“Un libro non viene mai per caso, sono felice di poter essere oggi il tuo incontro del destino.”

Fabrizio Stella, detto Biccio, è figlio di un architetto che non comprende il suo amore e la sua predisposizione per l’arte. Fabrizio sa quello che fa e lo sa fare bene, tanto che un giorno, decide di ribellarsi al padre per seguire la propria passione, causando una rottura tra loro. Trascorrono anni turbolenti dopo quel litigio, anni in cui Fabrizio rimane in contatto solo con la madre che, anno dopo anno, perde la speranza di un possibile recupero del rapporto col padre, seppur cerchi comunque di convincerlo a fare un tentativo.
Nella vita di Fabrizio ci sono tre certezze: Lara, l’erba e Lucrezia.
La prima è la sua amica di letto, da cui si presenta in qualsiasi momento ne abbia voglia, certo che lei non gli chiuderà mai la porta in faccia; la seconda, beh… la seconda contribuisce alla sua ispirazione e alla sua arte. La terza, invece, è la sua gallerista, nonché migliore amica. E’ Lucrezia a mantenere viva l’immagine di Fabrizio durante mostre, esposizioni ed eventi di alto livello, ed è anche la persona che – da artista mancata quale è a detta di Fabrizio – gli procura le modelle. Lungimirante com’è, le manca solo la manualità, ma per questo c’era Biccio.
L’ultima ragazza su cui mette gli occhi Lucrezia si chiama Flavia Martini, ma questa volte le cose vanno diversamente. Da un primo incontro con Flavia, ne esce completamente insoddisfatto e privo di ispirazione.
Decide di andare per l’ennesima volta a casa di Lara per svagarsi un po’, la quale sorprendentemente però non vuole restare in casa come al solito e gli chiede di uscire. Durante la cena gli confessa che dopo la grande delusione con il suo ex-marito, gli appuntamenti che avevano lei e Fabrizio iniziavano a starle scomodi. Prima che questo si preoccupi, fermamente convinto di non volere alcun tipo di relazione o coinvolgimento sentimentale, Lara gli spiega di aver trovato un altro uomo che, seppur ritiene impossibile amare, a detta sua le farà dimenticare sia il suo ex- marito che Fabrizio stesso.
Fabrizio accetta il volere di Lara, senza troppo dispiacere.
Il tempo passa e Fabrizio si accorge di stare attraversando un periodo di crisi. Cerca l’ispirazione in terzi, ma la verità è che non riesce a trovarla dentro di sé. Si sente completamente perduto. Arriva quasi a credere che suo padre non fosse in torto come credeva: era davvero possibile che avesse iniziato a dipingere solo in segno di ribellione? Ciò avrebbe significato che in lui non vi era alcun talento e che il padre aveva ragione quando affermava che il suo era solo un capriccio.
Nel mentre, Lucrezia gli chiede di re-incontrare Flavia e, seppur svogliato, Biccio accetta. Ci deve essere un motivo per cui Lucrezia lo ha messo in contatto con quell’ apparentemente vuota ragazza. Passano i giorni, i mesi, e Fabrizio decide che Flavia è una vera e propria sfida, più che un’ispirazione: se quella ragazza portava con sé qualcosa di speciale, lui non riusciva a scorgerlo.
Durante tutti i loro incontri, Fabrizio non perde occasione per marcare le loro differenze di “stato sociale”, gonfiando il proprio ego e attaccando Flavia e le sue debolezze.
Decide di farla spogliare, sperando che questo smuova la sua ispirazione e, proprio in quel momento viene colpito da qualcosa: tanti piccoli tagli, tante piccole cicatrici e bruciature si scorgono sul suo corpo. Inizia un percorso di amore e odio verso di lei, una sfida, c’è qualcosa che lo attira, che lo incuriosisce, eppure allo stesso tempo non percepisce alcuna vibrazione particolare che gli permetta di trarre ispirazione, ma una cosa è certa: deve scoprire il motivo di quei marchi sulla sua pelle.

Un orgoglioso e testardo pittore, la cui arte esprime il suo animo travagliato di cui il padre è il responsabile. Paradossalmente, la stessa persona che odiava era la stessa che l’aveva condotto alla fama.

Vista la situazione di stasi di Fabrizio, Lucrezia è costretta a concentrarsi su un altro paio di artisti, anche per il bene della galleria mentre gli appuntamenti tra Flavia e Fabrizio si susseguono accompagnati dalla loro solita inconcludenza. Un continuo cercarla per poi allontanarsi da lei a suo piacimento, un susseguirsi di emozioni contrastanti che in qualche modo portano Biccio, altezzoso, oltremodo sicuro di sé e tutt’altro che bisognoso degli altri, a cercare la stessa debole e fragile Flavia, con un estremo bisogno di essere salvata.
Una ragazza timida, silenziosa, che porta dentro di sé tante sfaccettature, come il colore nero che, seppur in possesso di molte sfumature, sfocia in una totale assenza di colore.
Da una parte v’è l’incapacità di Flavia di esprimersi, dall’altra l’incapacità di Fabrizio (ma non solo) di leggere.
E’ in un martedì di inizio luglio che Fabrizio si illumina, dopo numerose ore di vuoto, nel tentativo di cogliere un segno. Si precipita a casa di Flavia dove tutto appare chiaro: così inadatta, così incompresa, così rivestita unicamente di incertezze.

Il loro rapporto diventa mano a mano più intimo e Fabrizio viene alla scoperta di dettagli sempre più raccapriccianti che la riguardano, del triste e turbolento passato che si porta appresso.
Ma per Fabrizio le cose stanno per cambiare. La fortuna sembra girare, e riceve nuove chiamate di lavoro, lo stesso lavoro che lo porterà a partire per la Spagna, da cui riceverà numerosi stimoli che gli permetteranno di riattivare se stesso e la sua arte.
Nel frattempo, i due si continuano a vedere fino a che Fabrizio si trova costretto a rivelarle la notizia. Flavia non sembra essere troppo turbata anzi, trova che sia un ottimo modo per circondarsi di tutti gli stimoli che a Roma erano ormai venuti meno.
Il tempo trascorre senza che i due se ne accorgano e il giorno della partenza arriva.

Mentre è lontano dalla capitale, capisce che Flavia gli manca più di quanto si aspettasse. Realizza quale ruolo ha iniziato ad avere quella donna nella sua vita, un ruolo che forse dentro di lui ha sempre conosciuto, ma allo stesso tempo, troppo orgoglioso, ha sempre negato di sapere. Durante la sua permanenza all’estero le scrive numerose cartoline e decide che, una volta a casa, le avrebbe dichiarato i suoi sentimenti. La sua vita non potrebbe andare meglio: più gli manca, più la ricorda, meglio la dipinge. E intanto il tempo passa…
Trascorrono sei lunghi mesi, prima che Fabrizio torni a Roma e non può immaginare cosa lo attende. E’ cambiato. Dal viaggio che ha compiuto e da quello che lo aspetta una volta a casa. Talmente cambiato e sconvolto per quanto è accaduto in sua assenza che ha perfino deciso di riconciliarsi con suo padre. L’amore provato nei confronti di Flavia lo hanno trasformato in una persona nuova, migliore. Ma a quale prezzo?
Mai come in questo momento si renderà conto che lo stesso padre che aveva odiato per così tanto tempo e con cui era finalmente deciso a riconciliarsi è la persona cui somiglia di più. Lo stesso modo sbagliato con cui Luigi Stella aveva amato Biccio e sua madre, si rivelerà essere lo stesso modo sbagliato con cui Fabrizio ha amato Flavia.

Un libro dal finale sorprendente, che fa capire l’importanza di vivere le emozioni e le persone quando se ne ha la possibilità, perché in un secondo momento potrebbe essere troppo tardi e forse, a volte, è indispensabile mettere l’orgoglio da parte per non lasciare che momenti preziosi se li porti via il tempo che scivola via dalle nostre mani senza che ce ne rendiamo conto.

Sono inciampata in questo libro tramite un amico di un’amica. Anche lui di Roma mi aveva parlato di tale Serena Frediani, una sua cara amica, che era in procinto di pubblicare il suo primo libro e che meritava davvero di essere letto.
Un giorno, tempo dopo, il postino suona alla porta di casa mia.
“Un pacco per la signora Basile” mi dice. “’Signora’ ce sarai te e tre quarti d’a palazzina tua” come se disce a Roma, ma me lo tengo per me. “Sì, sono io” rispondo.
Scarto il pacco contenta come una bambina davanti ad un sacchetto di caramelle, emozionata per il fatto che non fossero le solite bollette indirizzate a mio padre o biglietti di chissà quale parrocchia per mia madre.

Copertina nera, una ragazza di schiena, vestita di un delicato scroscio di colore nero.
Bellissima! Non vedevo l’ora di iniziarlo a leggere.

Me ne sono innamorata e così è stato anche del secondo “Memorie dall’innocenza”.
Per ora ho avuto occasione di rapportarmi con l’autrice solo via telematica, ma attendo con ansia il giorno in cui la incontrerò personalmente, sperando di poterla ascoltare mentre mi racconta di come ha creato questo piccolo taccuino di emozioni.

Serena Frediani nasce il 21 dicembre 1979 a Roma, dove si è laureata in Sociologia e tuttora vive.
Ama il pianoforte che però abbandona con l’adolescenza, mentre prosegue la sua passione per la lettura che si fa sempre più forte man mano che cresce. A sei anni legge “Le fiabe dei fratelli Grimm”, rimanendo particolarmente turbata dalla strega che arde viva nel forno della sua casa di marzapane. Nonostante quel trauma, sente l’esigenza di parlare di storie e personaggi che spesso bruciano silenziosamente, approfondendo le ragioni di nature complesse e problematiche.

PROFILO FACEBOOK DELL’AUTRICE: https://www.facebook.com/serena.frediani3?fref=ts

GRUPPO FACEBOOK DEL LIBRO:
https://www.facebook.com/groups/113084958774517/?fref=ts

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