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Sono un’appassionata di cinema dagli ultimi anni di liceo, grazie al mio professore di storia che invece di perdersi tra i libri di testo, ci raccontava la vita e la storia attraverso film e documentari. Da lì è nata pian piano la mia incessante curiosità verso il cinema indipendente, focalizzandomi non solo su tematiche particolari, ma anche su stili e registi, specie se fautori di pellicole poco note e fruibili.
E spero con questa stessa passione, quest’anno vi racconterò retroscena di uno dei festival cinematografici più interessanti ed importanti a livello europeo, attraverso i miei scatti, qualche articolo e un’onda di informazioni live che troverete passo passo sulla nostra pagina facebook.

Quindi apriamo le porte alla 19esima edizione del Far East Film Festival, che anche quest’anno propone una scaletta di tutto rispetto, varia di nazionalità e di genere, dalla dark comedy all’action drama, dai cortometraggi hongkonghesi ai panel con attori e registi di spicco, alla scoperta di 12 realtà culturali differenti.
Ed è proprio con una dark comedy che si aprirà la sera d’inaugurazione del 21 aprile, con il film cambogiano Jailbreak di Jimmy Henderson, preceduto da un road movie giapponese, un film catastrofico ecofriendly con venature esilaranti: Survival Family di Yaguchi Shinobu, che racconta le disavventure della famiglia Suzuki alle prese con un blackout permanente che costringe loro a rinunciare ai soliti comfort ed emigrare nelle zone rurali del paese.
I luoghi di incontro per cinefili, come al solito saranno il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” ed il Visionario, che già dal 22 aprile, fino alla notte del 29, proporranno ben 83 titoli, tra cui addirittura 4 anteprime mondiali, una bella soddisfazione per un festival di questa portata!

Ma non scordiamoci dell’evento forse più atteso, specie da un amante del cinema e dei fumetti come me, ovvero il Cosplay Contest, che ci attenderà in Piazza San Giacomo martedì 25 aprile, con le sue maschere dedicate ai protagonisti di manga, anime, cinema, fumetti, telefilm e videogiochi. Quest’anno non sarà circoscritto al “made in Asia”, ma bensì sarà di caratura internazionale, e chissà che non troveremo qualche Deadpool a chiacchierare animatamente con Howl e Sophie.

Detto ciò, vi attendo per le vie di Udine, e nelle sale buie del Teatro e del Visionario, dal 21 al 29 aprile, ad immortalare ed ammirare questa nuova ricca edizione del Far East Film Festival.

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Sabina
All'anagrafe volevano cambiarmi il nome in Andrea, ma grazie alla caparbietà di mio padre ora rispondo al nome di Sabina, nata in una mattina soleggiante nel settembre del 1992. Sempre disposta al confronto davanti ad un buon calice di tocaj, la mia vera passione sono le arti. Da giovane mi perdevo per gallerie d'arte in ogni occasione, che fosse Villa Manin o gli Uffizi, poi maturando un po' ho scoperto questa innata propensione allo studio dell'arte cinematografica che m'ha portato un bagaglio culturale ingente e che raramente trova riscontro. Il problema che ne consegue è che sarei capacissima di intrattenere una conversazione per ore su Wes Anderson, il cinema indipendente, la fotografia, risultando persino boriosa ed esaltata, ma difronte ad una conversazione ordinaria apparirei come la più asociale e noiosa delle persone. Nell'esplorazione cinematografica va da sé che mi son ritrovata a navigare nell'immenso mare che è la fotografia, appassionandomene irrimediabilmente, facendone mezzo di evasione ed analisi, nonché un espediente per viaggiare tutt'intorno al FVG e non solo. Quando guardi la vita scorrere attraverso un mirino, finisci per guardare alle cose in modo differente, a focalizzare su dettagli, emozioni ed aspetti della quotidianità che prima passavano inosservati, e a guardare alle persone con curiosità ed ammirazione. Con sempre questa sete di vedere le cose da vicino e di raccontare quello che mi emoziona e mi incuriosisce.

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