Avevo sentito parlare di un locale che doveva aprire a Martignacco, il primo cat café, dove sarebbe stato possibile circondarsi di gatti sorseggiando una tazza di tè o caffè, bevendo un aperitivo o gustando qualche piccolo sfizio, dolce o salato. Ma da quando avevo letto l’articolo sul giornale ad oggi ho avuto anche il tempo di dimenticarmene, nonostante le buone intenzioni.

Poi, una manciata di giorni fa, un mio amico mi chiede: “Senti, ma quando andiamo al caffè dei gatti?”. Al che, mi è sistematicamente tornato il pallino di provare questo tanto acclamato bar, sul quale, devo ammettere, avevo creato notevoli aspettative.

E quale giorno migliore di un piovoso, pessimo, venerdì per andarci?

Avevo iniziato benissimo la mia giornata, andando in palestra, sfogandomi un sacco e trovandone notevole beneficio. Peccato non sia durato. Decido che ho proprio bisogno di un caffè, e inizio a pensare a dove avrei potuto andare. (La pausa caffè è importante: per quanto sia sempre il momento giusto per un caffè, potendo ponderare sul posto in cui andare, non si può certo compiere scelte poco ragionate.) Ad un certo punto, l’idea.

“Ci vado? Non ci vado? Meriterà? Ma devo andare a Martignacco per un caffè… forse posso trovare un compromesso più vicino… Ma piove… Appunto!!! Andiamo.”

Arrivo in piazza a Martignacco e per non perdere tempo a bagnarmi sotto la pioggia, decido di chiedere informazioni alla farmacista che – ovviamente – mi ha fatto pensare che forse avrei fatto meglio a perdere tempo sotto la pioggia, bagnandomi, per conto mio. Non c’è bisogno che specifichi che con le sue indicazioni non riesco a trovarlo, di conseguenza, fermo un passante che mi ha delucidato immediatamente.

Finalmente lo trovo! E’ imboscato davvero, ma è giusto specificare che la vita mi è stata resa molto più difficile di quanto non lo fosse.
Oltre che imboscato non è nemmeno particolarmente illuminato. E’ collocato in una specie di corte interna e, se non noti il logo bianco dipinto sulla parete, credi di aver completamente sbagliato posto. Ma si parla di gatti, di caffè e io avevo bisogno di vederne almeno uno di entrambi, quindi la mia vista si è fatta felina, tanto per rimanere in tema.

La prima cosa che mi fa capire di essere nel posto giusto è la parete: color marrone, con logo e insegna scritti di bianco, oltre che figure di cani e gatti dipinti a mano su finestre e sulla stessa parete. Trovo una porta, mi affaccio tentando di essere più discreta possibile e constato che è l’ingresso di un negozio di toelettatura per animali. E’ in un secondo momento che mi verrà detto che il bar e il negozio sono comunicanti. Avendo sbagliato porta, mi risposto su quello che è invece il giusto ingresso del locale.

Apro la prima delle due porte e leggo il cartello appeso che raccomanda cortesemente di chiudersela immediatamente alle spalle in modo tale che i gatti non scappino. Da lì, la seconda porta ed il secondo particolare: la maniglia della porta con il logo dell’associazione, che è la sagoma di un cane e un gatto. Per terra, dei simpatici tappeti a tema.

Entro. La sensazione è un po’ strana, sono quasi intimorita, ma è questione di attimi perché l’agio prende subito il sopravvento. Vedo una parete con una libreria, delle poltrone, poi il banco del bar… mi guardo in giro avidamente perché VOGLIO vedere i gatti (!) che non si notano nell’immediato, tanto sono omogenei con l’ambiente. So che non sono a casa mia, ma allo stesso tempo me ne frego delle persone già presenti, perché i veri proprietari hanno quattro zampe lì dentro ed io avevo quasi paura di disturbarli.

Poi, ad un tratto… eccolo lì. Il primo di loro, che sculetta con l’eleganza che solo un felino può avere, completamente padrone del posto in cui si trova. E’ bellissimo, sfumato bianco, grigio con qualche striatura di nero, con bel caratterino, forse già infastidito dai bambini lì presenti. Ma non ce la posso fare, lo devo toccare anch’io e per qualche secondo ci riesco anche.

Mi siedo, aspetto un attimo, mi guardo in giro, proprio come fossi ospite a casa di una persona che non conosco: non sai dove mettere le mani, tieni mezza chiappa in su, nel caso non fossi seduta nel posto giusto… i soliti disagi di circostanza. Poi decido timidamente di alzarmi e di chiedere al barista come funziona, cioè se posso ordinare al banco o se devo aspettare lui, oppure se fanno servizio al tavolo… Insomma, ero in un cavolo di bar, dovevo solo bere un caffè e io mi sentivo impacciata come poche volte, cristo santo benedetto.

Alzo lo sguardo e taaac… il secondo. Bello, rosso, sornione, raggomitolato a ciambella, su uno dei giochi messi lì appositamente per loro, beato. Alzo lo sguardo ancora un po’ e sopra una trave ce n’era uno super peloso che dormiva lasciando penzolare la coda di sotto. Mi giro a sinistra e ne becco un altro farsi un sonnellino… il paradiso all’improvviso!

Sembrava davvero un salotto culturale, un caffè letterario, dove quelle piccole palle di pelo avevano felicemente messo le loro radici.
Ad ogni spostamento di sguardo noto qualcosa di bello (oltre i gatti stessi): i porta salviette a forma di gatto, i cuscini con i gatti disegnati, le zampine di gatto riprodotte sulla vetrata che, per una parte, mi separa dal bancone, gli infiniti giochi per gatti, tra cui una torretta dentro cui si possono arrampicare per arrivare ad una trave ed appollaiarcisi, le poltrone stesse, i menù…!

Oltre alle ordinazioni, in quest’ultimo, che poi non è altro che un libricino descrittivo e informativo, ci sono le storie di ogni singolo gatto del locale! Ognuno con la propria – spesso triste – storia con tanto di foto allegata e ovviamente di nome.

Nel frattempo arriva il ragazzo con i caffè e ci scappano due chiacchiere. Avrei voluto fargli un’intervista, ma non era il momento e poi io non vedevo già l’ora di parlarne su Blud, perciò non avrei resistito ad, eventualmente, aspettare di tornare. Mi accontento così di quel breve scambio di parole.

Gli dico: “E’ bellissimo!” e lui controbatte: “Ma grazie, non me lo aveva mai detto nessuno!” (con allusione al fatto che il mio commento fosse riferito a lui, piuttosto che al locale). Già mi sta simpatico. E’ molto discreto, si percepisce che ci tiene molto ed è così che mi racconta qualche aneddoto come ad esempio che quel locale nasce come associazione tramite la quale è possibile adottare quelle dolci creature, previa controlli; che nel libretto ci sono tutte le loro informazioni che li riguardano; che è possibile leggere i libri donati e messi a disposizione da parenti e amici direttamente sul posto, oppure che è possibile portarli a casa con un’offerta libera.

Qualche informazione essenziale prima di lasciarmi bere il mio caffè. Le altre, le leggo nel libretto che trovo sul tavolino.
I cani sono i benvenuti, vanno però portati a guinzaglio e, se necessario, muniti di museruola. Da sempre, si sa che cani e gatti non vanno molto d’accordo, ma se il cane è abituato o, effettivamente ha un carattere docile è possibile che in un secondo momento possa essere slegato, il tutto a discrezione del padrone ed alla previa concessione del personale.

Allo stesso modo è possibile portare anche il proprio gatto, facendo attenzione a come si relaziona con le bestiole già presenti nel locale, cani inclusi.
C’è inoltre la possibilità di organizzare eventi e serate contattando il numero apposito.
Insomma, sono molto aperti ed accoglienti, portando fondamentale rispetto verso gli altri, siano essi umani o animali.

Arriva il momento di pagare, mi avvicino al banco e il ragazzo si assicura che mi sia trovata bene, si augura che torni e che faccia un positivo passaparola ed io non posso che rispondergli: “Assolutamente, anche perché collaboro con un blog su cui scriverò sicuramente un articolo di note positive! Grazie mille e buona giornata.”

Alla fine sono stata felice io e lo è stato anche lui.

Per maggiori informazioni, vi lascio la pagina facebook: https://www.facebook.com/dicaneingattocatcafe/

oltre che la mail: dicaneingatto@gmail.com

il numero di telefono: 0432 637006

e l’indirizzo: Via Cividina, 4 – Martignacco

“Fino a quando non hai amato un animale, una parte della tua anima rimane addormentata”

(Immagini prese da Google)

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here