Scommetto che tutti noi una volta abbiamo detto di qualcosa “Mi piacerebbe tanto provare una volta”, ma poi la paura o la pigrizia hanno preso il sopravvento ed è finita con un “Lo faccio un’altra volta”.
Ecco, la tentazione di rimandare è stata forte anche per me, ma oramai mi ero imposta di farlo, di provare, di darmi una spinta (in tutti i sensi).
Ebbene sì, l’ho fatto.
Ho provato l’esperienza del parapendio.

Così, durante i giorni di AcroMAX, mi sono ritrovata sulle rive del Lago dei tre comuni, distesa a prendere sole, fare il bagno, leggere Il trono di spade e bere birra.
Eppure, anche se il programma iniziale era quello, evidentemente mi sono fatta prendere dall’euforia.

Se avete seguito la nostra pagina Facebook, già sapete che AcroMAX è un vero e proprio festival sportivo, in concomitanza con le gare di parapendio acrobatico che si tengono ormai già da qualche anno sopra il Lago di Cavazzo. Il luogo è spettacolare, acqua azzurra e prati verdi, in mezzo ai monti della Carnia. Persino d’inverno è splendido, persino con il brutto tempo ha un chè di magico.

Durante questa edizione, si potevano fare prove gratuite di kayak, sub, bici sull’acqua, slack line, c’erano i pony per i bambini, il calcio saponato, yoga e acroyoga. C’erano i chioschi, c’erano le pizze e c’era il baracchino dei fritti. C’era il muro per l’arrampicata e c’erano i fuochi d’artificio.
AcroMAX è organizzato da Volo Libero Friuli, insieme a molri altri enti ed associazioni, che lungimiranti, hanno subito capito l’importanza anche a livello turistico, di accogliere delle gare sportive che attirano ogni anno atleti di tutto il mondo.

Eppure, sebbene ci sia partecipazione, o anche solo curiosi o persone che vengono a farsi il bagno ignorando cosa stia succedendo in quei giorni, il Lago di Cavazzo rimane sempre un posto rilassante, rigenerante.

Forse complice proprio questa rilassatezza e sensazione che “chimammazzaammè”, quel sabato in uno slancio di coraggio mi sono avvicinata a Mauro di Volo Libero Friuli: “Io torno lunedì, volevo informarmi per il volo in doppio, come funziona?”
“Ok, lunedì alle 17”
No… aspett… io volevo sapere come funziona… ma ormai aveva segnato lunedì alle 17.
Cosa avrei dovuto fare? Era un segno del destino.

E questo è successo sabato, domenica ho cercato di non pensarci, lunedì alle 9 ero già a farmi il bagno al lago, con un’adrenalina addosso che se ci pensavo mi veniva da piangere.
“It’s cold! It’s cold!” il signore austriaco vicino a me.
Ma io cold o hot, non sentivo nulla.

Ore 16:30. PIOVE.
Gocciola in realtà, ma ovviamente per volare con il parapendio, bisogna fare attenzione alle condizioni meteo. Ho però tirato un sospiro di sollievo: se piove, non si decolla.
Come l’ho pensato, ha smesso di piovere e il cielo si è aperto.
Al che mi sono rassegnata al destino che io stessa mi ero scelta, e con un ghigno in faccia stile paresi, sono salita sul furgoncino che ci ha portato al punto di decollo sul San Simeone.

Io ho paura delle strade di montagna e vi posso assicurare che fare 30 minuti su una stradina tutta curve a strapiombo sul nulla, non è piacevole. Ma avevo talmente paura di quello che sarebbe successo dopo, che quasi non ci facevo caso al burrone che mi faceva l’occhiolino ad ogni tornante.

Arriviamo al luogo di decollo e appare lo spettacolo della Carnia vista dall’alto.
Questo il panorama, dalla gallery di Mauro di Volo Libero Friuli.

Arrigo, l’istruttore che mi avrebbe portato in volo sopra il lago, mi rassicurava.
“Tranquilla, Tranquilla! Adesso rilassati, vedrai che bello! …mm. Abbiamo il temporale dietro che arriva, non va tanto bene. Quando ti dico vai tu corri, che se ti fermi.. tu corri”
E intanto il mio ghigno si allargava e sembrava che mi stessi mangiando la faccia da sola.
Ok, andiamo.

E HO VOLATO.

Guardavo giù ed era come guardare un film, ma con le gambe nel vuoto e il vento che fischiava nelle orecchie. E’ stato bellissimo e in quei momenti sono riuscita a pensare solo ad una cosa: capisco perchè fare parapendio è più di uno sport, capisco perchè diventa uno stile di vita.
Non avevo più paura.
Non avevo più paura di niente.

E’ stato come entrare in una bolla, una sensazione strana e piacevole, una vista mozzafiato: i boschi, il Tagliamento, le montagne, il lago. I colori brillavano anche se il cielo era un po’ grigio, e anche i miei occhi brillavano. 
Non so come descrivere quello che ho provato, forse l’aggettivo che più si avvicina è LIBERA. Mi sentivo leggera! Libera e leggera, forte anche dell’aver superato una mia grande paura e di essermi trovata davanti ad un paesaggio da favola.
HO VOLATO!

All’atterraggio avevo l’adrenalina a 10.000 e mi sono andata subito a tuffare in acqua, e se non era cold la mattina alle 9, provate ad immaginare cosa potevo sentire la sera alle 19, dopo il volo. Avrei nuotato per 7 ore di fila, ma poi ho pensato che iniziava a diventare buio e io mi meritavo una birra.
Anche due, magari.

AcroMAX torna il prossimo agosto, ma Volo Libero Friuli propone corsi e voli in tandem tutto l’anno. Gli istruttori sono esperti, preparati e di certo l’esperienza di volo con loro non è pericolosa, sebbene sia comune il terrore sul volto di chi sta per provare il primo decollo.
Ma come dicono loro, dal tandem al corso il passo è breve e quando provi un’esperienza così, vorresti subito riprovarla. E ancora. E ancora.
E poi ti ritrovi a fare il corso di parapendio.

Il mio consiglio?
Chiamateli e prenotate, sarà un’esperienza unica.

Volo Libero Friuli
www.vololiberofriuli.it

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