Sono stata improvvisamente colta della sindrome del “blocco dello scrittore” e mi sono conseguentemente messa a cercare su internet delle idee per poter scrivere un post per Blud.

Dopo aver consultato diverse pagine ed aver letto una caterva di banalità, sono stata improvvisamente stuzzicata da un’idea, probabilmente altrettanto banale rispetto a quelle lette fino a quel momento, ma che mi ha acceso una piccola lampadina dalla luce fioca nel cervello.

Oggi, invece di far vertere l’articolo sul come fare qualcosa, che viene comunemente definito “How To Post”, voglio scrivere un articolo su come non fare qualcosa, ovvero l’“How Don’t Post” che in realtà non so se si possa definire così, ma io mi prendo la libertà di farlo.

Oggi vi dirò, dal basso della mia esperienza, come NON fare l’addetta alle vendite, nota più comunemente come ‘commessa’.

1. Innanzitutto evitate di farvi gli affari vostri quando un cliente entra in negozio: è scortese e maleducato, ma soprattutto fate intendere che di vendere non ve ne fotte una cippa. Al che io vi direi “Manco a me di comprare da voi, addio!”.

2. Lo so che è il tuo lavoro e devi vendere, ma se ti dico che do un’occhiata non ti sto implicitamente dicendo di trivellarmi la minchia seguendomi come un avvoltoio aspettando che ti chieda una qualsiasi informazione. Proprio perché sto dando un’occhiata. Non sottovalutare il linguaggio del mio corpo, se ho bisogno vengo io da te, grazie.

3. Viceversa, se vedi che ho bisogno di un’informazione e mi presento al tuo cospetto per avere dei chiarimenti, saresti gentilmente pregata di smetterla di farti i cazzi tuoi, visto che se fossi io la commessa della situazione non potrei neanche andare in bagno cinque minuti. A maggior ragione, visto che lavori lì da più tempo dai l’esempio.

4. Allo stesso modo, se ti chiedo un’informazione specifica che non si trova in un posto visibile quale un’etichetta, una scatola, un foglietto illustrativo, sarebbe figo se fossi un minimo competente. Perché, notizia dell’ultim’ora, le elementari le ho finite, le medie anche e sono addirittura riuscita a diplomarmi, perciò credo di saper leggere da me. Dimostrami che hanno assunto te e non me per un valido motivo.

5. Lo so che sei lì da otto lunghe ore, pertanto non ti chiedo di sorridere, ma se non mi rispondessi in modo sarcastico alle domande che ti rivolgo come se fossero cose ovvie che dovrei sapere e sei pure scocciata perché hai dovuto interrompere la chiamata alla tua best friend che stavi beatamente facendo durante il tuo orario di lavoro, te ne sarei davvero grata ed eviterei di mandarti a quel paese.

6. Facciamo l’ipotetico esempio che io venga in negozio e abbia bisogno di una matita per occhi color blu elettrico. Posto il fatto che ho dato un’occhiata e non l’ho trovata, ma per sicurezza ti chiedo conferma, non puoi e sottolineo NON PUOI tentare di rifilarmi una matita color ciclamino. Cioè, capiamoci o mi hai preso per daltonica e credi che io non noti la palese differenza di colore, o tu sei daltonica e non noti la palese differenza di colore o puttana la regina (cit.) ma ti rendi conto che il color ciclamino non ci azzecca un cazzo col blu elettrico?

In mezzo a tutto questo, volgo il mio massimo rispetto alle commesse (e ai commessi) che fanno bene il loro lavoro e vi dico pure che vi sono vicina.

V’ho vissuto, davvero, col cuore!

(Immagine in copertina presa da google)

 

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