Giorno 40
Diario di bordo del capitano, data astrale 6 agosto 2015, giorno quaranta.
E’ quasi mezzanotte, è stata lunga ma sono a casa.
Stamattina alle 10 ho salutato tutti e ho preso il bus per Wörgl con un australiano e un cinese che erano in ostello. Arrivati in stazione saluti a tutti di nuovo e ho preso il primo treno fattibile per Innsbruck.

Avevo un paio d’ore di attesa mentre spettavo Martin, il ragazzo di blablacar, così ho pranzato, ho dormito, e mi sono lasciata ubriacare gli occhi dalla gente che girava in stazione.
Non è stato facile trovare il punto di incontro dov’è venuto a recuperarmi, perché mi aveva detto di aspettarlo davanti ad un garage vicino alla stazione, peccato che ce ne fossero almeno 3 li. Ma insomma, tanto detto e tanto fatto che ce l’abbiamo fatta.

Mi ha recuperato, siamo andati a prendere un suo amico e siamo partiti.
Questi due stavano andando a Trieste per il fine settimana, 12 ore tra andata e ritorno per 3 giorni di ferie, per i quali non avevano prenotato nulla e il loro programma era dormire per strada sperando di non incontrare brutta gente.

Il fatto che fossero lui e il suo amico mi ha tolto un impiccio, non avevo nessuna voglia di parlare, mi sono seduta dietro e per tutto il viaggio mi sono fatta i fatti miei.

Ammetto che quando siamo entrati in Carnia e ho letto “MANDI”, un sorriso l’ho fatto.

E subito dopo ho pensato di morire. Il tratto Forni Avoltri – Villa Santina l’ho fatto ad occhi chiusi, quel pazzo andava a 1000 all’ora, superava in curva nei tornanti e io ho cercato di ignorare le macchine che continuavano a suonarci.

Però alla fine ce l’ho fatta ad arrivare a casa dei nonni. Ho cenato (di corsa), ho preso le chiavi di casa dei miei, zaino in spalla sono andata a casa dei miei dove ho preso le mie chiavi di casa, poi gentilissimamente è venuto Mattia a recuperarmi e mi ha accompagnato a casa mia dove mi sono concessa una birra fredda in terrazza.

E’ finita. E già mi manca.

Per fortuna tra nemmeno due giorni riparto per i monti, ma questa è un’altra storia.

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 250 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Enzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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