Meet the artist: Plantina

Ciao! Sono Martina ma ormai tutti mi chiamano Plantina. Vivo a Gemona del Friuli e ho 26 anni. Il nome è nato per scherzo, ero con amiche in un giardino botanico e parlavo e parlavo sulle varietà di orchidee e piante tropicali che c’erano… all’inizio era semplicemente il mio nickname sui social ma, mentre cercavo di capire che nome dare alla mia attività, ho capito (e mi è stato consigliato) che questo nome ormai già mi rappresentava e che le persone iniziavano a chiamarmi così. Così è quest’anno è nato il progetto Plantina.

Non ricordo quando è nata in me la passione per i fiori, potrei dire che c’è sempre stata: sono cresciuta in un grande giardino ai margini del bosco, con molte piante tropicali, fiori e alberi da frutto. All’inizio era un peso dover bagnare tutto quando i miei non c’erano, spesso lasciavo morire i gerani e le petunie senza provare alcun senso di colpa.

Quando ero all’università invece ho scoperto il potere rilassante nel curare piante e fare giardinaggio, la cosiddetta Plant Therapy. Ho iniziato piantando qualche bulbo di dalia e tulipano, comprando qualche pianta grassa alle fiere. Ora ho una collezione di 200 piante tra grasse e tropicali, e un giardino di fiori recisi in via di sviluppo.

Da Londra al Friuli Venezia Giulia

Sì, il mio percorso è iniziato proprio con un corso per fioristi a Londra, alla Covent Garden Academy of Flowers. Ho mollato tutto per qualche mese, il lavoro, la routine, gli affetti, e sono volata oltre manica. Perché a Londra? Perché gli inglesi hanno la cultura del giardinaggio e dei fiori nel sangue, per davvero. Ci si accorge quando si cammina nei meravigliosi parchi e si vede la cura nel comporre spazi verdi come fossero mazzi di fiori, oppure nelle meravigliose installazioni fuori dai Pub, nei negozi, come centrotavola in ogni ristorante. Gli inglesi usano i fiori ovunque.

Una volta rientrata in Italia ho fatto un periodo di stage in un negozio di fiori e nel frattempo vagavo per i campi alla scoperta dei fiori spontanei; mi sono munita del libro ‘’che fiore è questo?’’ e ho passato tutta l’estate a riconoscerli. Qui in Friuli siamo molto fortunati, abbiamo una flora incredibile!

Per quanto riguarda i fiori secchi, sempre quando ero a Londra vedevo queste bellissime ghirlande di fiori secchi appese alle porte e sognavo di farne anche io. Purtroppo non avevo lo spazio o i materiali per comporre, era già tanto se potevo portare a casa le composizioni fatte a lezione…

Ho iniziato a fare seccare i primi fiori nella mia stanza inglese, ricordo che ad un certo punto avevo appeso delle rose a testa in giù nell’armadio. E le cose si seccavano benissimo, solo che non invito a ripetere l’esperimento perché l’odore non era dei migliori.
Ho ancora qualche fiore delle mie prime composizioni, lo tengo come ricordo.

Il lavoro dei sogni

Essendo laureata in lingue il mio sogno era fare un lavoro per cui mi portasse a viaggiare molto. Ho pensato di tutto: hostess, tour operator, guida turistica, traduttrice, insegnate all’estero… ma niente mi emozionava a tal punto da lasciar tutto e partire. Nel mio periodo ‘’plant nerd’’ mi ero imbattuta in alcuni profili Instagram di fioriste inglesi e italiane.

Ignoravo l’ambiente dei matrimoni e degli allestimenti, non sapevo che ci fosse un mondo enorme e così variegato all’interno del mercato dei fiori. Così ho deciso di abbandonare il lavoro che stavo facendo in un’azienda e partire. All’inizio nessuno mi capiva e ho sofferto un po’, forse perché non riuscivano a vedere ciò che vedevo io nella mia testa e che vedevo in giro, soprattutto sui social.
Adesso non tornerei indietro per nessun motivo.
Magari in futuro dovrò adeguarmi, avere un lavoro di supporto, ma niente ormai mi allontanerà da questo progetto.

Sostenibilità e contenitori riutilizzabili

Avendo frequentato un corso classico per fioristi, ho iniziato usando la spugna verde, contenitori di plastica, cellophane. Ero molto a disagio a dover buttare tutto insieme in un unico sacco della spazzatura. Ma col tempo sono entrata a conoscenza del movimento ‘’No Floral Foam’’ e ‘’Slow Flowers’’, di cui mi sono associata quest’anno. Il primo movimento cerca alternative alla spugna verde da fioristi, perché infatti è pura plastica monouso.

Immergendola in acqua inizia la sua dispersione di microparticelle di plastica, dopo di che si usa una sola volta per poi buttarla nel contenitori dell’umido; c’è questa credenza che si disfi col tempo. Sì, si disfa, ma in particelle di plastica che finiscono nelle falde acquifere e nei mari, per poi venir ingerite dagli animali (cercare per credere).

Così negli ultimi anni si è creato questo movimento di fioristi che propone delle basi alternative, fatte di muschio e intrecci di rami, rete da pollo e contenitori riutilizzabili, fino ad avvolgere i bouquet in carta e spago (che trovo più belli e naturali).

L’altro tasto dolente di questo settore è la provenienza e produzione dei fiori.
Come per tutti i mercati, per soddisfare una richiesta sempre maggiore della merce, si è spostata la produzione in luoghi fuori dall’Europa (ad esempio in Ecuador e Kenya per le rose). Ma come tutte le produzioni estere, oltre a non garantire un trattamento dei lavoratori equo e solidale, si aggiunge tutta una serie di elementi dannosi per l’ambiente e per i lavoratori stessi come: l’uso di pesticidi e prodotti chimici, la privazione dell’acqua a popolazioni che vivono nei pressi delle serre, lo spreco di carburante per voli cargo e trasporti su gomma.

I fiori si fanno km e km chiusi in celle frigo, al buio, colti quando erano dei piccoli boccioli in un campo in Sudafrica per poi forzarne la fioritura nei magazzini fino arrivare nei nostri vasi. Credo sia un processo innaturale, i fiori perdono la loro bellezza e soprattutto il loro profumo! Ecco perché ho deciso di lavorare solo con fiori di stagione, possibilmente coltivati in Italia o nelle zone. Per mia fortuna stanno nascendo molte Flower Farm anche da noi.

Le creazioni di Plantina

In autunno e inverno preferisco lavorare con i fiori secchi, come ce li offre la stagione, mentre primavera ed estate ovviamente con fiori freschi. Ma mi piace anche dare anche una seconda possibilità ai fiori, come la chiamo io.

Dopo averli usarti nelle composizioni li faccio sempre seccare, così che possano avere una vita lunga e felice in casa di qualcuno. I fiori secchi sono più delicati e fragili, però hanno un fascino tutto loro.

Quest’anno poi ho iniziato il progetto del giardino reciso, solo che siamo ancora nella fase sperimentale e non so come andrà a finire. Ho comprato forse più cose di quelle che potrò realmente piantare, tipo 40 varietà di Dalie diverse e migliaia di semi di qualsiasi cosa attirasse la mia attenzione sui cataloghi.

Mi piacerebbe arrivare ad avere un campo di fiori sufficiente per usufruirne almeno durante i miei allestimenti. Molte fioriste (inglesi e americane) iniziano a coltivare una sufficiente quantità di fiori per i propri lavori. Prima di tutto si possono coltivare varietà difficili da trovare sul mercato, e poi è a km0 e durano di più.
Ovviamente i fiori coltivati in giardino possono essere imperfetti, ma la bellezza credo sta proprio in questo.

Laboratori e allestimenti per matrimoni

Mi piacerebbe occuparmi anche di grandi allestimenti come in matrimoni ed eventi privati. Quest’anno ne avevo un paio in programma, ma purtroppo (com’è giusto che sia), sono stati rimandati in autunno o al prossimo anno. Mi piace anche aiutare altri fioristi nei loro allestimenti, quindi cerco di occupare tutta l’estate in questo settore, perché è un settore che da via libera alla creatività.

Nel frattempo ho iniziato a tenere dei workshop, i primi 3 si sono svolti il 25 aprile, e il 2 e 30 maggio. Ho inviato ai partecipanti una box contenente due basi, fil di ferro, spago, nastro e un bouquet di fiori secchi. Ci siamo collegati in videochiamata e ho spiegato loro come creare una ghirlanda con fiori secchi e anche una con fiori freschi da far seccare.

Credo possa diventare un appuntamento mensile. Penso sia essenziale riorganizzare le nostre attività durante questo periodo, anche se i workshop dal vivo sono più belli, ma l’impedimento dello schermo non ha influenzato i risultati delle partecipanti, le loro ghirlande erano molto belle.

In futuro mi piacerebbe aprire un Flower Studio, un piccolo spazio dove le persone possano venire a trovarmi e a vedere quello che faccio. Non sarà un tradizionale negozio di fiori, ma più un laboratorio/showroom, esporrò le mie cose e creerò in libertà.
Ora ho una piccola stanza a casa dove spesso inciampo sulle mie stesse creazioni.

Contatti

Al momento lavoro solo su ordinazione.
Pubblico la maggior parte dei miei lavori su Instagram o Etsy, ma prossimamente dovrei iniziare a lavorare ad un sito vero e proprio con shop online.
Spedisco in tutta Italia/Europa quasi tutto, eccetto qualche ghirlanda troppo grande e fiori freschi.

Instagram: @plantinaflowers
Etsy: Martina Plantina
Facebook: Plantinaaa

 

 

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