Dodici anni fa il regista norvegese Hans Petter Moland esce con una pellicola lacrimogena, The Beautiful Country, che viene candidata immediatamente all’Orso d’oro berlinese ma non vince un beneamato, come spesso accade ai lavori migliori che prendono parte a un festival commerciale con ambizioni d’essai.
Ma non ci interessa.

Ci importa invece del film “Flaskepost fra P”, uscito in questi giorni subbato con il titolo inglese A Conspiracy of faith, noir danese figheggiante come non si vedeva da un po’, che, tralasciando un paio di strafalcionati luoghi comuni sulle mosche e i cadaveri che si possono perdonare tranquillamente, entra in pompa magna tra le rivelazioni di quest’inizio di programmazione pre autunnale. Intanto ci racconta la storia di alcuni testimoni di Geova che sotto sotto covano cazzi e mazzi, e già questo è importante per chi guarderà e chi scrive per voi adesso, in più ci sollazza l’udito con uno dei miei brani musicali preferiti di sempre, The first time ever i saw your face, pezzone scritto da Ewan MacColl per Peggy Seeger nel 1957 e portato al successo definitivamente prima da Roberta Flack e in seguito da George Michael, e che compare anche nel finale della straordinaria serie The Night of, della quale parleremo nei prossimi giorni, quando la Turturro mania si sarà affievolita almeno un po’.

Non c’è Stellan Skarsgard, che è presente in quasi tutte le opere provenienti dal nord europa post bergmaniano, ma un arabo con le palle, nasuto e leggermente tonto, che se la fa con gli occidentali e che verrà a capo dell’intricato mistero scritto da Jussi Adler-Olsen ( si proprio lui, quello dell’ Effetto Farfalla e della Promessa, mica pizza e fichi da Gigi il Troione) non senza sofferenza e cagando peripezie, ma di questo non vi dico una fava che altrimenti che gusto c’è.
Lo trovate nell’internet, la qualità è buona, guardatelo.

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