Per presentare la bellezza delle nostre montagne inizio raccontandovi qualcosa su uno splendido rifugio alpino che da quest’anno è gestito da ragazzi giovani e volenterosi!

Il rifugio Lambertenghi Romanin(1970m) si trova nelle Alpi Carniche, incastonato tra il gruppo del Volaia e il monte Coglians. Pareti verticali e uno splendido lago fanno da cornice a questo suggestivo luogo dove si può arrampicare, camminare, salire qualche ferrata o semplicemente godere della bellezza del luogo.
Colgo l’occasione per presentare il rifugio ai diretti interessati, i gestori, i quali, con voglia da vendere, hanno deciso di arrampicare un pochino meno (d’estate) per dedicarsi ad una grande passione, l’accoglienza in montagna!

“Siamo tre giovani amici appassionati di montagna e animati dalla voglia di far conoscere gli spettacolari scenari della nostra Carnia, la zona montuosa del Friuli Venezia Giulia.
Quest’ultima, culla di montagne che sono state scuola di roccia per importanti alpinisti passati come Giusto Gervasutti e Cirillo Floreanini, tanto per citarne alcuni, ma anche per alpinisti che appartengono ancora al presente come Roberto Mazzillis o Pezzolato. La nostra scelta di gestire un rifugio nasce con l’intento di far scoprire a chi ignora e far riscoprire a chi già conosce ma è dimentico, i magnifici scenari che questa valle ci regala.
Riteniamo che la montagna abbia molto da offrire a persone di ogni età ed è per questo che ci impegneremo ad organizzare eventi e giornate dedicate sia agli adulti che ai bambini.
In ogni momento della giornata saremo inoltre pronti ad offrirvi ospitalità, il calore di un riparo e un buon piatto legato ai sapori e alle tradizioni della nostra terra.
Crediamo che i produttori locali vadano premiati e sostenuti ed è per questo che la nostra scelta è indirizzata al km zero, per un prodotto sano e locale”

Passando alla parte più “alpinistica”, la zona nell’ultimo decennio ha visto l’attrezzatura di numerosissime vie sportive, creando un vero è proprio circolo per l’arrampicata in carnia.
Le opere verticali portano i nomi di Pezzolato-Gojak, Ianese,Zanderigo, Cergol, Sterni e guide Austriache.

La roccia presente nella conca del Volaja intorno al Lambertenghi è un eccellente calcare grigio lavorato dall’acqua, al quale si alternano, parti gialle di estrema bellezza. Le vie di roccia, tutte nei pressi del rifugio, sono generalmente attrezzate a spit, ma non mancano vie classiche in pure stile carnico. L’arrampicata è prevalentemente verticale o appoggiata, dove saper usare bene i piedi serve più che la forza nella mani. Sono presenti molti itinerari di roccia sia classici che sportivi e tre palestre di arrampicata, nonché due ferrate di cui una porta in cima al Coglians, il monte più alto del Friuli.
Di seguito riporto una ferrata, una falesia euna selezione di 4 vie.

Relazioni a cura di Marco Milanese, IV grado e InMont.
Ringrazio IV grado e InMont per la collaborazione e la fornitura di alcune relazione e foto, nonché il rifugio e la splendida nuova gestione.
Marco Milanese
a.guida alpina
www.marcomilanese.com

Ferrata Nord del Coglians
La ferrata è un itinerario logico e di grande effetto, la salita, nonostante l’attrezzatura eccellente rimane un itinerario impegnativo per la lunghezza e l’ambiente imponente in cui si svolge. È richiesta quindi una certa esperienza escursionistica.Nel tratto iniziale per la verticalità e la compattezza della roccia l’uso del cavo è quasi indispensabile, mentre nel tratto centrale l’arrampicata viene sostituita alla camminata su detriti instabili. La lunga e aerea cresta finale che porta alla cima fa assaporare tutte le sensazioni di un grandioso itinerario di alta montagna. L’itinerario è lungo e da non sottovalutare soprattutto con il tempo brutto o con la nebbia.

Avvicinamento: dal parcheggio del rifugio Tolazzi seguire le indicazioni per il rifugio Lambertenghi lungo la strada o il sentiero. Dal rifugio oltrepassare il passo Volaia dirigersi verso sud-est, possibilità di passare a sinistra o a destra del lago. Risalire quindi un ampio canalone ghiaione tenendo la destra fino all’attacco della via. Bolli bianchi e blu.

Itinerario:prima parte verticale con passaggi esposti (II-III grado), seguendo il cavo metallico si arriva ad una cengia dove sostare. Da qui spostandosi verso il lato Dx della grande parete si alternano tratti attrezzati a tratti di sentiero, fino ad arrivare sulla cresta.
Seguire il filo della cresta attrezzato sempre a tratti fino alla vetta.

Discesa: la discesa avviene sul lato Sud lungo la via normale, che, sempre segnata con segnavia, prima su roccette e poi lungo il ghiaione scende verso il versante Sud. Dalle balze erbose sulla sinistra si giunge infine al rifugio Marinelli e da qui sempre per facili sentieri al parcheggio del Tolazzi.
Tenendo la destra è inoltre possibile prendere il sentiero attrezzato Spinotti che riporta al rifugio Lambertenghi.
Difficoltà: 1400 metri di dislivello dal Tolazzi. Percorso Difficile.

Torre Carla Maria
Via “Monasensamartel”5a 115m S1/S2
Primi salitori: Paolo Pezzolato, Sara Gojak, Rita Eramo e Laura Colombetta, 26 giugno 2005.
Questa via, come le altre presenti su questa parete presenta un ottima roccia su difficoltà contenute e quasi sempre ben protetta. Questa via è una delle più facili nel circo del rifugio.
Via sportiva attrezzata a spit.

Avvicinamento: si segue il sentiero che arriva al rifugio, 10 minuti prima di raggiungerlo sulla destra si presenta la Torre Carla Maria. Le vie si trovano sulle placche appoggiate nel versante sud della torre, formando uno zoccolo.

Attacco: in centro alla placconata di destra, primo spit un po’ alto.
Discesa in doppia.
Materiale:una corda da 70 o due mezze da 50. 12 rinvii
Foto tracciato numero 41

Via “Con il vento in poppa”175 m, 7b (6c obbligatorio)
Bella via con difficoltà sostenute, roccia eccezionale tranne qualche breve tratto e la metà alta dell’ultimo tiro. Via sempre ben attrezzata a spit con numerose possibilità per “aiutarsi” nelle parti più impegnative. Placche grigie si alternano a muri verticali gialli di qualità. L’arrampicata è esigente e tecnica. Il passaggio duro di 7b è un boulder di un metro e mezzo in partenza dalla sosta, facilmente azzerabile poi il tiro merita.

Avvicinamento: si segue il sentiero che arriva al rifugio , 10 minuti prima di raggiungerlo sulla destra si presenta la Torre Carla Maria.

Attacco:in placca a destra di una fessura, facilmente individuabile dalla foto. Breve zoccolo detritico.
Materiale: 12 rinvii mezze corde da 60
Discesa lungo la via
Itinererio 12 torre carlamaria foto e schizzo

Parete Ovest del Lastrons del Lago
Via “Complimenti al cuoco” 6 a+ 300m S1/S2 4h
Primi salitori: Paolo Pezzolato e Sara Gojak, 1 luglio 2006 e 8 luglio 2008.
La parte iniziale della via presenta una roccia ottima, più in alto invece si presentano alcuni brevi tratti detritici. La vie è attrezza completamente a spit ma può necessitare di qualche integrazione.
Avvicinamento: la parete è facilmente individuabile dal passo Volaia. La parete è esposta ad Ovest e da sul rifugio Lambertenghi. 15 minuti dal rifugio
Attacco: attacco sotto un canalino-fessura che è il limite dx della grande placconata percorsa da altre vie.
Discesa: doppie lungo la via.
Materiele: 12 rinvii, friend, cordini, corda da 70 m o mezze da 50
Itinerario 29 della foto e dello schizzo

Via Nessie 6c 135m S1/S2
Primi salitori: Paolo Pezzolato e Sara Gojak, 7 luglio 2007.
Bella via con difficoltà obbligatorie sul 6 a, ottima per approcciare le difficoltà più elevate.
Avvicinamento: la parete è facilmente individuabile dal passo Volaia. La parete è esposta ad Ovest e da sul rifugio Lambertenghi. 15 minuti dal rifugio.
Attacco: l’attacco è visibile nel punto in cui le rocce dalla placca scendono più in basso e dagli spitdorati
Materiale:12 rinvii, friend medio piccoli, corda da 70 m o mezze da 50m
Discesa: a doppie lungo la via.
Itinerario 25 della foto della foto e dello schizzo

Falesia del lastron del lago
Si trovano all’inizio della rampa di color marrone che dà accesso ad altre vie. Alla base della parete sono ben visibili numeri e sigle di vernice rossa che possono servire da riferimento.
. a) 25 m, 6a+; su un diedro-fessura in corrispondenza dell’inizio della rampa (piccola scritta “03/02a”)
. b) 20 m, 6b+; immediatamente a sx della via seguente; muro verticale.
. c) 20 m, 6a; netto diedro iniziale poco a sx del numero “3” poi placca.
. d) 20 m, 6a; sull’arrotondato pilastro a dx della precedente, in corrispondenza del numero “3”.
. e) 15 m, 3b; a dx di una paretina gialla, a ca. 15 m dagli altri monotiri, in corrispondenza del numero “5”; facili gradoni.
. f) 15 m, 6a+; poco a dx del precedente.
. g) 15 m, 4a; ultimo dei monotiri sulla dx, in corrispondenza del numero “6”.

eric voento in poppa eric secondo tiro con il vento in poppa eric primo tiro vento in poppa alex lastron del lago alex fessura alex bella roccia tracciato ferrata coglians

Articolo precedenteDiario di bordo . giorno 33
Articolo sucessivoIl giorno in cui cambia l’ora
Marco
Ama stare all’aria aperta. Per mangiare fa la Guida Alpina e qualsiasi lavoro che richieda l’uso di corde, dai palazzi agli alberi. La sua vera passione però sono gli sport outdoor. Pratica l’arrampicata, lo sci e qualsiasi attività divertente in montagna ma anche slackline e highline, skydiving, windsurfing, parapendio e speedfly . Vive intensamente l’ambiente che lo circonda spostandosi parecchio tra Friuli, Veneto e il resto delle alpi. La sua base è a Udine ma il suo spirito è ovunque! Enjoy the nature.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here