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Guanghzou, Cina: sono in Asia per la prima volta, e la prima cosa che penso è che gli aeroporti in fondo in fondo sono tutti uguali, poco importa dove ti trovi. Paesaggi di cemento. Macchinari severi che spadroneggiano di qua e di là. Pubblicità accecanti, con colori troppo abbaglianti, di dimensioni troppo grandi, con sorrisi troppo artificiali di ragazze asiatiche che potrebbero benissimo passare per europee…ma infine, eccola la mia epifania:

panda

..un’invasione di panda! Ma allora sono davvero in Asia!

Beh, autentica quanto questi simpatici panda, ho la prova fotografica di aver lasciato la mia impronta in questo pezzo di Cina pieno di smog. La mia impronta del piede destro più precisamente.

piede

In ogni caso, oltre allo scalo che ho fatto qui in Cina, ci sono state altre coincidenze. Tre piercing al naso, tre pallidi europei, tre pirati. Sembra che quando ci si muove e si viaggia da soli sia così facile sentirsi uniti anche dalle più piccole cose che si ha in comune con chi ci sta attorno. Mentre ho la sensazione che quando restiamo immobili, accoccolati nel comfort di ciò che conosciamo, siamo sempre alla ricerca di ciò che ci rende diversi dagli altri.

In ogni caso, a chi importa. Tutto questo perde di significato quando ti ritrovi ad essere lo spettatore di un atterraggio notturno. Quando sei giusto una piccola goccia che si immerge in un mare pieno di stelle…

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Eleonora
Le radici: ben piantate tra Udine, il Friuli e l'Italia. Il tronco: intrecciato tra Parigi e Valencia, le métro e l'aria profumata, l'acciaio e la sabbia. I rami: quelli infinitamente tesi di una viaggiatrice senza casa, una psicologa senza lavoro, una sognatrice senza speranze (di lasciare i sogni ed immergersi nella realtà). Al momento in missione esplorando una parte di mondo e di me che non conoscevo.

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