Vita da pendolare o da commuter – visto che usare l’inglese ultimamente fa più figo 😉 – è la vita che conosco da un bel po’ di tempo.

Chiaro che la vita da pendolare di una ragazza che come me proviene dalla ridente frazione di Piancada, comune di Palazzolo dello Stella (il comune conta all’incirca 3000 anime, la mia frazione, beh, qualche centinaia sparsa nel bel mezzo della pianura della Bassa Friulana) è molto, ma molto diverso rispetto a chi fa il pendolare in una big city o capitale tipo Parigi, Londra, New York, ma anche Roma può andare bene.

In quelle località fare dai 45 minuti, all’ora e mezza soltanto per attraversare la città da una parte all’altra è la norma. In Friuli un po’ meno. In Friuli in un’ora circa puoi passare dal mare alla montagna, dal centro città al lago e via dicendo. La mia e la nostra regione è, per dirla alla Nievo, ‘un piccolo compendio dell’universo’. Quindi anche andare da casa a Udine ogni giorno, o da casa a Monfalcone, è una sorta di ‘viaggio’.

Alle superiori ero iscritta presso un liceo di Udine, quindi pendolare, poi è seguita l’Università, sempre a Udine, pendolare parte 2, dopo arrivò un Corso di Specializzazione Tecnico sempre nella stessa città, pendolare parte 3. Arriva poi il momento dello stage e raggiungiamo la fase pendolare parte 4, ma con un cambiamento nella meta: Monfalcone. A esso sta seguendo un tirocinio sempre a Monfalcone, pendolare parte 5, e poi Dio solo lo sa.

Per chi non lo prova e ne sente solo parlare da fuori, perché magari ha la fortuna (o sfortuna dipende dai punti di vista) di abitare in città o molto vicino, non è molto capibile. Diventa più comprensibile quando dici, cosa che mi capitava soprattutto alle superiori, che quando il tuo interlocutore si è appena alzato e sta comodamente sorseggiando il caffè, te sei già arrivata alla meta da un pezzo e con un largo anticipo. I treni o le corriere hanno determinati orari e, che ti vadano bene o no, quelli sono e quelli restano.

Ricordo ancora le mattine quando arrivavo al corso con un’ora e un quarto di anticipo (se avessi preso la corriera dopo sarei arrivata in aula in netto ritardo e quindi nada). All’inizio mi barcamenavo per le vie del centro cercando di utilizzare un andatura in stile bradipo per non arrivare troppo presto, altrimenti avrei trovato il cancello del palazzo chiuso, oppure mi buttavo in un bar a bere l’ennesimo caffè in attesa che aprissero. Oltre ad essere tendenzialmente la prima, se sei una pendolare sei anche l’ultima ad andartene perché ovviamente devi stare agli orari dei trasporti prestabiliti.

Ma nonostante le snervanti attese sperando che la corriera del ritorno non arrivasse in Centro Studi, o in Piazza Primo Maggio, per ultima, o che il treno fosse in orario, la voglia di andare a pranzo, le sveglie odiosissime, ci sono anche delle parti piacevoli e che ricorderò sempre con un sorriso sulle labbra. Come i giri fatti in centro in attesa della corriera, i libri letti in pausa pranzo per aver un po’ di compagnia, l’andare alla ricerca degli angoli più nascosti e dei dettagli più belli da fotografare, il sentirmi cittadina acquisita della città in cui studiavo o lavoravo/o… e poi ci sono i treni. Un ossimoro vivente, dove anche solo nell’arco di uno breve sprazzo di tempo hai la possibilità di scoprire un mondo. Musica, telefoni, puzza, profumo, urla, pianti, vociare e le ronfate del tipo seduto dietro di te…

La vita da pendolare alla fine non è poi così male, basta prenderla con filosofia. 😉

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Giada
Nata il 31 dicembre '93 (non è così figo come potreste credere... un solo regalo non fa piacere a nessuno) ama dare sfogo alla sua fantasia tra i fornelli. Inchiostro? Fermamente a favore. Tra non molto inizierà a perdere il conto dei tatuaggi che ha. Altre passioni? Camminare ovunque e esplorare gli angoli più nascosti delle diverse località, ascoltare buona musica (Ozzy, Bob Marley, Elvis, Beatles per citarne alcuni) e letteralmente adora il francese. Sacrilegio per una friulana: non apprezza il vino. Ma rimedia con la briscola, evitate di giocarci assieme se non apprezzate tale arte.

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