Può la Cultura in FVG vivere sui finanziamenti regionali, o la strada sarà quella degli sponsor privati? Questa mattina come di consueto, ho partecipato all’Infoday promosso dalla Regione FVG, che ha presentato i Bandi Cultura per l’erogazione di fondi nel settore dell’arte e della cultura. Ogni anno vengono più o meno dette le stesse cose da tenere presente per la corretta compilazione, ma questo giovedì mattina, è stato utile per una riflessione in più sul mondo della cultura in Friuli Venezia Giulia, tenendo anche presente la discordanza tra quanto riportato su alcuni giornali e quello che è stato effettivamente dichiarato durante questo incontro.

LE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE GIBELLI

Partiamo dal presupposto che eravamo in tanti oggi presenti, per sentire l’Assessore Regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, dopo le dichiarazioni uscite qualche giorno fa sulle testate giornalistiche locali: “Se non sei capace di farti finanziare il progetto da un privato, allora la tua idea non vale nulla”, sembrava quasi essere il succo della questione.
Ovviamente questo ha suscitato molte polemiche e malcontenti, perchè l’impressione diffusa era una svalutazione della proposta culturale friulana, ridotto quasi a mera attività imprenditoriale.
Inoltre, da un punto di vista prettamente pratico, non è così immediato trovare sponsor privati, né tantomeno avere le doti commerciali per presentare il progetto in modo che le aziende decidano di investire.
In realtà, il discorso fatto questa mattina in Regione dai referenti regionali che poi si occuperanno di valutare i vari progetti richiedenti finanziamento, è stato un po’ diverso.

I BANDI CULTURA DELLA REGIONE FVG PER IL 2020

I Bandi cultura ordinari per il 2020 sono 7 (e non 9 come gli anni precedenti), i bandi Eventi, Festival e Stagioni e rassegne sono stati accorpati in un unico modulo denominato Spettacolo dal vivo; mentre 2 sono i Bandi cultura tematici: Creatività e ESOF (Euro Science Open Forum, che si svolgerà a Trieste nel 2020).
Il numero di progetti culturali meritevoli di contributi è aumentato di anno in anno, ma di conseguenza anche la somma destinata ai fondi contributivi per singolo progetto, è diminuita.

“Lo storico degli uffici regionali ha registrato nel 2017, 293 domande ammesse di cui 134 finanziate per 3,6 milioni di euro; nel 2018 sono state ammesse 384 domande di cui 171 finanziate per 5,1 milioni. Infine nel 2019, su 414 domande ammesse ne sono state finanziate 212 per un valore di 6,79 milioni” Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Sulla base di questo, il chiarimento sulle dichiarazioni fatte dall’Assessore Gibelli: la Cultura è solo uno dei settori tra cui la Regione investe le sue risorse economiche (ovviamente e giustamente!), e l’aumento di progetti validi a cui attribuire finanziamenti, prevede per forza di cose una redistribuzione dei fondi. Inoltre, la somma totale riservata ai Bandi Cutura è un importo notevole, che non è garantito nel corso degli anni.
Da qui, se ne evince che se il singolo progetto trova il modo di assicurarsi finanziamenti privati, è più facile che possa continuare a riproporsi, anche in caso di riduzione da parte della Regione FVG dell’importo totale dei fondi dedicati alla Cultura.

Spiegato così quanto dichiarato dall’Assessore Gibelli, il ragionamento non fa una piega.

LA CADUTA DEL PATRIARCATO DI AQUILEIA

Il dubbio vine in merito alla questione CADUTA DEL PATRIARCATO.
La Regione FVG ha infatti individuato a seguito di consultazione, il “600° anniversario della caduta, per mano della Repubblica di Venezia, dello Stato patriarcale di Aquileia” come tema trasversale a tutti i Bandi Cultura.

In aula è stato specificato che vuole essere più un riferimento al periodo storico in generale, che al fatto della caduta di per sè, e  questo già aiuta nella stesura dei progetti.

Ogni progetto viene valutato sulla base di una tabella e ogni sezione ha un determinato punteggio che incide sul risultato qualitativo ai fini della valutazione, ma rispetto al tema “LEONARDO” dell’anno scorso, il tema trasversale “Caduta del Patriarcato”, quest’anno fortunatamente incide meno (5 punti su 100, rispetto ai 15 su 100 dell’anno precedente).

Il timore è che “La caduta del Patriarcato di Aquileia” come tema trasversale, resti comunque penalizzante. In maniera trasversale.

CONCLUSIONI

Può dunque la Cultura in FVG vivere anche sui finanziamenti regionali, ma la strada sarà sempre più quella della ricerca di sponsor privati. Toccherà agli enti che si occupano di cultura in FVG mettersi alla prova e trovare il modo di sapersi promuovere, cercando aziende interessate ad investire su di loro e sulla propria immagine.
Vedremo a marzo quali e quanti progetti vinceranno i Bandi cultura di questo anno.

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