Questo articolo non vuole spronare le persone a sguazzare nel deep web o nel dark web. Restate in superficie, dove splende sempre il sole e fa caldo.
Questa vuole essere la descrizione di una sessione di navigazione a breve termine all’interno del dark web. È un posto oscuro, estremamente pericoloso, dove puoi trovare geni illuminati come i più folli esseri viventi. Non è un luogo per sprovveduti o con una bassa integrità morale. Vi dissuado veramente dal metterci piede.
Questo racconto è stato pensato per presentarvi il lato oscuro della rete, una realtà che esiste, ma che non si conosce.
Ho deciso di andarci io, così non dovete metterci piede voi.

Buona lettura,
M.

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Mi sono sempre reputato uno smanettone. Il mondo virtuale mi ha sempre affascinato, nel bene e nel male. Ne ho sempre capito un po’ di informatica, ma non così tanto da reputarmi un nerd o addirittura un esperto informatico, anzi. Anche perchè i miei interessi principali sono ben altri. Però si, è un mondo che mi affascina fin da adolescente quando passavo giornate intere sulle board di Yahoo piuttosto che su quelle di IRC o MIRC al posto di uscire con gli amichetti a fare i vandali (cosa che comunque non mi ha esonerato dall’esserlo, o dal farlo).

Ricordo soprattutto quella di Yahoo. Eravamo un bel gruppo affiatato, circa un trentina, ci conoscevamo praticamente tutti, senza che nessuno di noi si fosse mai visto veramente. Si parlava del più o del meno, musica, principalmente. Erano i primi anni 2000, avevo circa quindici anni.

Arrivò un certo punto che le board persero il loro fascino, mi avvicinai così a FotoLog (http://www.fotolog.com/ stranamente ora è in spagnolo. Precursore dell’attuale Instagram), il blog di Studenti.it (una specie di MySpace, ora invece una vera e propria piattaforma dedicata agli studenti) ed ovviamente l’ormai defunto, ma non troppo, MySpace (https://myspace.com/).

Su Fotolog devo dire che ci ho passato un bel po’ di tempo e qui ho conosciuto un sacco di gente che tutt’ora vedo spesso e volentieri. Ragazzi della zona che avevano iniziato a sfruttare le potenzialità della rete nel piccolo di una cittadina di provincia. Bei momenti.

I tempi vanno avanti, la tecnologia avanza, quelli che una volta erano blog di pochi, ora sono veri e propri social network di massa, in cui o sei dentro, connesso con tutto, all’internet, o sei tagliato fuori dal resto del mondo. Un mondo fittizio in cui tutto è maschera e apparenza. La società dei millenial.

Trovo comunque piacevole passare ore sul pc, navigare totalmente a caso per la rete, scoprire siti come Tokyoplastic, o Notcot.org, o Bloggokin per citarne un altro, perdere ore su kickstarter, cercare artisti di vario genere dai writer ai producer musicali underground (gente che a Udine conosciamo si e no in quattro), perdermi ore nel fantastico mondo di Skyrym. Sentirmi un pirata cercando di aggirare blocchi e divieti. Sono un supporter di Anonymus (mi piace l’idea di un gruppo di attivisti virtuali che si battono per degli ideali di libertà di pensiero e di parola contro i governi e società malate.). Mi affascina in generale tutto ciò che è un po’ cyber e un po’ punk. Credo ci siamo capiti.

È da un paio di anni (per i più attenti è dal 2009 circa) che si parla di criptovalute. Un paio di mesi, per i più distratti o disinteressati alla cosa.

Criptovaluta d’eccellenza: il bitcoin. Ne esistono parecchie altre, come l’Ethereum, il Monero, LiteCoin etc.

Il come funziona, come è stata creata e perchè non è argomento di questo articolo. Basti sapere che sono delle valute non tracciabili (l’utilizzatore resta totalmente anonimo. Salvo alcuni casi) e si pongono come alternativa ai tradizionali sistemi di pagamento via internet e totalmente sicure (il 2017 è stato l’anno della ribalta mondiale). Un bitcoin (₿) al momento è quotato a 11022.98$, nel 2013 stava tipo a 540$. Bel colpo eh?

Un altro argomento di cui qualcuno di voi ha sentito sicuramente parlare è il Deep Web e il Dark Web.

Eccoci qua.

Un giorno sento Stefania al telefono e le faccio: “Guarda, al momento sto surfando sul Dark Web“. Lei mi risponde tipo con un “dov’è che stai surfando??????”.
Niente, non sapeva di cosa stessi parlando.
Bene, cercherò di spiegare qui a Stefania, ma anche a tutti coloro che non lo conoscono, anche a chi lo conosce ma non ci è mai entrato, cos’è il Dark Web.

Tutti noi conosciamo il bellissimo mondo dell’internet. Un mondo virtuale in cui tutto è bello limpido. Vai su Google, digiti qualcosa, Google lo trova.

Vuoi essere aggiornato sulle ultime news? Easy, digiti il sito della tua testata giornalistica e sei a cavallo. Non serve nemmeno più andare in edicola.

Puoi anche improvvisarti pirata informatico cercando qualche sito un po’ meno in vista da dove poter scaricare l’ultima versione di Photoshop, piuttosto che guardarti in streaming l’ultima serie preferita (e non mi faccio nemmeno l’abbonamento a Netflix, tanto ci sono mille altri siti, gratuiti, da dove posso guardare l’ultimo episodio. E la qualità? Non è un grosso problema. Qui ad avere uno schermo 4K saranno in 15).

Poi ci sono i Social, i siti di incontri, i siti un po’ più sporcaccioni (perchè si, su Internet la pornografia c’è e pure parecchia.). Corsi gratuiti o a pagamento. Corsi per imparare il Mandarino, corsi per imparare a cucinare. C’è YouTube e c’è Vevo. C’è Blud e c’è DeviantArt. C’è tutto!

Ma cos’è internet? L’internet quello che conosciamo noi, è il lato bello e coccoloso (alle volte un po’ cafone e bullo) della rete, ma è alla portata di tutti. Viene chiamato Surface Web, il web in superficie. La grande G ha indicizzato circa 14.5 miliardi di pagine. Tante, tantissime! Siamo in 7,5 miliardi sulla terra (dato 2017), il che significa che ci sono quasi 2 pagine web a testa. Un bel numero.
Ben fatto Surface Web. 14,5 miliardi di pagine in chiaro, accessibili potenzialmente da tutti.

E se io vi dicessi che questa è solo la superficie della rete? Che c’è ben altro, nascosto, inarrivabile ai più. Un mondo talmente vasto che difficilmente è comprensibile: è il Deep Web.

L’università di Berkeley (California) ha stimato che le pagine presenti nella sotto rete ammontano a ben 7.5 petabytes (1PB= 1 000 000 000 000 000 di byte, 1000 Terabytes. Quel numero mostruoso dovrebbe essere un milione di miliardi di byte) è un numero troppo vasto per essere compreso (io non lo comprendo), ma fortunatamente può essere immaginato, quantomeno commisurato. Si stima che il deep web sia 400/550 volte più vasto del surface web. C’è da perdersi.
E perdendosi si finisce un po’ come Alice nel pese delle meraviglie, o come in Matrix, se preferite.
E allora via, pillola rossa sia, inizia il viaggio.

Per iniziare questo viaggio è fondamentale equipaggiarsi a dovere. Ho bisogno di due cose principalmente. Un web browser che mi permetta di entrare nel deep web ed un VPN che permetta di proteggere la mia identità. D’altronde sto per entrare nell’oblio, niente regole, niente tutele. Niente polizia postale che mi possa tutelare da siti di dubbia (nessuna) moralità, nessuno che mi garantisca la sicurezza delle pagine. È il web senza filtri. Dove puoi trovare il genio più geniale del mondo oppure il maniaco più depravato che la mente umana abbia mai concepito. Il lato oscuro e per nulla coccoloso della rete.

Il browser che utilizzerò si chiama TOR che mi permette di navigare in sicurezza e soprattutto mi permette di allacciarmi al deep web (i classici browser non permettono questo tipo di accesso). Il VPN che userò si chiama NordVPN. Questo mi garantisce il totale anonimato, oscurando il mio IP ed evitando così di essere tracciato da qualsiasi ente o malintenzionato (utile anche nell’utilizzo di tutti i giorni).

[PAGINE TOR]

Il browser si presenta come un normalissimo web browser, è una modifica di Mozilla che si allaccia al protocollo di rete onion. Puoi tranquillamente utilizzarlo per accedere al surface web, quindi ti permette di saltare dentro e fuori dal deep web senza nessun problema.

Nel deep web potete trovare di tutto (se sapete come come fare). All’interno si trovano tutte quelle pagine non indicizzate, tutto ciò che non è accessibile tramite un normale motore di ricerca. Pagine aziendali private, pagine a contenuto dinamico, web software, pagine indipendenti di giornalisti liberi. Intere librerie gratuite disponibili a tutti, gratis. C’è la baia dei pirati (The Pirate Bay) e tantissimo altro ancora.

La classica ricerca via motore di ricerca avviene tramite DuckDuckGO ma risulta poco efficace se vogliamo andare giù, nel profondo. Da sapere è che le pagine .onion non funzionano come in superficie, dove, ad esempio, un classico sito è composto da www.nomesito.dominio. Qui i nomi sono sostituiti da codici di lettere e numeri pressoché a caso. Per iniziare ad esplorare bisogna affidarsi alla hiddenwiki. Si presenta come la classica wikipedia, solo che all’interno troviamo una grandissima quantità di link .onion ed è da qui che parte la ricerca vera e propria nel deep web.

È scavando più a fondo, molto a fondo, che si arriva al lato oscuro della rete. Quel lato che davvero, non è per nulla amichevole. Sul serio.

È il Dark Web.

Mi reputo una persona aperta di mente, non mi sconvolgo facilmente. Giravo agilmente in siti come rotten.com (letteralmente dall’inglese: marcio), A Serbian Film l’ho visto un po’ schifato a ora di pranzo mentre mangiavo e chi l’ha visto sa di cosa sto parlando (la visione non ve la consiglio. A maggior ragione se siete persone sensibili al sangue e all’ultraviolenza in generale). Girando su internet credo di aver visto un po’ di cose che forse era meglio evitare.
Beh, il dark web è pieno di cose da evitare come la peste.

Chi ha sentito nominare il dark web ha quasi certamente sentito nominare il sito Silk Road.
Ha fatto molto scalpore nel 2013 quando l’FBI ha deciso di chiuderlo. Che c’è di strano, vi starete chiedendo, nel chiudere un sito. Beh, amici miei, Silk Road non era un sito come un altro, era il più grande e affidabile mercato nero della rete. Si avete letto bene, mercato nero. Su Silk Road potevi trovare di tutto: armi, droghe, prestazioni di vario tipo (nessuno eticamente accettabile), documenti falsi, riciclaggio di denaro, clonazione di carte di credito. Insomma, tutto quello che il denaro poteva comprare di illegale. Era un cazzo di Amazon del mercato nero e funzionava alla grande!

Punto primo, i pagamenti avvenivano solo attraverso bitcoin, che, come detto prima, garantiscono la sicurezza dell’anonimato da parte del cliente (proprio perchè criptovaluta non tracciabile), punto secondo, nel dark web, se sai come fare, sei praticamente invisibile. Nessuno può tracciare i tuoi spostamenti, nessuno sa da dove stai scrivendo, nessuno può tracciarti se sei su un sito da cartellino rosso, diretto, espulsione a vita, galera e tutto il family pack. A differenza dell’internet nostrano, dove anche se riesci a cambiare il tuo indirizzo IP, una minima traccia la lasci sempre, nella rete oscura puoi essere chi vuoi, ma soprattutto fare quello che vuoi. Letteralmente.

L’unica maniera in cui possono beccarti è che sia tu stesso a dare informazioni su di te. Ed è così che Ross Ulbricht, il creatore di Silk Road è stato beccato. Agenti dell’FBI si erano infiltrati nella sua piattaforma e… il resto è storia. Silk Road chiude i battenti il 30 maggio del 2015.
Silk Road chiude, se ne aprono altri mille di black market. Ne esistono tanti, tanti altri, (tra cui Silk Road 3.1) tutti specializzati nella vendita al dettaglio delle più variegate tipologie di droghe, dall’erba all’eroina, psichedelici, farmaci vari, steroidi, banconote false, identità false, manuali su come diventare provetti ladri, account di ogni genere, account PayPal di poveri ignari (eh si!), carte di credito clonate, passaporti. Ci sono sellers che vendono armi verso tutto il mondo, senza la necessità di avere un porto d’armi. Si, avete letto bene, armi. E così via.

Insomma, c’è davvero tutto quello che potreste desiderare, il tutto estremamente ILLEGALE.

[Valhalla]

[paypal]

Per soli 1.62€ (vale a dire 0.000186B) potete comperare un manuale per mettere su il vostro laboratorio di fiducia, stile Breaking Bad.
Ci sono pagine che offrono incontri in stile Fight Club, in cui tu paghi e poi succede quel che deve succedere.
Ci sono negozi che vendono iPhone NUOVI, appena usciti, come l’iPhone X a metà del prezzo. È ovvio che non devi chiederti da dove provengano… scomparirebbe metà della magia.
Dove credi vengano venduti i diamanti di sangue, o le corna di rinoceronte? Di certo non in una gioielleria di Anversa o in un antiquario di Rotterdam.

[BLOOD DIAMOND]

Prima di continuare, ci tengo a precisare nuovamente. Tutto quello che si trova su questi mercati, e più in generale nel Dark Web, è ESTREMAMENTE ILLEGALE, PER NULLA RACCOMANDABILE, ALTAMENTE RISCHIOSO E ETICAMENTE IMMORALE.
Se comprare un manuale per un laboratorio può sembrare una cosa divertente, ci sono tante altre cose che no, non lo sono per nulla.

Mi riferisco alla parte più viscida, schifosa e grottesca che la rete ha da offrire.
Se è vagamente tollerabile un mercato libero per le droghe, o cose un po’, si insomma, borderline, come la mettiamo quando entra in gioco la questione vite umane? Già… sicari, assassini, killer. Avete presente i film d’azione in cui un tizio assolda un altro tizio per far fuori un terzo tizio? Secondo voi dove recupera il numero di telefono? Decisamente non dalle pagine gialle.

Il dark web offre anche questo tipo di (amare) prestazioni. Ed è tutto vero!

Un sito in particolare si presenta così:

“DarkMamba is a independent Private Military Company formed by
ex military corps and ex special forces. We operate worldwide.

We offer these services with total maximum privacy.
Prices varies case by case. You must ask.”

Inutile che vi stia ad elencare quali siano i servizi offerti.

 

[BLOOD DIAMOND]

Hic sunt Leones così dicevano i latini. Mai frase più azzeccata. Non è un posto per agnelli, non è un posto per sprovveduti. Ogni sito più o meno affidabile, o che comunque tiene alla propria immagine, avvisa i propri utenti di stare sempre in guardia con frasi come “stai sempre attento, diffida dai truffatori. Questo è il Dark Web! Non fidarti di nessuno”.

Probabilmente il punto più basso del dark web (e direi che siamo già un bel po’ in basso, ma parecchio in basso, quasi a toccare il fondo dell’oceano di me.da) è quando si ha a che fare con il mondo dell’hard.

Questo in particolare è un argomento che potrebbe offendere la sensibilità delle persone, perciò vi chiedo, se siete particolarmente sensibili alla vita umana, scorrete la pagina più in basso, fino a quando non trovate l’unicorno.

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È una cosa che esiste, fa parte di questo mondo malato e marcio, ed in mezzo a tutta questa illegalità trova spazio anche il peggio del peggio dell’essere umano. In una rete completamente libera da controlli, moralismi e divieti, il mondo dell’hard ha dato sfogo al peggio che potesse partorire. Tant’è che non mi sento nemmeno di chiamarlo hard, insulterei pornoattori come Rocco Siffredi o Valentina Nappi, tanto per citare due protagonisti della scena mondiale, nonché italiani.

È, purtroppo, molto semplice incappare in siti che trattano argomenti come lo snuff. Ora, per gli amanti degli horror gore spinto, il termine snuff non è nuovo, anzi. Ma per chi non lo conoscesse c’è una definizione del termine che è molto limpida: “Snuff films depict the killing of a human being — a human sacrifice (without the aid of special effects or other trickery) perpetuated for the medium of film and circulated amongst a jaded few for the purpose of entertainment.” Vero o finto che sia, sono cose che fanno accapponare la pelle. 8mm Omicidio a luci rosse, con Nicolas Cage, può darvi un idea di che mondo stiamo parlando (lo trovate su Netflix).

Ora, fortunatamente nessuno di noi ha mai visto un vero film snuff e io spero con tutto il cuore di non vederne mai. Ma sul dark web esistono tantissimi siti che offrono prestazioni che, oltre allo snuff, alle armi e alla droga, hanno a che fare con stupri di gruppo, incesti, sesso con animali. Una pagina chiamata Red Room, offre prestazioni alla Hostel. Vuoi essere spettatore o master? A fondo pagina: “Yes this site is extreme, disgusting, immoral, borderline, unbelievable and gruesome and it is 100% illegal !!!

[red room]

[torture]

Siti offrono donne minorenni come schiave a noleggio. Un sito cita: “the girl is brought to the place you choose. If you have particular requests about age, body ethnicity, etc. ask us”. Esiste il tariffario bastato su quanto la ragazza deve stare con voi, da un minimo di 15gg ad un max di 30. Cose da fare gelare il sangue.

Con schifio mi sono imbattuto in una pagina in cui si dava supporto ai pedofili. Si davano le basi su come aggirare psicologicamente i ragazzini in modo da portarli dalla propria parte. Su come fare sesso con loro senza fargli del male. Dopo di che ho chiuso. Mi facevo schifo solo ad aver aperto quella pagina. E mi sono detto “questo mondo dovrà bruciare al più presto possibile”.

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[UNICORNO]

Se il male regna sovrano da qualche parte, è nel dark web che si trova. E non c’è nulla che si possa fare per estirparlo. L’unica sarebbe quella di spegnere completamente il web, ma come potete immaginare è una cosa che al giorno d’oggi sarebbe impensabile fare.

Ma questo è il dark web. È qui che i loschi affari avvengono. Fortunatamente non c’è solo male. C’è anche chi sfrutta l’enorme potenziale del web per poter dare supporto e sostegno a popolazioni sotto dittatura, c’è chi vuole dare forza alle parole lottando contro la censura. C’è chi non ci sta e vuole fare di tutto per lottare contro un mondo di menzogne, ma per farlo deve combattere nell’ombra e dall’ombra. A dirla tutta qui ci troviamo ad un livello un po’ più alto, in questo caso torniamo un po’ più verso la superficie, saliamo di un livello per ritrovarci nel deep web, ancora una volta. Risaliamo dalle viscere dell’oceano per trovare un po’ di luce.

Pace.

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Mike
Michele, conosciuto per lo più come Mike o MistaMike. Classe ’85, di Udine da sempre. Un po’ schivo e timidone ma cerca sempre il modo di non esserlo. Quando ne ha voglia. Caotico di natura, sempre in disordine. E la cosa non gli dispiace. Amante di un sacco di cose: dal writing, attivo una volta, ora un po’ meno, alla fotografia...è un tipo a cui piace immortalare attimi e non necessariamente persone. Gli piace cucinare, ma detesta i broccoli e i carciofi. Si diverte a cimentarsi in lavoretti grafici, video ed editing. Di musica ne ascolta parecchia, e parecchio varia: dai classici ’70, con la quale è cresciuto, fino ad arrivare alle produzioni estreme di Aphex Twin o Squarepusher, passando per la dnb, techno, elettronica varia, hip hop (old school), dub-techno (genere alla quale si sta affezzionando parecchio), dub, reggae, jazz e via dicendo... Sempre in sella alle sue fidate bici una fissa e una cazzutissima bici da montagna. Non per moda ma per scelta.  Il mare gli piace, ma preferisce i fiumi. Meglio se ci sono le montagne di mezzo. Pensa che scendere per i pendii delle montagne in sella ad una bici è una gran figata! Gli piace viaggiare e quando ne ha la possibilità non si tira indietro. I colori gli piacciono un sacco, il grigiume un po’ meno. Ogni muro grigio che vede se lo immagina già con qualche “pezzo” disegnato sopra, forse è per questo che ha una buona collezione di libri sul “writing”.

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