Udine è bella, Udine è viva.
Udine è polemica.
Da poco è terminato Friuli DOC, un’edizione forse un po’ sottotono rispetto agli anni precedenti, ma i numeri sui giornali dicono altro. Parlano di presenze da record, di incassi da record, mentre sui social, ogni motivo è buono per lamentarsi.

QUESTIONE D’ETA’ (forse)

Partiamo dunque dal principio di base: le cose cambiano e neanche noi abbiamo più vent’anni. Friuli DOC era l’occasione per uscire con gli amici, incontrare gente che non vedevi da anni e che magari non avevi neppure voglia di rivedere, ma avevi vent’anni e la folla, la musica, la gente, le code, le 5 di mattina, erano tutte cose che andavano bene e magari speravi pure fosse così ogni giorno.
Ma è anche questione di carattere, non a tutti piace il caos.
A Friuli DOC per diversi anni ho lavorato negli info point di un’Azienda di servizi, questo mi permetteva di guadagnare qualcosa e vedere cosa succedeva in centro ma sempre rimanendone un po’ ai margini, perchè esserci va bene, ma no proprio nel mezzo.
Certo, durante l’edizione in cui quelli davanti mi hanno messo su per tre giorni di seguito Festvalabar 98 (o 97.. giù di lì) in loop, avrei preferito buttarmi nella mischia e andare a sentire la Banda di Pozzuolo o le barzellette di Sdrindule, ma questa è un’altra storia.
Tutto questo per dire, che se non ho mai sopportato tanto bene la calca, ora che ho qualche anno in più, mi infastidisce proprio e quindi se posso evitare che mi camminino sui piedi, evito.
Eppure per quel poco che sono stata quest anno a Friuli DOC, era vivibile, non come anni fa, che se per errore ti immettevi controcorrente, la gente ti travolgeva.

QUESTIONE DI BUDGET

Se vi dovete lamentare che costa troppo, fate a meno di andarci, nessuno vi obbliga.
Se volete partecipare ma senza spendere, potete sempre portarvi le birre nello zaino e sedervi in piazza a guardare cosa succede, anche questo è concesso.
Ma non prendetevela troppo con chi deve vendere: per uno standista partecipare a Friuli DOC vuol dire investire 4.000 euro. In più ci sono i dipendenti da pagare e la materia prima. Ultimo ma non da meno, se piove o non c’è gente, comunque quelli sono tutti soldi già spesi.
Ma poi, rimane sempre la stessa domanda: se lo sapete già dalle edizioni passate che i prezzi sono alti, i tavoli sono quelli da sagra e le posate in legno, perchè perseverare se non vi piace?

QUESTIONE DI ESSER BASTIANCONTRARI

Ormai essere bastiancontrari non vuol più dire nulla, perchè tutti sono bastiancontrari di tutto, però quelli che si vantano pubblicamente di non essere andati a Friuli DOC perchè fa schifo, io non li capisco. Non è che vi siete rifiutati di fucilare qualcuno sulla pubblica piazza, per dire, avete preferito non andare ad una sagra.

VIABILITA’ E STAND STRANIERI

Sì, è vero. Ci sono stati evidenti problemi nel gestire la viabilità, strade chiuse, gente che non può uscire di casa, linee degli autobus deviate, conseguente traffico.
Sarà decisamente necessario migliorare questi aspetti logistico-organizzativi, per le prossime edizioni.
Senza contare che la chiusura di via Mercatovecchio per lavori, ha portato ad una riorganizzazione della mappa di Friuli DOC. Mappa che forse ho sbagliato io a consultare, ma in ben due occasioni, non ho trovato corrispondenza tra quanto scritto in programma e quanto mi trovavo davanti.
Ah! Ai miei tempi ci si metteva a stampare etichette da apporre sugli errori di stampa, per dare le giuste info. Ore e ore stampa, taglia, stacca, attacca (Ciao, sono Bea, la stagista perfetta!). Non dovrebbe mai succedere, ma gli imprevisti sono imprevisti e anche l’errore umano può capitare. (E gli stagisti sono stagisti)
Ho letto anche i diversi attacchi, forse più che altro politici, sulla partecipazione o meno alla manifestazione denominata Friuli DOC, di produttori e ristoranti sloveni e austriaci.
In effetti se chiedi 4.000 euro per ospitare le eccellenze del Friuli, devi tutelare le eccellenze del Friuli. Allo stesso tempo però, è un dato di fatto che la bellezza del Friuli risiede anche nella sua natura di confine. Non sono molti quelli che possono dire “E’ ora di pranzo, ho fame, andiamo a mangiare in un’altra nazione”. Sapori, usi, costumi, tradizioni, tutto si mischia un po’ in certe zone di questa regione.

CONCLUSIONI

Ho girato un po’ per Udine durante Friuli DOC, forse ho evitato le giornate/ore peggiori per chi come me vorrebbe evitare la folla, ma mi viene difficile credere ai numeri letti sulle varie testate.
Detto questo, forse è una manifestazione più rivolta ai turisti e per attirare turismo, che rivolta ai cittadini stessi, soprattutto per quel che riguarda la viabilità.
Sì, Friuli DOC ha stufato, ma lo stesso, sì, il prossimo anno tornerò a farmi un giro se in quel periodo sarò in città, e no, se non mi piacerà non mi sentirò costretta a mangiare e bere per poi lamentarmi che costava tutto troppo.

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