pubblici, telefonare, fare le pulizie.

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