Da Dublino a Galway in cinque giorni: macchina a noleggio, voglia di avventura, k-way, Guiness e via…

Una piccola guida di viaggio, o meglio, l’itinerario che ho sperimentato nel mio primo viaggio nell’isola di smeraldo.

Dal 25 aprile (giornata dedicata al viaggio: arrivo nella tarda serata, recupero della macchina presa a noleggio e check-in presso il primo b&b prenotato) al 30 aprile (volo di ritorno nel primo pomeriggio).

Giorni pieni dedicati alle visite: 4
Persone: 2

Prima della partenza, avendo un tempo ridotto sfruttabile, ci siamo trovati di fronte a tre strade possibili da intraprendere: passare tutto il tempo nella capitale (magari riducendo ancora di un giorno il viaggio), oppure noleggiare una macchina e trovarsi di fronte a un successivo bivio: puntare al nord oppure al sud.

Puntare all’Irlanda del Nord, Ulster, molto più British oppure dirigersi verso l’EIRE, la Repubblica d’Irlanda? Fare tutto ovviamente non era possibile, se non guidando ininterrottamente senza scendere mai, così, dopo qualche piccola ricerca, abbiamo optato per l’Irlanda del Sud.

Da Dublino a Galway, passando per la parte meridionale del paese, correndo un po’ e selezionando le mete più appettibili, ma anche lasciandoci guidare dai cartelli stradali o da quello che ci colpiva durante il tragitto. Alla fine ogni cosa, ogni singolo prato, pecora, villaggio, scogliera dell’Irlanda meritano di essere viste e vissute.

A mio avviso le parti più belle e più “vere” sono quelle dei paesi e delle cittadine, al di fuori delle grandi città, dove la vita è maggiormente legata alle tradizioni e profuma di genuino. Piccoli villaggi immersi nel verde o lungo le coste della Wild Atlantic Way, dove svegliarsi guardando l’oceano e con il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli non ha prezzo.

Il nostro itinerario è iniziato appunto a Dublino, dove siamo atterrati. La mattina seguente, dopo una rapida visita della capitale, ci siamo diretti a Kilkenny, famosa per la sua celeberrima birra rossa. Qui, dopo aver corso un po’ sotto la pioggia alla ricerca di una stanza dove trascorrere la notte (non è difficile visto che in Irlanda ogni due passi c’è un insegna di B&B o Guest house), abbiamo gustato il Guiness stew, lo stufato alla Guiness: F A V O L O S O!

La mattina dopo ci siamo diretti al sud, a Cork, importante città portuale irlandese, che, a causa del suo meteo stabile come una donna col ciclo, non ci ha particolarmente emozionato. Quello che invece ci ha lasciati sbalorditi è stata Kinsale, piccolo porticciolo a circa mezz’ora da Cork. Le sue piccole casette colorate, le insegne in legno, la lunga camminata lungo mare, le chiesette tipiche, le barche all’orizzonte e il canto degli uccelli marini: un piccolo paradiso. Qui abbiamo alloggiato presso un b&b davvero comodo fronte mare e con tutte le comodità possibili. Al mattino abbiamo assaggiato la tradizionale Irish breakfast: pane tostato, pomodori, funghi, fried eggs, fagioli, black and white pudding. Una  carica di energia e gusto!

Da Kinsale abbiamo proseguito verso il Parco Nazionale di Killarney, un parco che inizia ai pressi del centro cittadino, dove potersi rilassare in mezzo alla natura, con laghetti, piccole isole e il castello di Ross, che merita assolutamente una visita. Dopo un gelato ci siamo rimessi in marcia continuando il tragitto dal lato occidentale dell’Irlanda. Per ovviare un lungo tratto in macchina abbiamo deciso di prendere un traghetto, dal quale abbiamo goduto di una visita magnifica, per poi continuare lungo la Wild Atlantic Way, la strada costiera lungo l’oceano Atlantico che va dal sud al nord del paese.

Dopo una breve sosta a Spanish Point, da dove si gode di una vista a tutto tondo sull’oceano, ancora più emozionate con la luce del tramonto, ci siamo diretti a Lahinch, dove avevamo prenotato una stanza per la notte. Qui ci siamo rilassati con una cena a base di pesce cozze con salsa al bacon (sembra una porcheria, ma la scarpetta finale era più che dovuta), fish&chips e il tipico seafood chowder, per poi terminare con una camminata in spiaggia.

Ultimo reale giorno di visita: scogliere di Moher. Non servono parole, sono solo da vedere dal vivo, perché ogni termine non sarebbe adeguato per descrivere la loro grandezza e imponenza.

Così stanchi, ma felici, dopo una visita al coloratissimo e animato centro di Galway, abbiamo preso l’autostrada per tornare a Dublino, dove abbiamo trascorso l’ultima notte, avendo il volo di rientro il giorno seguente da lì.

Per concludere il nostro tour irlandese abbiamo optato per un’ultima passeggiata in centro, nonostante la pioggia (parte integrante del clima irlandese), e una tappa obbligata al notissimo Temple Bar, con una pinta di Guiness in mano e musica dal vivo in sottofondo.

Impossibile non innamorarsi di questa verde e leggendaria terra.

Vi lascio con questo detto irlandese, che così recita:

“May the road rise up to meet you,
May the wind always be at your back,
May the sun shine warm upon your face,
and rains fall soft upon your fields”

Alla prossima avventura!

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