Qualcosa bolle in pentola in casa Radiohead: il magico team Yorke, fratelli Greenwood, O’Brien e Selway stanno scuotendo Internet con una nuova trovata per promuovere l’ormai attesissimo LP9, facendo uscire (come al solito) di testa i fan.

Il primo indizio

Tutto è iniziato il 30 aprile, quando i fan iscritti alla mailing list della band hanno ricevuto un misterioso volantino con impresso il loro logo e recante la scritta “SING THE SONG OF SIXPENCE THAT GOES / BURN THE WITCH / WE KNOW WHERE YOU LIVE”.

https://twitter.com/NiallMDoherty/status/726330673104052225/photo/1

“Sing a song of sixpence” è il titolo di una ninna nanna popolare inglese del 1700 ca., il cui testo è stato anche d’ispirazione a “Cry Baby Cry” dei Beatles, mentre “Burn the Witch” è il titolo di un brano inedito dei Radiohead nel cui testo, postato da Yorke sul sito della band nel febbraio 2007, compare proprio la frase scritta sul volantino.

Facebook e Twitter

Ma il mistero s’infittisce: lungo la giornata del 1 maggio il sito dei Radiohead su Reddit ha cominciato lentamente a svanire, fino a diventare completamente bianco nel momento in cui anche i contenuti delle pagine Facebook e Twitter, nonché dell’account Twitter di Thom Yorke, sono stati rimossi.
I fan non hanno potuto non pensare a “How to Disappear Completely (And Never be Found Again)”.

Finchè, questa mattina 3 maggio, un nuovo account instagram dei Radiohead ha postato un video/animazione di un uccellino cinguettante insieme alle prime parole dal Fade Out Day sul sito ufficiale: “Dead Air Space”.

A video posted by Radiohead (@radiohead) on

Per capire il collegamento bisogna tener presente che, com’era già accaduto per album precedenti, a gennaio i Radiohead avevano creato una nuova società a fini commerciali per l’uscita del nuovo LP, chiamata Dawn Chorus. Ecco dunque un primo indizio: il dawn chorus è definito come il canto di un grande numero di uccelli che si può ascoltare ogni giorno prima dell’alba, in particolare durante la stagione degli amori; ma non è tutto.

Un’altra definizione riguarda un fenomeno elettromagnetico che si verifica spesso durante o poco dopo l’alba e che, registrato con le giuste apparecchiature radio, può essere convertito in suoni che assomigliano al dawn chorus degli uccelli.
Non mi sorprenderebbe se il piccolo teaser fosse stato registrato proprio in questo modo, ma tralasciando le speculazioni ha comunque un’enorme dose di fascino, ed ancora più divertente è che andando sul sito della società dawnchorus.com tutto ciò che compare è “Meh.”.

Instagram

Più tardi, alle 13:00, è comparsa una seconda clip animata che sembra finalmente essere un vero e proprio teaser trailer e che rende inevitabile il collegamento a “Burn the Witch”.

A video posted by Radiohead (@radiohead) on

Ed infatti ecco che alle 17:00 in punto i pezzi del puzzle si sono uniti ed è stato pubblicato il primo singolo completo, per l’appunto Burn the Witch diretto da Chris Hopewell insieme alla ricomparsa di banner ed immagine profilo sulla pagina facebook.

Come al solito i Radiohead si rivelano dei maestri, oltre che nella musica, anche nel promuoversi in maniera innovativa e coinvolgendo il pubblico in prima persona nei loro enigmi e puzzle, raggiungendo livelli di attesa incredibili tra i fan (account instagram creato stamattina con due post all’ora di pranzo e ottantaseimilaottocento followers!).

Scherzetti del genere sono stati fatti anche nei precedenti album: prima dell’uscita di In Rainbows erano stati inviati nove messaggi ed il decimo postato il 10 ottobre (10/10), giorno dell’uscita dell’album, che uniti insieme recitavano “Yes/we are/still/alive/blink your eyes/one for yes/two for no/code/code/code/Xendless”, enfatizzando il 10 anche con l’utilizzo del corrispettivo simbolo romano X.

Il primo a riportare la Binary Theory è stato il blog Puddlegum, riconoscendo negli indizi l’utilizzo del codice binario: “What is with the emphasis of ten? Consider that it is in reference to binary code, 1010101010.‘Endless urbia’ being stuck in binary code. With all the changes going on around us in this world, we are caught in binary code. “ cioè “Città infinite bloccate in codice binario”.

Solamente qualche giorno dopo l’uscita di questa teoria ed il “non pensate sia finita qui” di Thom Yorke, si è capito che il tutto era da collegare ad Ok Computer, uscito esattamente 10 anni prima e che veniva chiamato durante la fase di registrazione Zeros and Ones. Ecco dunque che abbiamo 0110: se alterniamo le tracce di Ok Computer con quelle di In Rainbows capiamo immediatamente che i due album sono complementari tra loro e si fondono perfettamente.

Un’altra interessante chicca è quella di Kid 17: facendo partire il disco Kid A e 17 secondi dopo lo stesso disco da un altro player l’album si sovrappone in un’unica nuova traccia. Un’esperienza di ascolto a dir poco mistica che consiglio vivamente a tutti.

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Francesca Macor
Artista di Udine operante in varie tipologie di produzione artistica, da quella fotografica, in particolare analogica e sperimentale, all'illustrazione e design. Da questo è nato il progetto No Man's Land: creazioni di varia natura nate dalla sintetizzazione della realtà nel segno grafico e dall'accostamento di elementi diversi tra loro, che hanno come obbiettivo trasportare l'osservatore in un luogo che non gli appartiene, estraniandolo completamente da ciò che conosce.

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