La scena dei djs friulani, anzi, del Friuli Venezia Giulia, in ambito Hip-Hop è, al contrario di quello che può sembrare, molto nutrita e variegata. E’ costituita da performer di tutti i tipi e di tutte le età e, fra tutti, si distingue un ragazzo di 24 anni decisamente talentuoso.

Se segui gli eventi Hip-Hop in regione sicuramente lo hai incrociato perché ha suonato spesso e un po’ ovunque. Il suo nome d’arte è Dee Jay Park, è originario di Duino (TS) ma oggi vive beato a Udine perché qui, nella nostra ridente cittadina, lavora con successo in quanto socio di Fulvio Romanin, noto imprenditore locale (e fondatore dell’etichetta ReddArmy).
Il dj-turntablist triestino/udinese ha finora pubblicato quattro mix-tape autoprodotti, ha suonato coi Ban Klan di Gorizia aprendo tra le altre cose il concerto di Piotta, fa parte dell’etichetta ReddArmy e ha collaborato con molti rapper fra cui Doro Gjat e Il Guru.

La sua arte è lo scratch, lo strumento che suona è il giradischi ed ultimamente si diletta anche nella composizione di basi musicali da proporre agli altri rapper. Lo abbiamo incontrato in un baretto del centro e ci ha raccontato un po’ di cose.

 

In che modo sei entrato in contatto con la musica Hip-Hop?

Devo ringraziare la mia miglior amica Pam. Parliamo del 2008. Avevo 14 anni e io cercavo un modo per dimagrire e lei mi indirizzò verso un corso di Hip-Hop tenuto da Ilenia K-Jem, ai tempi fidanzata con Yane di Trieste. Lui era il primo MC che ho conosciuto di persona e volevo vederlo live. La prima occasione fu Scimmie in Gabbia a Monfalcone e, indovina? Voi di ZonaEst siete stati il primo gruppo che ho visto live.
Prima di quella giornata non sapevo bene cosa fosse il rap e l’Hip-Hop, per dire, quando faceste il pezzo Caro Presidente (nel cui ritornello si citano i Colle der Fomento, ndr) ero gasato ma non avevo assolutamente colto la vostra citazione! Tra l’altro la sera c’era Kaos ma, non avendo alba di chi fosse, finito il live di Yane me ne sono tornato a casa. Ecco come ho “incontrato” per la prima volta l’Hip-Hop…

Un incontro decisamente curioso! Di solito si entra in contatto con una cultura musicale attraverso un disco, un video, cose così.

Sì, il flash “musicale” mi è arrivato dalla traccia Numb/Encore di Jay-Z coi Linkin Park. È da loro che deriva il mio street-name, Jay Park. Sentii quel mash-up e  impazzii: puoi prendere un pezzo e “mixarlo” su una base diversa da quella del pezzo originale? Per me fu una vera e propria scoperta che mi ha fatto dire: voglio fare questo, voglio prendere le canzoni e mescolarle tra loro! Nella mia totale ingenuità la prima cosa che feci fu aprire My Space, senza aver nulla da caricare, ma mi sembrava una cosa importante da fare. Mi contattò Solco, un mc/breaker triestino, dicendomi, tra il serio e il faceto: abbiamo trovato un dj triestino per le battles di breakdance! Io risposi con entusiasmo a quella chiamata ma, siccome non sapevo fare assolutamente nulla, chiesi come potevo imparare a mixare. Lui mi disse di arrangiarmi, linkandomi (come consigli per gli ascolti) il link all’account MySpace di Kaos e ritenni la sua risposta bellissima perché così si deve fare, è giusto dire ad un pischello piuttosto ingenuo che deve far da solo, deve sbattersi. Poi poco più tardi un compagno di classe mi passò una chiavetta con Fruity Loop (software di composizione musicale, ndr) e anche il disco di Kaos, Karma. Come a dire: ecco, prendi e fanne buon uso!

Hai cominciato subito ad allenarti sugli scratch o ti interessava di più mixare le canzoni?

Diciamo che volevo soprattutto fare mash-up, mettere insieme canzoni. Non parlerei né di mixare né certamente di fare scratch, quello venne dopo. Con una piccola consolle di plastica della Hercules facevo i primi esperimenti, orribili ovviamente.

Da sempre hai un legame molto forte con la scena dei b-boys di trieste. Di quanto Yane sia stato importante per la tua formazione ce lo hai detto, gli altri come li hai conosciuti?

Un po’ tramite MySpace (che a quei tempi, parliamo sempre del 2008-2009, era davvero ottimo per creare connessioni con gli altri della scena), un po’ agli allenamenti e poi ai contest, alle jam. Un pomeriggio poi mi arriva su MSN un messaggio per pubblicizzare l’October Session: era un contest organizzato last minute a Monfalcone con giuria fatta sul posto, senza DJ. Anche se non avevo ancora mai fatto un live né niente ho contattato immediatamente B-Boy Malo (Marco Gentile) e mi sono offerto per fare il DJ a quel contest. Avevo 15 anni. Io sono sempre stato uno che si butta in mezzo alle cose con una grande faccia da culo, senza pormi problemi di alcun genere. E’ un mio pregio/difetto di cui vado molto fiero.

In pratica ti sei buttato nella mischia anche se non avevi alcuna esperienza. Che ricordi hai di quella prima volta?

Ricordo che mi tremavano le mani. Seppur organizzato nella saletta di un centro giovani c’erano quasi tutti i breakers della zona. Alla fine andò bene tanto che negli anni successivi fui convocato per gli October Jam a mettere breaks per le gare dei “piccoli”.

I primi mix-tape nascono in questi anni o più tardi?

Un po’ dopo. In quei primi tempi mi allenavo a casa, suonavo appunto per i breaker e facevo mini-mixtape per gli amici. Grazie ad una vera e propria botta di culo riuscii a comprare due piatti Vestax per 300 euro in tutto, un vero affare che ancora oggi in tanti mi invidiano. Il mixer lo presi da Skyl, anche quella fu un’ottima spesa. Il primo True Hands Mixtape è del 2013, in pratica è il set che ho suonato alla jam in memoria di Alvin, Ciuciu, Goran e Ylenia.

Forse è l’aspetto di te meno conosciuto perché tutti ti conoscono come DJ da scratch, ma tu hai spesso accompagnato gli mc durante le loro esibizioni. Con chi hai cominciato a fare live?

Con il BAN Klan di Gorizia, gruppo che ho visto live la prima volta sempre ad un evento Scimmie in Gabbia, se non erro la serata dedicata ad Unlimited Struggle. Mi colpirono perché suonavano un rap hardcore, con gli scream (urla, ndr) inseriti nei pezzi, e per me cresciuto a pane e Linkin Park era pura poesia. Così ho cominciato a stalkerare Nos, il loro mc, e, poiché stavano cercando un nuovo DJ, entrai a fare parte del gruppo. Il mio primo live con il BAN Klan è stato aprire il concerto di Piotta a Gorizia, così, tanto per dire. Parliamo del 2010, e sotto c’erano 2000 persone, con piazza Battisti piena. Io avevo il trucco da Joker in faccia, avevo 16 anni. Qualche tempo dopo Nos ci iscrisse ad un contest nell’ambito della Festa dell’Unità vicino Udine, dove peraltro conobbi Fulvio Romanin. Abbiamo vinto quel contest, insomma, ci siamo tolti un paio di soddisfazioni.

Non si può negare che Fulvio sia per te una persona importante. Non solo oggi siete soci a livello lavorativo, ma tu hai anche fatto parte di ReddArmy, l’etichetta musicale da lui fondata. Come vi siete conosciuti?

L’avevo conosciuto la prima volta alla presentazione del libro di Damir Ivic a Trieste per poi cominciare ad averci a che fare subito dopo la nostra vittoria a quel contest. Lui, assieme a DJ Skualo mi ha musicalmente cresciuto, dandomi un sacco di stimoli. Entrai in ReddArmy appena compiuti i 18 anni, infatti i due True Hands mixtape sono sotto ReddArmy. Ho così avuto modo di collaborare con i vari artisti dell’etichetta, tipo i Maci’s Mobile, Doro, ecc.

Nonostante la giovanissima età hai suonato in contesti parecchio professionali fin da subito. Sei contento di aver in questo modo acquisito un approccio di questo tipo fin dalle prime esperienze o forse ti è mancato quel periodo di sano cazzeggio che a 15 o 16 anni tutti abbiamo avuto?

Quelle esperienze mi hanno dato una certa mentalità che oggi mi permette di lavorare in maniera molto seria e professionale. Io poi sono entrato in Reddarmy quando il vero periodo d’oro era forse già passato, ma ugualmente c’era un modo di vivere la musica cercando davvero di farla diventare un lavoro a 360 gradi. Poi l’etichetta col tempo si è un po’ spenta ma gli artisti che ne hanno fatto parte sono tutt’ora molto attivi e con ottimi riscontri, basti vedere cosa sta facendo il Doro il cui ultimo disco è a tutti gli effetti ReddArmy.

Attualmente invece che progetti stai seguendo?

Attualmente sto cambiando format. Dopo Miscellanea Estiva dell’anno scorso, oggi vorrei puntare di più su mixtape meno classici, nel senso della forma, magari proponendo set da 20, 25 minuti.

Come li scegli i pezzi da inserire nei tuoi lavori?

Eh, questo è il punto. Mi pongo sempre molti problemi in fase di stesura del progetto perché non voglio fare cose a caso, tanto per fare. Per esempio, Miscellanea Estiva è una selezione di pezzi da “siesta pomeridiana”, molto easy e da polleggio. Poi ogni progetto ha un suo mood, lo si scopre anche tramite gli intro, gli outro e i vari intermezzi scratchati con cui do la direzione del progetto. Invece Funky Tuning (2017) è semplicemente il set di pezzi suonati nella serata di Bassi Maestro a Trieste l’anno scorso.

Non tutti sanno che sei anche un produttore di beat Hip-Hop…

Sì, da un po’ di tempo mi sto dilettando. Per ora li faccio sentire in giro, c’è qualche collaborazione ma devo ancora acquisire la giusta esperienza.

E io so anche che hai anche scritto dei pezzi rap, fatto la breakdance, fatto i graffiti…!

Assolutamente no, rinnego tutto! (ride, ndr). A parte gli scherzi, scrivere testi rap mi è sempre piaciuto ma poi uno sceglie la sua strada e ho scelto di fare il DJ anche perché ero scarsissimo come mc. In compenso ho fatto un po’ di breakdance, niente di serio però mi son divertito. Invece io e il writing non siamo mai andati d’accordo, ho solo taggato una volta e l’esperienza è stata traumatica, l’unica tag che ho fatto l’ho fatta di sabato pomeriggio alle 15.00 in un cavalcavia in un bosco e…sono scappato!  Vabbè, la mia carriera da writer è finita subito.

Concludo questa intervista chiedendoti: che ne pensi della scena locale?

Per quanto riguarda Udine con il Guru con cui usciranno delle cose a breve, essendo qui da ancora poco sto iniziando a conoscere gli MC della scena locale come PeloXL, Nada, Landon, Audio e per quanto riguarda i DJs mi diverto sempre un sacco ogni volta che ho modo di incrociarmi con Cic.1, Giallo e Brucaliff. Trieste sta vivendo una situazione particolare che sto vivendo, ormai, quasi da esterno. Posso dirti che c’è un movimento che non c’era finché ero più o meno “fisso” lì o se c’era non era in vista come adesso.
Il team di Katana Music portato avanti da Markus sta facendo da aggregatore, molto flessibile tra cose moderne e classiche e dà finalmente l’opportunità di fare quel piccolo sforzetto in più che fa la differenza tra la registrazione “alla buona” in cameretta e quella fatta in uno studio degno di questo nome. Markus sta facendo veramente un lavorone ed avendolo visto in giro dai primi contest per brani in veste di MC, vedere la struttura che ha messo su è quasi un piacere ed ha tutta la mia stima per questo. Parlando esclusivamente di emergenti o quasi: chi più, chi meno, chi ha attirato la mia attenzione di questa scena triestina sono gli MC di 1MP ovvero Shagun167, Goggy e Il Chico quando fanno il loro su beats “classici”. Su sonorità più moderne l’unico, invece, che è riuscito a tenere vivo il mio interesse per una traccia intera è Payn di Monfalcone. Non voglio fare confronti tra trap e boom bap, dico solo che nel primo caso l’unico che mi sta piacendo è lui. C’è molta carne al fuoco e molto fermento: posso solo augurarmi che la musica vada di pari passo.

Contatti Dee Jay Park
FB: https://www.facebook.com/mrdeejaypark/
Instagram: deejaypark
Sito: deejaypark.it

 

 

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