Respiro, chiudo gli occhi, svuoto tutto…non esiste più niente: sicurezze, ancoraggi, filmati, amici… solo la mia mente e una linea. Una linea che arriva fino all’Ago di Villacco.

Adoro camminare su questa banalissima fettuccia, lo adoro perchè nella bolla in cui sei immerso mentre cammini c’è solo la potenza della tua mente. La forza, che normalmente usi quando arrampichi, può sopperire alla mancanza di lucidità mentale che ti serve per chiudere un tiro, qua invece non ci sono vie di fuga: se cedi cadi.

Tutto è nato all’ultimo momento come al solito, e ingaggiati degli straordinari compagni (Livio, Cristiano il gestore del rifugio, e Nasha), risaliamo con molti chili il canale che porta all’anticima dell’ Ago.

Il settaggio richiede un po’ di tempo ma ne è valsa la pena.

Colpisco la slack con le mani e sento il suono, lei mi invita a salirci…

Tutto è pronto. Livio fino a quel momento è tranquillo, ma quando vede che il tutto sta diventando realtà inizia giustamente a preoccuparsi. Salgo sopra la slack e mi siedo, è dal Verdon che non metto piede su una highline… una bomba per il cuore e per la mente, bisogna tenere duro. So cosa devo fare, devo cadere. Per vincere questa sensazione che mi pervade e che mi impedisce di restare calmo. C’è vuoto, tanto vuoto. Mi alzo e cado, faccio un bel volo perchè la corda che mi collega alla slack è troppo lunga. Bene, il mio cervello si è fritto definitivamente, posso partire…

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=TrWSLDuTJXU

Risalgo, mi fermo un attimo e torno “a riva” per darmi qualche schiaffo in faccia. Ora non posso sbagliare, decido di iniziare dalla cima dell’Ago, perchè da questa parte le rocce sono troppo vicine e mi inquietano. Mi alzo in piedi e tiro due sgommate serie che mi fanno temere il peggio, poi tutto ad un tratto la linea si ferma e la mia mente si allinea con essa, lei non cede di niente, io la seguo costantemente. Come un amore perfetto, il mio pensiero è stabile, e con me anche l’altra parte non vacilla, assieme procediamo.

petto-nudo

Ormai ci sono quasi, ancora pochi passi, i più pericolosi perchè vicini alle rocce, ma ormai il flow c’è e non molla. Ci sono, tocco terra e urlo come non mai, che botta.

Ringrazio i miei amici, ringrazio, guardandole, le alpi Giulie che mi hanno concesso queste pazzesche emozioni.

Adesso si gioca con il vuoto e quindi monto un’amaca dove possano stare appolaiati Cristiano e Livio, Nasha invece rimanda alla prossima volta. Lei può essere già molto contenta, prima ascensione alpina, giretto appesa alle slack e prima doppia.

I ragazzi invece dopo qualche maccheronico settaggio riescono a sedersi nell’amaca ma non riescono molto a rilassarsi…

Passa il tempo tra grasse risate e paure fottute del vuoto, Livio nonostante riesca a cliffare muri di molti metri di altezza con gli sci, non riesce a fidarsi di questa maledetta fettuccia. Lo spirito che ha dentro comunque è quello giusto, vuole assolutamente riprovarci.

Io faccio un altro giro partendo dall’anticima, voglio camminare in direzione del nulla. Dopo il primo tentativo fallito riprovo e tocco finalmente la cima.

E’ il momento di sbaraccare tutto e tornare a casa felici. Ringrazio di cuore gli amici e il rifugio Corsi. Succedono cose come queste quando si mette il cuore nelle cose che si fa.

highline-ago

livio-amaca la-linea-dal-rifugio

sicurezza-in-salita setting tramonto

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Marco
Ama stare all’aria aperta. Per mangiare fa la Guida Alpina e qualsiasi lavoro che richieda l’uso di corde, dai palazzi agli alberi. La sua vera passione però sono gli sport outdoor. Pratica l’arrampicata, lo sci e qualsiasi attività divertente in montagna ma anche slackline e highline, skydiving, windsurfing, parapendio e speedfly . Vive intensamente l’ambiente che lo circonda spostandosi parecchio tra Friuli, Veneto e il resto delle alpi. La sua base è a Udine ma il suo spirito è ovunque! Enjoy the nature.

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