Per chi come noi abita sul confine, “scavallare” è la parola d’ordine.
In questi mesi abbiamo visto come fare Italia-Austria-Slovenia durante in un solo giorno (I tre confini: Tarvisio, il lago di Ossiach, il Triglav), abbiamo camminato tra i boschi della Grande Guerra (Microviaggi di confine), abbiamo pattinato in Austria (Pattinare sul lago ghiacciato Weissensee) e io stessa qualche tempo fa vi ho portato nella bellissima Bled, in un viaggio tra storia e natura e gente che si perde per strada (Slovenia, pivo, hvala).

Per quel che mi riguarda poi, d’estate cerco di andare a Bovec, se non a fare rafting, canyoning, zipline… (la prossima volta vorrei fare hydrospeed, sono 2 anni che ci provo ma succede sempre qualcosa per cui tocca rimandare), almeno per fare un giro e andare a pranzo fuori con gli amici: minima spesa, massima resa.
La birra grande costa 2,50 euro, e la lubianska è una garanzia.

Oggi invece, vi do un suggerimento per quando visiterete Lubiana.
Natale si avvicina, Lubiana è bellissima con le luci natalizie ed i suoi sfavillanti mercatini, ma talvolta il vin brulè non basta a scaldarsi e allora si può fare una tappa al Museo delle Illusioni, che si trova in centro città.

     [Visitate Lubiana, anche con il freddo ne vale la pena!]

Il Museo delle illusioni

A pochi passi dal castello e dalla piazza centrale, facilmente raggiungibile a piedi, c’è un palazzo con una specie di grande M gialla e nera, che sovrasta il Parco Zvezda.
Accanto alla porta d’ingresso, una spirale bianca e nera che dice “Girami e guardami fissa per 30 secondi”. Provate. Poi provate a guardarvi attorno. Sarà tutto “molle” e ballerino!
Un piccolo giochino per iniziare, un’illusione ottica che potete provare anche a casa, costruendovi una spirale con della carta. E’ sempre affascinante vedere come l’occhio e il cervello reagiscono a degli input così banali.

Entrate.
Il prezzo del biglietto di è 9,50 euro per adulto, 5,50 euro per i bambini fino ai 15 anni.
Appoggiate giacche, giacconi, sciarpe e cappelli nella stanza alla vostra sinistra e preparatevi a sfidare i vostri amici in giochi di logica.

Nelle due camere al piano terra si può passare un tempo che varia dai 10 minuti (osservando da lontano e passando avanti) all’infinito, dipende dal vostro interesse nel giocare e quanto ci metterete a risolvere gli enigmi. O a demordere!
Uno su tutti, il TANGRAM, l’amato ed odiato tangram, con cui noi bambini degli anni 80 giocavamo con mamma e papà e spesso anche loro erano costretti a guardare le soluzioni.
Se non avete mai provato, non crediate che sia facile partire da forme geometriche sparse e realizzare un quadrato, un animale o una figura umana. Giuro, non è affatto semplice.

https://www.youtube.com/watch?v=_pyR6YQPF2o

Ma il tangram non sarà l’unico gioco a darvi grattacapi, come dicevo avete un piano intero disseminato di giochi di questo tipo. Io mi sono divertita un sacco, anche se non ne ho azzeccata neanche una.

Salite.
Al primo piano abbiamo 4 sale.

La camera antigravità, in cui tutto apparentemente sfida le leggi di gravità.
Sbizzarretive con le foto: una stanza con i mobili incollati sul soffitto, vi scattate la foto, la girate e sembra che sappiate camminare come Spiderman.
Una boiata? Sì, certo, ma è divertente.

       [Foto presa da Google]

La camera girata, dove la realtà vi si muove per 90 gradi.
Io non l’ho capita, lo ammetto. La didascalia dice che entrando in questa stanza, perderete il senso dell’equilibrio e vi sembrerà di cadere. O ho fatto male io quello che diceva la guida, oppure dipende dal fatto che il mio senso dell’equilibrio è perennemente instabile e quindi non ho percepito alcuna differenza. Mi direte voi l’effetto che vi ha fatto.
Anche qui comunque, potete sbizzarrirvi con le foto.

     [Foto presa da Google]

La camera disco infinita, dove il divertimento ed il ballo durano nell’infinità.
E’ un labirinto degli specchi con una stanza sola, dove vi moltiplicate all’infinito e venite sparaflashati da luci di vari colori.
You are the dancing queen
Young and sweet
Only seventeen

La camera ames, dove vi ingrandite e diminuite.
“È stata inventata dall’oftalmologo americano Adelbert Ames nel 1946 su un’idea di Hermann Helmholtz. La stanza è costruita in modo che, vista frontalmente, appaia come una normale stanza a forma di parallelepipedo, con due pareti laterali verticali parallele, una parete di fondo, e un soffitto e un pavimento paralleli all’orizzonte. In realtà la pianta della stanza ha forma di trapezio, le pareti sono divergenti, e il pavimento e il soffitto sono inclinati. Le inclinazioni e le proporzioni nella dimensione degli elementi posti alle diverse profondità sono calcolate tenendo conto delle regole della prospettiva.
Per effetto dell’illusione una persona in piedi in un angolo della stanza appare un gigante, mentre un’altra persona situata nell’angolo opposto sembra minuscola. L’effetto è così realistico che una persona che cammini da un angolo all’altro sembra ingrandirsi o rimpicciolirsi” (Fonte Wikipedia)

Questo è divertente! E si evince dalla mia espressione soddisfatta.

Salite.
Lungo i corridoi e dentro le stanze ci sono quadri ed immagini su cui perderci la testa, dalle più famose alle meno note illusioni ottiche, che uno ad un certo punto si chiede come diamine sia possibile che l’occhio veda una cosa, mentre la realtà è un’altra.

La camera delle ombre colorate.
Guardate da fuori: una camera totalmente bianca, anche se su una parete ci sono 3 fari colorati accesi. Com’è possibile? Entrate e la vostra ombra viene triplicata in giallo, ciano e magenta. Dannata scienza, sei un mistero.

[Foto presa da Google]

La camera delle immagini 3D in movimento. 
Ce ne sono diverse, quella del pagliaccio che cerca di uscire dalla foto mi ha fatto prendere male, sono dovuto ritornare a guardarla 3 volte perchè non riuscivo a togliermi di dosso l’impressione di essere seguita con lo sguardo (sì, It mi è piaciuto tanto, sia il libro che la miniserie degli anni 90 che il film appena uscito, sì, sono una fanatica).
Poi c’è Einstain che vi osserva ovunque vi spostiate nella stanza, Dracula che aspetta solo che vi avviciniate, un lupo mannaro che non fa molta paura.

Nella stessa sala poi potete cimentarvi con gli stereogrammi.
“Lo stereogramma, immagine stereoscopica o fotografia stereoscopica, è un’immagine piana bidimensionale atta a fornire una illusione di profondità. In origine il termine definiva una immagine stereoscopica parallela che poteva essere vista attraverso uno stereoscopio o la libera visione stereoscopica. Con il tempo il termine è andato a includere altri tipi di stereogramma quali ad esempio gli anaglifi o gli autostereogrammi.” (Fonte Wikipedia)
Capito? In pratica, su una pagina in cui SEMBRA ci siano solo scarabocchi, in realtà guardando ad una certa distanza ed in un certo modo, vedrete un’immagine tridimensionale apparire.

Fate un tentativo: posizionate l’immagine nel centro dello schermo, avvicinatevi con gli occhi fino a che con la punta del naso toccate il monitor, rimanete così per 30 secondi e poi allontanatevi lentamente, senza mettere a fuoco l’immagine. Ad un certo punto riuscirete a vedere… forse.

     [Foto presa da Google]

All’interno del museo ci sono anche altre piccole attrazioni divertenti, ma quella in cui mi sono divertita di più in assoluto è il tunnel vortex: una passerella all’interno di un tubo colorato che gira, gira, gira…
La prima volta siamo entrati e mi sono detta “Boh”, poi ho capito come fare e non volevo più andare via. Fermatevi sulla passerelle e tenete lo sguardo fisso sul bordo del tubo. Poi guardate verso l’uscita. Vi sembrerà di cadere! L’ho fatto tante volte da farmi venire il mal di mare.

[Foto presa da Google]

Arrivati a questo punto potete decidere se riprovare ad entrare in qualche camera delle illusioni (magari al secondo giro c’è meno gente e le foto vengono meglio!) o scendere, uscire e andare a mangiare una pljeskavica lungo il fiume.
In ogni caso, buona giornata!

Muzej iluzij Ljubljana

Kongresni trg 13 1000 Ljubljana
Telefono: +386 (0)1 320 54 66
E-mail: info@muzejiluzij.si
Aperto ogni giorno dalle 9:00 alle 22:00

Le descrizioni delle mostre sono scritte in sloveno, inglese, tedesco ed italiano.

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Alessandra
Nata nel 1982 con un peso di 2kg e 240 grammi, negli anni ha recuperato grazie alle nonne ed alla passione per il buon cibo. Una laurea in Studi Europei, un erasmus alle spalle, la voglia di partire sempre in tasca e una cicatrice sul polpaccio sinistro. Si sente nuda se non indossa un paio di orecchini. Colore preferito: rosso. Colore preferito dei capelli: variabile. Cocktail: Godfather. Pandoro o panettone: pandoro. Non sopporta Maurizio Costanzo, Renzo Arbore, la zucca, l’uvetta e il test di Cooper. Ama la musica, i libri, il teatro, gli accenti stranieri e il ragù.

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