Sono di parte e anche fortunata direi, in questo piccolo angolo di paradiso che è la Carnia ci vivo. Mi sveglio la mattina, guardo fuori dalla finestra delle mia camera e vedo le montagne, per anni mi è stata stretta questa terra, al punto di farmi mancare il respiro.
Poi con il tempo e con una grande dose di curiosità, ho imparato ad amarla piano piano, con pazienza e con rispetto.
Uno tra i tanti posti che amo, dove mi perdo volentieri, è Sauris.

Un anno fa con mia grandissima fortuna ho potuto lavorare in una struttura ricettiva proprio lassù, mi alzavo la mattina ed ero felice, con il sorriso stampato sul volto, sapevo che appena uscivo dall’ ultima galleria, io mi rilassavo, una specie di “terapia” perché davanti a me avevo tutto quello che cercavo le montagne, il verde e il lago.

{Sauris di Sopra, tramonto rosa}

{Nuvole, Sauris di Sopra}

Per chi non lo sapesse, Sauris fa parte dei borghi autentici d’Italia ed è il comune più alto in Friuli Venezia Giulia, diciamolo un piccolo angolino di mondo ancora incontaminato, dove regnano il silenzio e calma ma anche gentilezza e cordialità.
Cosa si vuole di più?

{Sauris di Sopra, Chiesa neve}

Credo nulla, amo visitarla d’inverno, poca gente in giro e il silenzio attorno a me.
Le uniche persone che incontri sono gli abitanti del posto, che con un “mandi frute” mi ricordano che puoi andare ovunque ma le radici ti restano incollate lì, negli occhi e nel cuore.
Cerco di scappare in questo luogo incantato nella mia stagione preferita, l’inverno perché mi piace sentire i miei passi sulla neve fresca, gli alberi che sembrano disegnati e le mie amate montagne vestite del loro abito migliore, sì quest’anno è un po mancata ma, ha regalato dei tramonti pazzeschi.

{Lago Sauris tramonto}

Intendiamoci, non disdegno la primavera con i suoi colori di rinascita, i crocus che colorano i prati ed il verde acceso dei pini che fa da cornice al cielo azzurro insomma, l’amato effevugi regala tante gioie e tanta libertà devi semplicemente saperla guardare dal verso giusto, con pazienza.
Le parole che userò per augurarvi di innamorarvi di questa terra, come è successo a me è il titolo del libro di Kurt Vonnegut, “Quando siete felici, fateci caso”.

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Barbara Dorigo
Sono Barbara, la mia età non è data saperla, diciamo che mi sento un eterna diciottenne ma la carta d'identità indica sicuro altro. Vivo in un paesino di poche anime, in Carnia, in quella parte di Friuli, spesso ahimè dimenticata. Ho un amore per tutte le forme d'arte, il disegno e la fotografia spiccano di più, mi hanno aiutato (soprattutto negli ultimi anni) ad uscire da quel guscio di insicurezza e timidezza che alle volte mi frena, e mi blocca. Il Friuli negli anni, l'ho amato e odiato per un sacco di motivi, ma credo che quando inizi ad apprezzare le bellezze di casa tua, sia tutto in discesa(oppure in salita, boh!) quando guardi i luoghi di "casa" con il cuore di zucchero filato e occhi a cuoricino, credo che il resto vien da sé, di bellezze vere, questa regione ne ha un sacco. Potete ben capire, che per una persona poco estroversa come me, è difficile descrivermi, preferisco lasciare che le mie foto parlino o comunichino qualcosa a chi guarda.

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