In questa storia troveremo alchimia, ricette segrete e un ragazzo che da barman è diventato anche botanico. Quando lo si vede dietro ad un bancone sembrerebbe più un medico finito lì per chissà quale strano motivo. Si presenta con camicie bianco e valigetta in pelle classica da dottore dalla quale, però, escono shaker, strainers e mixing glasses.

Lui è Federico Cremasco.

Un alchimista, un ricercatore, un erborista che crea prodotti unici curati minuziosamente in ogni singolo passaggio per offrire sempre distillati unici. Ho avuto il piacere di vederlo all’opera, di assaggiare i suoi drink, e posso solo che consigliarvi questa esperienza.

Il prossimo appuntamento sarà all’evento “I cocktails di fred” presso la Locanda al Cappello, in centro a Udine in via Paolo Sarpi n.5, giovedì 12 maggio 2016 dalle 18:30 in poi.
Avremo la possibilità di provare un bloodymary diverso dal solito, un classico gin tonic, e un ottimo negroni, realizzati con il gin Fred Jerbis 43 botaniche. Saranno abbinati a dei piatti realizzati dalla sapiente cuoca Cristina (Locanda al Cappello) per offrirvi un piacevole aperitivo ed una serata unica.

Ma ora conosciamo meglio Federico e indaghiamo sulla sua passione: coltivare botaniche e produrre gin.

Perché e come hai iniziato a produrre gin?

R: Il tutto è iniziato sei anni fa con la passione per le botaniche (piante da cui si ricavano i distillati) che ho iniziato a coltivare per saperle riconoscere e farle crescere. Botaniche che ora sono alla base della linea dei gin, vermouth e bitter Fred Jerbis che ho creato. Per fare un prodotto di qualità è importante conoscere a 360° gradi gli ingredienti base, e in questo caso conoscere ogni singola botanica, la coltivazione, e la temperatura di estrazione. Nella mia linea sono tutte estrazioni 100% naturali.
Diciamo che questa passione è nata dopo anni che ho fatto il barman nel mio locale a Polcenigo, un locale storico da tutti conosciuto come “Pinocchio” ma che in verità si chiama “Hemingway”.

Ci racconti qualcosa sulle tue botaniche?

R: Per me la cosa più importante, oltre alla qualità degli ingredienti, è che siano tutti italiani. Ad esempio il ginepro è di origini umbre, anche se sto cercando di raccogliere la versione selvatica nostrana che cresce sulla fascia pedemontana del Friuli Venezia Giulia… ma non è un’operazione molto semplice. Per quanto riguarda gli agrumi invece ho deciso di farli arrivare dalla Sicilia, scegliendo quindi l’ambiente pedoclimatico migliore per ogni ingrediente. L’alcol è prodotto in Italia, le bottiglie e i tappi sono veneti, tra le venti e venticinque botaniche sono friulane e coltivate personalmente da me, lo zafferano è di San Quirino. Insomma, una filiera corta con prodotti di alta qualità.

Quindi il desiderio di trovare un gin 100% friulano non è ancora esaudito?

R: Tutti i miei gin, vermouth e bitter sono prodotti in Friuli, ma per poter assaggiare un gin realizzato con ingredienti 100% friulani dovrete pazientare ancora qualche tempo. Posso solo dire che forse, a breve, uscirà un nuovo gin completamente friulano, ma non posso assicurarvi niente, non ho ancora tutti i dati precisi.

La ricetta: l’hai creata tu?

R: La ricetta è nata a Spilimbergo, tratta da un antico libro italiano, rieditato nel 1946, nel quale si possono trovare le antiche ricette della liquoristica italiana alle quali mi sono ispirato, modificandole secondo quelli che sono i miei gusti, ma spero anche i vostri, e anche grazie all’aiuto di quello che posso definire il mio mentore Stefano: io gli ho dato la base, lui ha sistemato tutte le sfaccettature, rendendomelo un prodotto completo.

È segreta, vero?

R: Certo che è segreta! Però non sono io a occuparmi di tutte le fasi della produzione. In Italia non basta la licenza per la distillazione, serve anche quelle per i diversi tipi di estrazione. Diciamo che servono quattro licenze specifiche per realizzare questo tipo di prodotto, oltre anche a speciali e numerosi macchinari. Alcune estrazioni però le facciamo noi.

Se qualcuno ti vede dietro al banco in una delle tue serate non si accorge subito che sei lì in qualità di barman, sembra di trovarsi davanti un dottore, con camicie bianco e valigetta in pelle. Raccontaci un po questa tua scelta.

R: Beh, questo fa un po’ parte della comunicazione, necessaria ai giorni nostri per trasmettere e far capire il mio progetto. Se fossi vestito come un barman la gente farebbe difficoltà a distinguermi dagli altri. Oltre che una scelta comunicativa quindi, è per far capire che siamo come dei piccoli alchimisti: un po’ di alchimia ci vuole sempre.

Se in un locale non trovi il tuo gin e scegli di non andare via, quale gin sceglieresti?

R: Sicuramente non scapperei! Diciamo che andrei verso dei gin londinesi molto secchi ma con piccole punte di aromaticità.

Cocktail preferito?

R: Gin tonic, naturalmente con il gin Fred Jerbis.

Link alla pagina Fred Jerbis: https://www.facebook.com/profile.php?id=100009235288176&fref=ts

Per seguire l’evento: https://www.facebook.com/events/512322698960246/

Il gin friulano
Il gin friulano

 

 

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