Martedì 21 maggio 2019, sala Pasolini, ore 20:00

VITE A SCADENZA
da Elias Canetti
ISIS Manzini, San Daniele del Friuli
Gruppo Il capsulano dice sempre la verità… forse

Con Maria Candusso, Eleonora Pascoli,  Viktoria Pirko, Zora Moschitz, Anna Franceschinis, Emanuele Grillo, Michele Grillo, Erica Zarabara, Giada Coletti, Camilla Leone, Maria Carlini, Roberto Leandro  Pau, Dylan Vivian, Giacomo Pettoello, Andrea De Simon, Anna Martina, Edoardo Missio, Karina Stanciu, Alessia Basana, Lisa Colantonio, Emili Infanti, Samuele Mazzocco, Matteo Andreutti, Antonella Cataldo, Melanie Guillen, Giulia   Piccoli, Aron Moschitz, Emiliana Macovez, Alessandro Candusso, Elena Garlatti Costa, Alice Simeoni, Aurel Sterkaj, Ginevra Gagliardi, Sofia    Tositti, Luna Pecile, Silvia Piccoli, Annalisa Crnigoj, Beatrice Micoli, Matteo di Filippo

Coordinatore Giovanni Folena
Insegnante Patricia Pugliese

Facciamo che.
“Facciamo che noi sappiamo a che età moriremo.”
Facciamo che la nostra data di scadenza sta scritta in una capsuletta che portiamo al collo. “Facciamo pure che solo una persona può aprire la capsula e solo lei sa cosa c’è dentro per davvero.” Facciamo che tutti, tutti, tutti crediamo ciecamente alla nostra ora e viviamo attendendo che arrivi. “Facciamo inoltre che chi prova a scoprire coi suoi occhi come stanno sul serio le cose è un assassino.” E se facessimo che io però a tutto questo non voglio credere? “Questo è ciò che farebbe un assassino. E l’ora degli assassini arriva prima di quella degli altri.”
E allora che cosa faccio io, adesso? “Puoi davvero farci qualcosa?
Siamo onesti: dobbiamo ancora capire e capirci. Nel momento in cui queste righe vengono scritte, è da poco iniziato il lavoro sulle scene di un testo ancora a metà strada tra l’idea e l’incognita e che, vista la tematica principale, forse si manifesterà per davvero solo alla sua data di scadenza.

Prima c’è il classico laboratorio sulle basi di occupazione scenica, caratterizzazione e improvvisazione con una mandria di praticamente 40 ragazzi, un numero-tabù che ancora regge, senza essere superato (ma per quanto?), solo perché amiamo renderci le cose complicate e lasciarle tutte per aria, non dette. Se le parole, però, in difficoltà davanti a un’opera come quella di Canetti faticano a uscire, allora bisogna insistere sul corpo e su ciò che succede dietro alle parole (anche fisicamente). E bisogna tenersi d’occhio, senza disperdersi, perché la solitudine ti porta a capire soltanto te stesso e le tue esclusive necessità, mentre in questo caso è fondamentale imparare a comprendere gli altri, attraverso il rapporto con le esperienze comuni: il diverso approccio alle cose rappresenta la nostra più grande ricchezza potenziale, e soltanto accedendovi si possono affrontare con le armi migliori i mostri che chiamiamo ossessioni, paure e abitudini.

A seguire
IL SORRISO DI MONNA LISA
da Mike Newell

IT Antonio Zanon

Gruppo I conti che tornano
Con Aitkins Sarah Jane, Baldini Linda, Banahene Mariagrazia, Battistel Matteo,  Beda Silvia, Bernardelle Giada, Betto Aurora, Contino Giorgia, Cosolo William, Del Prato Francesca, Durì Giulia, Dusso Angela, Ellero Giulia, Ezukùse Edith, Fantino Enrico, Ferrari Matilde, Fuccaro Francesco,Giacomini Valentina, Krizh Giorgio, Lavia Francesca, Meroi Letizia, Milojković Klara, Mroz Viktoria, Patusso Aurora, Pellizzari Stefano, Pin Eleonora, Prodorutti Tomas, Quarta Lavinia, Quendolo Alessandra, Santos Carolina, Scognamiglio Silvia, Toppano Chiara, Toscano Fiorella, Toscano Massimo, Tosolini Chiara,  Vallepulcini Giulia, Vantusso Carol

Coordinatore Paolo Mattotti
Insegnanti Paolo Mattotti, Milvia Morocutti

La professoressa Katherine Watson giunge nel prestigioso ed esclusivo collegio femminile di Wellesley di Boston come docente di storia dell’arte. Dopo un primo approccio con le rigide regole della scuola e con la mentalità conservatrice e omologata delle sue allieve, Katherine si rende conto che l’obiettivo fondamentale, anche se implicito, del college non è solo quello di fornire alle allieve un’istruzione di livello eccellente ma è soprattutto quello di preparare le giovani ragazze a ricoprire con successo i tradizionali ruoli sociali femminili: raggiungere il matrimonio con un buon partito, essere mogli perfette e madri devote alla famiglia. La professoressa, che crede in una possibile emancipazione femminile, decide quindi di offrire alle ragazze nuovi punti di vista riguardanti il ruolo femminile nella società e nei rapporti interpersonali. L’impostazione della sua didattica trova così l’ostilità della dirigenza del College e di parte delle allieve che nel corso dell’anno accademico e dello spettacolo troveranno l’opportunità di ripensare criticamente ai luoghi comuni sul ruolo della donna nella società. Lo spettacolo vuole dimostrare che le cose non sono poi cambiate di molto dagli anni cinquanta. E’ cambiata molto la forma, ma la cultura maschilista imperante non ha fatto molti passi avanti da allora.

L’idea di mettere in scena una rielaborazione teatrale del film “Mona Lisa Smile” è nata dall’esigenza di continuare e sviluppare l’adesione del gruppo teatrale “I conti che tornano” al progetto RispettAMI, nato lo scorso anno scolastico, elaborato e perseguito a livello dell’Intero Istituto Zanon in memoria di Nadia Orlando, ex allieva dell’Istituto assassinata dal suo “fidanzato”, che prevede un percorso di educazione ai sentimenti e di prevenzione alla violenza di genere. Il gruppo che si presenta al Palio si è in grande parte rinnovato con l’arrivo di molti allievi che hanno compiuto tutto il percorso corporeo ed emozionale che li ha portati dai primi laboratori sullo spazio ed il movimento alla messa in scena di uno spettacolo di fronte ad un pubblico di qualità come quello del Palio: competente ed esigente ma allo stesso momento protettivo e comprensivo.

Info e prezzi: Palio Teatrale Studentesco, www.teatroclubudine.it

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