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Ai nostri microfoni Francesco Nguyen, Presidente di Cas’Aupa, circolo che oggi festeggia i suoi primi 7 anni.
Buon Compleanno!

Chi siete? Presentatevi e diteci cosa fate nella vita

Cas’aupa è un circolo Arci, un’associazione culturale, situata in via Val d’Aupa 2 a Udine, il cui direttivo è composto da nove persone più i volontari. Il direttivo organizza gli eventi, dalla parte burocratica a quella organizzativa vera e propria, ed ognuno di noi si occupa un po’ di tutto a seconda del tempo disponibile e compatibilmente con lavoro ed impegni vari.
Il circolo è attivo da sette anni, mentre il direttivo attuale quasi da due. Tutti noi studiamo o lavoriamo, tra di noi ci sono tanti che suonano e addirittura uno che fa il vino. Abbiamo in media 27/28 anni ma c’è anche qualcuno con qualche inverno in più o in meno.
Cas’Aupa è un’attività di volontariato in cui impieghiamo il nostro poco tempo libero, cercando di portare musica di qualità e interessante a Udine.

Di cosa si occupa precisamente e dove operate?

Organizziamo eventi di aggregazione sociale, in particolare per i giovani, localizzati in unquartiere come quello del Villaggio Del Sole considerato un po’ ai margini della città, con l’obbiettivo sia di dargli una spinta in più che di dare ai ragazzi che vi abitano, insieme a tutti gli altri, un luogo per trovarsi, dove poter chiacchierare, ascoltare musica live, suonare e fare altre attività artistiche e di gruppo.
Al piano inferiore, nella sede Arci territoriale è ospitato invece Get Up, che è un progetto rivolto agli adolescenti, mentre nel cortile posteriore vi sono i campi da bocce per gli anziani, ora in disuso. Nella parte a destra guardando l’edificio dalla strada c’è un altro circolo Arci (Villaggio del Sole) che vi consiglio caldamente di visitare, non ve ne pentirete.

Come trovate i fondi per organizzare le attività del circolo?

I fondi provengono principalmente dalle attività stesse, che ad effetto domino alimentano quelle successive, sempre se vanno bene. Trattandosi di un’associazione, tutto ciò che viene guadagnato alle serate, come bar, tessere associative, eventuale ingresso, viene nuovamente investito per l’organizzazione degli eventi successivi, senza perciò avere un compenso per il direttivo.
Vincendo i bandi ci sono anche altri proventi che vengono utilizzati per organizzare le serate o attività varie e laboratori, come era successo per Dissonanze \\ Udine e per il laboratorio di serigrafia che stiamo mettendo in atto.

Quali eventi avete organizzato?

Questo è stato un anno molto particolare perché nel 2015 e 2016 abbiamo vinto due bandi che ci hanno permesso di organizzare Dissonanze, la rassegna in collaborazione CSS e Must (e quest’anno anche con La Scimmia Nuda). Dissonanze è stata una grande esperienza perché ci ha fatto uscire dalla nostra comfort zone e ci ha dato la possibilità di chiamare band più conosciute che in tanti volevano vedere. D’estate invece abbiamo il Social Garden, dove spostiamo le iniziative nello spazio verde di Via Val d’Aupa: è un’attività che ci piace molto perché aperta a tutti e che ci fa conoscere un sacco di gruppi e gente nuova.
Prima di Dissonanze comunque si erano già organizzate cose “grosse” in centro città, come il concerto in acustico dei TARM o quello dei CCCP, insieme a molte,molte altre cose. Possiamo dire che abbiamo organizzato di tutto, da Calcutta a Cosmo, fino a Colapesce, Diaframma, e persino gli M+A in tempi non sospetti (mi hanno detto che le presenze erano state sulla ventina con questi ultimi, pensa te!). Ovviamente sono di parte, ma penso che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo dato una forte spinta alle attività e abbiamo fatto e pensato le cose in grande, che forse è il motivo per cui è successo quello che è successo.

Cosa è successo poi?

Bisogna ricordare che da poco siamo stati assolti da un processo in cui era in dubbio il fatto (per farla MOLTO breve) che fossimo una vera associazione e non in sostanza un locale a scopo di lucro. Pensando che con questa sentenza di assoluzione si fosse chiarita l’attività, noi abbiamo continuato con gli eventi rivolti ai soci ed a chi lo volesse diventare.
I problemi sono cominciati al Venerdì Credici del 25 dicembre, con il controllo della polizia amministrativa.
In seguito a questo abbiamo deciso di fare un colloquio con il questore, per capire sostanzialmente cosa si poteva fare e cosa no negli spazi che usavamo di solito. Abbiamo spostato in extremis il concerto di Calcutta al Teatro San Giorgio e ancora prima quello dei Diaframma. Contemporaneamente ai problemi risultanti esserci al Teatro (cioè che sostanzialmente non si può stare in piedi ma solo seduti) anche sulla nostra sede sono sorti dei dubbi, dovuti a diverse interpretazioni delle norme vigenti, riguardanti le associazioni e in particolare i circoli, scritte in maniera tale che, secondo me, una loro interpretazione univoca risulta difficoltosa, non chiara. È una cosa che sta succedendo in tutta Italia: invece di attività culturali, gli eventi che facciamo possono figurare come pubblico spettacolo, sempre per farla molto breve, e andrebbe risolta a monte, dall’Arci Nazionale.
Anche i media hanno contribuito a dipingere le associazioni come “non a norma” e “furbette” e questo ha solo peggiorato le cose. Non siamo stati chiusi ma abbiamo deciso di interrompere le attività perché sostanzialmente non avevamo nessuna intenzione di tornare nella spirale di un processo sulla stessa questione per cui eravamo stati appena assolti o rischiare sanzioni anche penali.
Ci siamo perciò dovuti gestire i concerti già programmati con questi nuovi problemi, i quali sono diventati un’uscita continua invece che un’opportunità per creare fondi da investire in nuove attività.

Come avete fatto fronte alla situazione?

Abbiamo deciso di iniziare dei piccoli lavori di ristrutturazione, per mettere in sicurezza ciò che non lo era e mantenere la capienza che già avevamo. Per gli eventi già in essere abbiamo adottato strategie differenti, come i Venerdì Credici al padiglione 9 ed i concerti seduti al teatro San Giorgio ed al Visionario, che ringraziamo sentitamente per la disponibilità che ci hanno dato.
Di fatto a Udine non esiste un posto che possa tenere cento o più persone in piedi, e questo è un grosso problema soprattutto per i cittadini più giovani.
Per l’estate abbiamo organizzato per l’appunto il Social Garden, nello spazio verde della sede di via Val d’Aupa, con musica live all’aperto, djset e la prima jam italiana del software di musica elettronica Ableton lo scorso 28 luglio, che abbiamo deciso di riproporre venerdì 30 settembre vista la riuscita della serata. E’ stata un’occasione per fare anche eventi diversi, come polaroid, ospiti in arrivo, cinema all’aperto.
Quest’inverno ancora non sappiamo cosa faremo: abbiamo vinto anche il bando cultura 2016 con cui partirà la seconda edizione di Dissonanze, che stiamo programmando, e un gruppo di ragazzi ha vinto un altro bando per creare un laboratorio sociale di serigrafia usando dei nostri macchinari e uno spazio che abbiamo loro affidato.
Il problema è che in città siamo rimasti sostanzialmente solo noi a fare concerti in maniera continuativa, mentre qualche anno fa c’erano molti più locali che se ne occupavano, e diverse realtà che hanno qui creato una cultura della musica dal vivo. Bisogna anche capire se effettivamente l’offerta interessi ai ragazzi: con Dissonanze la risposta è stata generalmente positiva perciò vorremmo provare a continuare.
Se ci fossero dei luoghi adatti sarebbe più facile anche dal punto di vista della disgregazione del pubblico: venendo a mancare uno spazio adibito al ritrovo ed al fare musica l’interesse scema e ci si disabitua all’andare ai concerti.
Si può notare però che tra i ragazzi c’è la voglia di aggregarsi, di fare cose diverse, e ne è prova anche il fatto che siamo riusciti ad attirare molti giovani volontari quest’anno (penso a Andrea, Mattia, Giulia, Caterina e Valentina).
In tutto questo però secondo me non ha senso scagliare pietra a destra e a manca e arrabbiarsi dicendo “E’ colpa loro”, perché così si scarica solo il problema. Bisogna rimboccarsi le maniche e trovare soluzioni che stiano in piedi, sopratutto a livello economico.
L’assistenzialismo alla cultura secondo me ha vita breve e soprattutto dopo un po’ incomincia a diventare dipendenza e lassismo, provocando una stagnazione nelle offerte culturali, come chiunque abbia il dono della vista e dell’udito può capire da solo.

In quale pagina e/o sito è possibile visionare i prossimi eventi?

La nostra pagina Facebook è sempre aggiornata sugli ultimi eventi, potete anche sottoscrivervi qui per farvi arrivare una notifica quando creiamo un evento, in maniera tale da non dover dare soldi a Zuckenberg per farvelo sapere, o ancora meglio iscrivervi al nostro canale Telegram, in cui neanche una volta a settimana vi ricordiamo le nostre attività.

A chi si possono rivolgere eventuali volontari che fossero interessati a dare una mano?

A chiunque di Aupa, potete aggiungermi su Facebook, mandare un messaggio alla nostra pagina o una mail a info@casaupa.org. Siamo sempre pronti ad ascoltare progetti nuovi compatibili con la nostra visione.
Il 30 settembre nonostante tutto festeggeremo i 7 anni di Cas’Aupa, parlando di tutti questi problemi (senza farla troppo lunga) per spiegare a tutti cos’è successo veramente e cosa succederà da qui alla fine dell’anno, oltre a quello che sarà di noi del 2017. Ospiteremo anche la seconda Link Jam sponsorizzata da Ableton, quindi ci sarà anche musica elettronica a pacchi con l’interessante espediente del “Against the Clock”: chi sarà ad improvvisare avrà 5-6 minuti per creare e poi cambiare traccia, in maniera tale da mantenere dinamico e divertente questo concerto fatto di musica improvvisata diversa dal solito, vi aspettiamo!

Volete festeggiare i 7 anni di Cas’Aupa? 
Stasera al Social Garden si balla! Per info qui

Istantanee di Zaira Menin

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Francesca Macor
Artista di Udine operante in varie tipologie di produzione artistica, da quella fotografica, in particolare analogica e sperimentale, all'illustrazione e design. Da questo è nato il progetto No Man's Land: creazioni di varia natura nate dalla sintetizzazione della realtà nel segno grafico e dall'accostamento di elementi diversi tra loro, che hanno come obbiettivo trasportare l'osservatore in un luogo che non gli appartiene, estraniandolo completamente da ciò che conosce.

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