Kimoni bianchi, cinture colorate, calci volanti e tamburi battenti.

L’edizione 20 del FEFF accoglie quest’anno le scuole di arti marziali con una formula più dinamica e molto ben riuscita. Sembra un po’ un flash mob, sfilano da sotto la loggia del Lionello a Piazza San Giacomo e sono moltissimi, colpisce molto il fatto che siano così eterogenei, ci sono i bambini del Karate e penso che a settembre molti di loro inizieranno la prima elementare e non faccio fatica a credere che nel gruppo del Tai Chi c’è qualche nonno. C’è infatti qualcosa di diverso nelle arti marziali rispetto agli altri sport, è un pezzo di cura in più per il proprio hobby ed è qualcosa che attraversa gli strati sociali, le differenti età ed il sesso, secondo me i praticanti di arti marziali sono più vicini a dei nerd che a degli sportivi.

Novità di quest’anno quindi è stata un’esibizione lampo a Piazza San Giacomo, e qui ci si rende conto che ce ne veramente per tutti i gusti. Abbiamo seguito una palestra dove si pratica il Kung Fu nello stile del Wing Tsun. Ai non esperti magari questo nome non dice niente ma in realtà il mondo intero conosce il Wing Tsun grazie a Bruce Lee, che lo ha praticato da giovane ed il suo stile personale, il Jeet Kune Do, ne è stato fortemente influenzato. Al FEFF sono passati anche i film sulla storia di Yp Man, grandioso maestro di quest’arte e insegnante di Bruce Lee.

http://www.youtube.com/watch?v=_rWe1GisCg0&t=0s

Matteo Passalacqua è l’istruttore della scuola di arti marziali Tao Te Chuan, insegna alla palestra Martial Arts Lab di Feletto e ci ha spiegato alcune cose sul suo stile. Il Wing Tsun moderno è molto diverso da quello praticato da Yp Man, gli istruttori di oggi devono fare i conti con il progresso negli altri stili della lotta conservando i principi fondanti e le scoperte fatte in passato, è sorprendente ed è del tutto verosimile che anche in questo campo esista il progresso la ricerca e spesso la moda. Lo sa bene chi è appassionato di boxe o MMA: il modo di combattere cambia drasticamente tra i decenni e chi vuole vincere deve stare al passo coi tempi, Matteo ci dice che le tecniche della sua arte marziale devono adeguarsi anche perché il Wing Tsun vanta una grande efficacia nell’ambito dell’autodifesa ed è quindi obbligatorio capire cosa fanno gli altri ed aggiustare il tiro.

In piazza San Giacomo il gruppo di Matteo ci mostra la forma mentre lui si esercita al Wooden Dummy – l’uomo di legno, un attrezzo simbolo di questa disciplina, i movimenti sono bellissimi ed ipnotici, si nota quanta concentrazione è necessaria all’utilizzo di questo strumento.

I gruppi dopo il mini allenamento in piazza si esibiscono sul palco, che per quest’anno è stato sistemato in via Mercato Vecchio, si vedono i calci volanti del Tae Kwon Do, le acrobazie del sempre straordinario maestro Callegari e dei suoi allievi della scuola del Piccolo Drago Rosso, i movimenti dolci del Tai Chi, l’energia dei low-kick della Muay Thai e molto altro.

Il gruppo di Matteo ci mostra alcune applicazioni di bastone corto ed il Chi Sao (mani incollate), l’esercizio simbolo della disciplina del Wing Tsun, praticamente si tratta di trovare il “buco” nella guardia dell’avversario mantenendo costantemente il contatto tra le braccia ed una continua pressione in avanti. Questa tecnica allena il corpo a percepire tridimensionalmente la presenza dell’avversario attraverso la sensazione tattile (che risponde a circuito nel cervello molto più rapidamente della sensazione visiva) e a sconfiggere la paura del contatto fisico. A primo acchito l’esercizio sembra una danza di mani senza senso, ma quando Matteo mostra l’applicazione con una dinamica più reale si capisce l’estrema pragmatica efficacia del loro concetto.

Bravo FEFF, oltre a non tralasciare l’attenzione verso il sorprendentemente eterogeneo mondo dei cultori delle arti marziali hai saputo rendere più dinamica la manifestazione di quest’anno!

Pavel

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