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Premetto di essere perfettamente cosciente del fatto che sull’importanza della musica (o della sua assenza) in un film si è scritto un oceano di inchiostro. Premetto anche che so essere sufficientemente noti concetti quali “la musica giusta al momento giusto può salvare una scena, mentre la musica sbagliata al momento sbagliato è l’equivalente cinematografico della maionese che impazzisce”.

Sottolineo invece che non ho la minima intenzione di dar vita a lunghe dissertazioni filosofiche, né di occuparmi di musiche scritte ad hoc e affini. Da diligente cultrice di Sua Signoria la Cultura Pop, quale io sono, nelle prossime righe mi diletterò semplicemente a trasmettervi il mio imperdibile pensiero sulle cosiddette canzonette nate e cresciute libere e indipendenti da qualsivoglia ammanigliamento cinematografico, e inserite tali e quali, a torto a ragione, incoscientemente o studiatamente, in scene di film.

Giusto per cominciare a capirci, potremmo costruire due macrocategorie: la canzone inserita con cognizione di causa perché è la scena che la richiede (1) e la canzone buttata lì – come dicevano i latini – ad minchiam, perché “fa figo” a prescindere (2b) o perché è il tormentone scassaciufole del momento e il Sistema lo chiede / il massimo riferimento stilistico del regista è la pubblicità della Vodafone / in produzione gira molto crack (2a).

Sì, ho scombinato l’ordine. È per tenervi svegli. Muah-ah.

Esempi chiarificatori
Questa è facile: Pulp Fiction. Chuck Berry. You never can tell. Non vi sembra abbastanza scontata?

1 – Trainspotting. Iggy Pop. Lust for life. SBABAM.

2a- [Inserire film dei Vanzina a caso]
2b- …E qua vi volevo. Avete visto Suicide Squad? Ecco, io sì. Potremmo stare qui per decenni a discutere dei micidiali errori sparsi qua e là su vari livelli (l’addetto alle macumbe della Marvel sa evidentemente il fatto suo), ma preferisco concentrarmi sull’aspetto che più ha tartassato il mio povero cuore mentre tentavo di godermi le gesta di Deadshot (e la vista sulle chiappe di Harley Quinn): canzoni – spesso – splendide (splen.di.de.) buttate lì con una trascuratezza che neanche Britney Spears nel 2007. Rolling Stones, Creedence Clearwater Revival, Kanye West e un’inspiegabile Without Me di Eminem lanciati nella mischia senza preoccuparsi troppo del legame con l’azione sullo schermo e maciullati, soprattutto nella fase di presentazione dei personaggi, da saliscendi di volume da Olimpiadi dello Straniamento. Gross, direbbero gli americani.

Ma perché vi dico tutto questo? Perché sono una persona positiva che si focalizza sul silver lining e ho pensato di sfruttare il Suicide Pasticcio per chiedervi di pensare a tutte le canzoni che – secondo voi – sono invece state usate da dio.

Ve ne butto qui una decina, senza alcuna originalità. So che sapete fare di meglio: share yours!

  1. Girl, you’ll be a woman soon – Urge Overkill (Pulp Fiction)
  2. Stuck in the middle with you – Stealers Wheel (Reservoir Dogs)
  3. Funnel of love – SQÜRL feat. Madeline Stollin (Only Lovers Left Alive)
  4. Dry the rain – Beta Band (High Fidelity)
  5. Kiss – Prince (Pretty Woman)
  6. My Sharona – The Knack (Reality Bites)
  7. You can leave your hat on – Joe Cocker (9 ½ Weeks)
  8. Bette Davis Eyes – Kim Carnes (La solitudine dei numeri primi)
  9. Insieme a te non ci sto più – Caterina Caselli (La stanza del figlio)
  10. The End – The Doors (Apocalypse Now)

 

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Margherita
Udinese, nanetta di quasi un metro e ottanta, fieramente laureata in Filologia Moderna con una tesi in Storia del Cinema, senza libri da leggere e film da guardare si sente persa. Nasce nello stesso anno di Rihanna e nello stesso giorno di Shakira, ma è evidente che le supera entrambe in talento e fascino. Crede in Bruce Springsteen e in Alberto Angela, considera Sex & The City la sua formazione sentimentale. Se volete scatenare la belva che è in lei mettete su Ligabue, declamate Fabio Volo e offritele una tavoletta di cioccolata: non vi deluderà.

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