Ebbene si. Udine ospiterà per la prima volta nella storia i Mondiali di Frisbee Freestyle.

A Udine, un mondiale. Roba da matti, non credete?

Ancora più sorprendente se pensate che l’anno prima il contest si è tenuto a New York City e che ha lottato contro città del calibro di Roma e Praga.

Proprio il caso di dirlo, che cos’ha Udine che NY non ha? Ora ci siamo presi pure il Mondiale di Frisbee.

Ma come c’è arrivata la manifestazione qui in casa, soprattutto, perché, o meglio, per merito di chi?

L’uomo giusto a cui chiedere è Emmanuele “Zanardi” Faustini, udinese al 100% e una passione smodata per il frisbee.

Lo incontro a casa sua intento a confezionare pacchi gara come non ci fosse un domani. Frisbee ovunque, magliette, i suoi due Border Collie (Alessia e Filippo, chiamato anche Phil) che danno una mano a fare ancora più scompiglio, una boombox che spinge a tutto regime e un quattro birre per gradire.

Ci conosciamo da un po’ di anni, ma non abbiamo mai parlato veramente di frisbee, così ne approfitto ed iniziamo a scambiare un quattro chiacchiere.

Mike: Ciao Ema, ti vedo bello preso, ma toglimi una curiosità, da quanti anni giochi?

Emmanuele: Visto che roba? È dalle 17 che impacchetto come un drago, sono già le 22 e ne ho ancora per un bel po’. Per rispondere alla tua domanda. Sono 12 anni che gioco, ho iniziato nel 2005.

M: Però! Mica pochi. Come mai ti sei appassionato al disco? Come hai iniziato?

E: Come quasi sempre accade, ho iniziato per caso, con degli amici al parchetto. Ma così, facendo semplicemente lanci l’uno all’altro. Poi un giorno, su MTV, è passata una pubblicità della Nike in cui c’erano questi tizi che tiravano numeri pazzeschi. Ero sbalordito a tal punto che mi chiedevo se non fosse tutto un effetto speciale.

Capisci? Nella mia testa è scattato qualcosa che mi ha quasi ossessionato.

Quello stesso anno, al Rototom Sunsplash, ho visto per la prima volta, dal vivo, i tricks che avevo visto solo in TV. C’era un sacco di gente che faceva roteare il disco in aria, numeri, prese folli. Freestyle insomma. E mi sono detto: “ma allora è vero!! Esiste, si può fare!”.

Da quel momento non ho più smesso e mi sono messo in testa di volere essere il più forte. Vincere tutto.

M: Ambizioso. Ma hai fatto tutto da autodidatta, oppure hai avuto un maestro?

E: Tramite internet sono venuto a conoscenza di Lorenzo Apriani. Uno dei primi tre iniziatori del frisbee in Italia, componente del CiakkaWakka Team, assieme a Fernando Botrugno e Clay Colrà, dei guru per quanto riguarda il Freestyle.

Insomma, ci conosciamo al telefono, gli spiego l’interesse verso il frisbee e mi chiede di dove sono. “Udine” gli rispondo. “Vicino Trieste, vero? Lì puoi trovare Fabio Sana. Cercalo.”

Lo contatto, ci parliamo, mi interesso un sacco e mi spiega che da lì a poco sarebbe dovuto partire per il Mondiale negli USA. Non perdo tempo e mi faccio spiegare come fare il “delay” (la rotazione del disco sul dito indice della mano. Ndr.), al telefono! Mi sono bastati due pomeriggi per imparare a farlo.

M: E pensare che sono anni che ci provo..

– Ride. –

E: Al suo ritorno ci siamo organizzati per una sessione a Trieste. Era davvero bravo, grazie a lui sono riuscito ad avere un sacco di dritte che mi hanno permesso di crescere parecchio. Ecco, possiamo dire che come mio primo maestro, Fabio è la persona da identificare.

M: Poi che è successo? 

E: Poi ho iniziato a fare tornei ovunque. Mi sono fatto conoscere, nel 2008 ho vinto lo “Spirit Of The Game”. Uno speciale premio assegnato dai giocatori all’anima della festa.

Nel 2009 sono stato ospitato a NYC da una crew del posto, non potevo non andarci. Ho avuto l’onore di conoscere le radici della disciplina e un sacco di persone fantastiche, come Dave e Amy Schiller.

Nel 2010 ho vinto il mio primo contest grosso. A Forlì in un team a 3. La cosa assurda e che i miei partner di gioco non li conoscevo affatto. Ci siamo trovati, abbiamo giocato senza pressione, molto rilassati. In finale non dovevamo nemmeno arrivarci, alla fine l’abbiamo vinta! Da lacrime.

Ho continuato a giocare e a vincere. Puntavo alto, sempre di più. Fino a che, nel 2015, a dieci anni esatti dal primo lancio, sono diventato Campione Italiano di Freestyle in tutte e tre le categorie, a Bibione. L’Europeo a Bologna nella categoria mista.

Ma il risultato più grande è stato il Mondiale di Frisbee Freestyle della World Flying Disc Federation (WFDF www.wfdf.org) in Svezia. Un buon anno.

M: Ah. Robetta insomma. Complimenti. Immagino che è per questo che il Mondiale oggi è a Udine.

E: In verità è stato un caso. Prima di tutto ti devi candidare come location in federazione, ed è una visione a tre anni. C’è una scrematura iniziale tramite la votazione diretta dei giocatori. Passata la prima fase, la tua proposta arriva effettivamente in federazione dove avviene una seconda scrematura, data da vari parametri, come ad esempio il campo di gara, la logistica in generale etc.. Se poi rispetti tutti i parametri fondamentali e necessari per ospitare i mondiali, puoi aggiudicarti l’evento. Così è stato. Chi l’avrebbe mai detto, eh?

M: Si, ha qualcosa di sensazionale. Quasi non sembra vero. Chi troveremo a gareggiare?

E: Sono quasi tutti ex-campioni del Mondo, quindi il livello è molto alto. Spettacolo garantito. Ci sarà gente proveniente un po’ da tutto il mondo, Seattle, New York, Colorado, Portland, Medellin (COL), Roma, dalla Svezia, un po’ da tutta l’Europa. Sarà un bel meeting. Ah, ovviamente partecipa anche il Campione del Mondo in carica.

M: Il freestyle è la disciplina più acrobatica e spettacolare del mondo frisbee, ma la giuria come fa?

E: Assolutamente! E lo puoi fare anche in casa.

Il freestyle è una disciplina estremamente coreografica. Devi studiare i movimenti, andare a tempo con la musica, chiudere figure complesse. È la disciplina che comprende più elementi in assoluto, a parte il Disk Dog forse.

Ci sono innanzitutto 9 giudici, divisi in tre categorie, queste sono: Difficulty, Artistic Impression ed Execution

Difficulty.  Una sessione dura in media dai 4 ai 5 minuti. Ogni 15 secondi, tramite un segnale acustico, i giudici avvertono i giocatori che sono stati valutati per quel timing. La difficoltà sta nel far chiudere la figura in tempo. Se anticipi o ritardi la battuta vieni valutato negativamente.

Artistic Impression: è la varietà dell’esercizio, il ritmo che hai con la musica e l’armonia con cui fai gli esercizi. Viene valutata anche la presenza e l’eleganza in campo.

Execution: non è altro che la pulizia degli esercizi.

Ogni errore viene conteggiato in termini di decimi di punto, si parte da 10 punti a scendere.

M: Un gran bel da fare anche per loro. Tu come ti senti?

E: Io? A mille! Un sacco di adrenalina in corpo. Già il mondiale di per se è elettrizzante, se poi ci aggiungi che lo stai organizzando tu, a casa tua. Beh… non ci sono parole.

M: Allora in bocca al lupo! 

E: Grazie, ci vediamo sul campo!

M: Dai, ti do una mano ad impacchettare.

E così, tra un pacchetto e l’altro, ci troviamo ad avere a breve un Mondiale di Frisbee in casa.

Ma ora un po’ di date e location!

La manifestazione si terrà dal 3 al 6 Agosto in Piazza Primo Maggio.

Si inizierà a far “spinnare” il disco dalle 10 di mattina fino alle 18.

Link Sito: Www.fpawinthezone.com

Link Facebook: Freestyle Disc World Championship 2017 Udine 3/4/5/6-08-2017

Eventi

Giovedì 3 dalle 19:30 alle 24:00 presso il Bar Beethoven

Venerdì 4 dalle 19:30 all’1:00 presso la Buca del Castello

Sabato 5 dalle 22:00 all’1:00 presso Osteria Barbe

Domenica 6 dalle 20:00 alle 2:00 presso Ai Vecchi Parrocchiani

Foto by Mike MarinEmanuele “Zanardi” Faustini

Emanuele “Zanardi” Faustini in un Delay rovesciato

Condividi
Articolo precedenteI concerti da non perdere ad agosto
Articolo sucessivoMatadown 2017
Mike
Michele, conosciuto per lo più come Mike o MistaMike. Classe ’85, di Udine da sempre. Un po’ schivo e timidone ma cerca sempre il modo di non esserlo. Quando ne ha voglia. Caotico di natura, sempre in disordine. E la cosa non gli dispiace. Amante di un sacco di cose: dal writing, attivo una volta, ora un po’ meno, alla fotografia...è un tipo a cui piace immortalare attimi e non necessariamente persone. Gli piace cucinare, ma detesta i broccoli e i carciofi. Si diverte a cimentarsi in lavoretti grafici, video ed editing. Di musica ne ascolta parecchia, e parecchio varia: dai classici ’70, con la quale è cresciuto, fino ad arrivare alle produzioni estreme di Aphex Twin o Squarepusher, passando per la dnb, techno, elettronica varia, hip hop (old school), dub-techno (genere alla quale si sta affezzionando parecchio), dub, reggae, jazz e via dicendo... Sempre in sella alle sue fidate bici una fissa e una cazzutissima bici da montagna. Non per moda ma per scelta.  Il mare gli piace, ma preferisce i fiumi. Meglio se ci sono le montagne di mezzo. Pensa che scendere per i pendii delle montagne in sella ad una bici è una gran figata! Gli piace viaggiare e quando ne ha la possibilità non si tira indietro. I colori gli piacciono un sacco, il grigiume un po’ meno. Ogni muro grigio che vede se lo immagina già con qualche “pezzo” disegnato sopra, forse è per questo che ha una buona collezione di libri sul “writing”.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here