Fra non molto le vetrine dei negozi del centro di Udine si addobberanno di un numero importante di sassofoni, quindi fate attenzione, perché il festival della musica jazz sta tornando in città!

Il 24 maggio, presso la Casa della Contadinanza di Udine, s’è tenuta la presentazione del calendario di questa edizione del festival.
Presieduta dal direttore artistico Giancarlo Velliscig, dall’Assessore alla cultura del Comune di Udine, e dai partner del Consorzio BCC FVG e della Fondazione Friuli, un incontro per ricordare l’importanza della musica, dell’arte e della cultura, come investimento culturale e per i giovani.
Come ogni anno, il festival si propone come vetrina della società globale: mostrare le tante origini e culture che abitano il mondo e che hanno cittadinanza anche nella città di Udine, «un’occasione di scambio culturale», sottolinea l’Assessore, offrendo un’offerta culturale eterogenea e forte, nonché un ponte verso la generazione dei giovani.

Il festival come di consueto aprirà le sue porte a Cervignano, che assieme al comune di Tricesimo, incaricato della promozione della seconda serata, sostiene questa iniziativa da anni. E l’evento che darà inizio a questa ricca compilation sonora, è l’esibizione della Big Band e del B4Swing Vocal Quartet, prevista per il 30 giugno, nuovo progetto musicale di Roberto Strukelj, pianista jazz friulano, che andrà a raccogliere arrangiamenti di Darmon Meader e Horace Silver, nonché un repertorio “classico”, accogliendo brani di Frank Sinatra, Natalie Cole e Kurt Elling.

Gli eventi del calendario sono molteplici e tra i più svariati, che vedranno la città di Udine protagonista dal 4 all’8 luglio, con 3 concerti ogni sera, incontri, approfondimenti e workshop, nonché una mostra permanente fotografica che prende il nome di “Udin&Jazz rewind”, con foto e video storici del festival e che vi attenderà in Corte Morpurgo, assieme ad altri eventi paralleli.

È da citare tuttavia il concerto del 5 luglio che alle 21.30 si terrà in Corte Morpurgo, un tributo di Bearzatti, Manuel Bex e Roberto Gatto al grande sassofonista John Coltrane, a 50 anni dalla sua morte. E vi ricordo che Gatto terrà anche un workshop di batteria (per la durata di 3 ore) presso il circolo Misskappa.

programma dei concerti del festival.

Il nome scelto per questa edizione, Ethnoshock, che ne racchiude il tema, è certamente curioso ed interessante. Si propone come veicolo della musica etnica che si connota nelle sue radici in quello che è un codice globale di musica, che attinge sempre di più alle matrici etniche delle varie personalità musicali, rendendoci così partecipi di «uno straordinario viaggio attraverso le musiche e culture che influiscono sempre di più nello sviluppo del jazz e della musica globale moderna, fra sperimentazioni e ritmi ancestrali, fra scenari metropolitani e retaggi tribali.»

E per renderci partecipi ancor più all’atmosfera di questo festival, a fine conferenza, ci attendeva uno squisito aperitivo accompagnato da una jam session coinvolgente, toccata dalle prime luci del tramonto.

E quindi vi si aspetta il 30 giungo in Piazza Indipendenza a Cervignano, e soprattutto giovedì 13 luglio per la grande festa di chiusura nel piazzale del Castello con i grandi successi dei 50 anni di carriera di Toquinho, con una straordinaria brazilian night!

Potrete trovare maggiori informazioni ed il calendario completo del festival sul sito dell’associazione Euritmica e sulla pagina facebook ufficiale.


Foto della jam session di Barbara D.

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Sabina
All'anagrafe volevano cambiarmi il nome in Andrea, ma grazie alla caparbietà di mio padre ora rispondo al nome di Sabina, nata in una mattina soleggiante nel settembre del 1992. Sempre disposta al confronto davanti ad un buon calice di tocaj, la mia vera passione sono le arti. Da giovane mi perdevo per gallerie d'arte in ogni occasione, che fosse Villa Manin o gli Uffizi, poi maturando un po' ho scoperto questa innata propensione allo studio dell'arte cinematografica che m'ha portato un bagaglio culturale ingente e che raramente trova riscontro. Il problema che ne consegue è che sarei capacissima di intrattenere una conversazione per ore su Wes Anderson, il cinema indipendente, la fotografia, risultando persino boriosa ed esaltata, ma difronte ad una conversazione ordinaria apparirei come la più asociale e noiosa delle persone. Nell'esplorazione cinematografica va da sé che mi son ritrovata a navigare nell'immenso mare che è la fotografia, appassionandomene irrimediabilmente, facendone mezzo di evasione ed analisi, nonché un espediente per viaggiare tutt'intorno al FVG e non solo. Quando guardi la vita scorrere attraverso un mirino, finisci per guardare alle cose in modo differente, a focalizzare su dettagli, emozioni ed aspetti della quotidianità che prima passavano inosservati, e a guardare alle persone con curiosità ed ammirazione. Con sempre questa sete di vedere le cose da vicino e di raccontare quello che mi emoziona e mi incuriosisce.

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