Io capisco tutto. Capisco che il linguaggio sia cambiato, i tempi si siano evoluti, la multiculturalità dilaghi, che dobbiamo essere aperti e tutto il resto. Però. Però. Io ho un sogno. Ho il sogno che la lingua italiana non venga violentata e accoltellata ogni santo giorno, sulla bocca di chiunque e sugli schermi di qualsiasi pc, cellulare, televisore.

Quando andavo alle elementari le insegnanti insistevano nel farci usare i termini che erano sul vocabolario; mi ricordo che, abituata a casa a usare il termine “stufarmi”, ogni volta che lo scrivevo in un tema la maestra di italiano me lo segnava in rosso e mi disegnava sopra dei segni che dovevano sembrare fumo. Eravamo noi a doverci adeguare ai vocabolari, non il contrario. Adesso purtroppo pure i dizionari hanno perso la loro dignità: sei una Treccani, non puoi piegarti a qualsiasi termine ed espressione di moda che inizi a usare la gente, abbi un po’ di amor proprio! Una volta l’Accademia della Crusca aveva una certa voce in capitolo, adesso la gente di crusca conosce solo quella Dukan, che influenza può avere?

Negli anni Trenta non si potevano usare termini stranieri e, visto il dilagare di acronimi, abbreviazioni, inglesismi e vari altri suicidi linguistici, inizio a pensare che fosse una buona idea.

Non saprei stilare una classifica; quando ho iniziato a pensare a questo articolo la mia testa è stata presa d’assalto da talmente tante parole che mi danno i brividi sulla schiena da non riuscire a metterle in ordine, così sono solo riuscita a fare una lista, lunghissima, ma sicuramente non esaustiva.

CIAONE

No. “Ciaone” no. Nella mia personale classifica è sicuramente al primo posto delle parole più odiate. Devi salutarmi? Dimmi “ciao”! Devi mandarmi a quel paese? Mandamici. Ma “ciaone” vallo a dire a tua sorella. Segnaliamo la degenerazione dell’espressione: ciaone proprio.

COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

Recentemente ho scoperto essere presente anche in It, di Stephen King. Questo non giustifica e non eleva l’espressione a un rango superiore, soprattutto se viene usata per qualsiasi cosa, ogni dieci minuti e anche quando non serve, vedi: Ho lavorato come se non ci fosse un domani.

COME SE PIOVESSE

Al pari di “come se non ci fosse un domani”, forse leggermente meno fastidiosa, ma solo perchè più breve come espressione e infastidisce meno l’udito.

TOP

Quando qualcuno commenta a qualcosa con la parola “top” vuole dire o che non ha tempo di darmi (e di farsi) un’opinione più approfondita sulla cosa, o che non gli interessa, o che non ha proprio letto di cosa si tratta.

STREET FOOD

“Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati” già nella canzone di Battisti, ma pare che l’idea di cibo da strada sia nata solo in questi anni, come elemento figo e trendy delle realtà cittadine più moderne. Perchè vuoi mettere dire “frittella al luna park” o “panino con la salamella” e dire STREET FOOD?

FOOD/TRAVEL/FASHION (…) BLOGGER

Una volta esistevano i blogger, un modo divertente, carino e piuttosto efficace per permettere a degli aspiranti perdenti scrittori di farsi leggere da qualcuno di diverso da loro madre. E la maggior parte di loro lo sapevano di essere degli scrittori perdenti. Oggi, invece, pare che il mondo sia pieno di esperti di qualsiasi cosa che, per sembrare più fighi e più professionali, usano l’etichetta inglese che dà lustro e credibilità. Peccato che poi, nella vita reale, la maggior parte di questi grandi luminari si ritrovino senza un lavoro e a utilizzare le loro esimie competente per contare gli acari del divano.

INSTA-qualsiasi cosa

Premesso l’illegale dilagare di fotografi o presunti tali in ogni dove, mi rendo conto che i geni di internet siano riusciti a cavalcare l’onda in maniera egregia da un punto di vista commerciale, da un punto di vista umano, invece, hanno solo contribuito all’estinzione accelerata dell’intelligenza umana. Instagram, Pinterest, Flickr e chi più ne ha più ne metta, insieme all’odioso prefisso “Insta-”, stanno seriamente contribuendo a mandare a puttane la mia sanità mentale.

AKA

Ma non andava bene il caro, vecchio, patriottico e latino “alias” invece dell’ennesimo acronimo inglese (as known as) che il 99% dei suoi utilizzatori pensa sia un termine giapponese? Vi prego.

BOMBA D’ACQUA

A quanto pare i vari sedicenti giornalisti in cerca di scoop ci hanno talmente sfracassato la minchia con le “bombe d’acqua” che i meteorologi sono stati costretti a dargli una validità scientifica. Incredibile, il mondo va al contrario.

E NIENTE…

A scuola ti insegnano a non iniziare una frase con il “ma”, a portare sempre a capo la “s”, a non usare praticamente mai il “cioè”, perchè non viene fatto obbligatorio dalla Costituzione non iniziare una frase, né parlata né tantomeno scritta, con “e niente…”? “E niente…”? Allora stai zitto, fai il favore.

FOLLOWERS

Un altro componente della categoria “potrei dirlo in italiano, ma bistrattiamo la mia lingua”. Ora ragazzi, io lo so che navigando su internet si sia un po’ costretti a utilizzare l’inglese, ma perchè farlo anche quando non serve a nulla? Riuscite a immaginare qualcosa di più repellente dell’espressione “ti follow eh!”?

TENERE BOTTA

Il solo pensiero che una persona mi si avvicini in un momento difficile dandomi una pacca sulla spalla e dicendomi “Oh, tieni botta mi raccomando”, mi fa salire un tale odio nei confronti dell’umanità interna che l’unico modo per superare la mia crisi personale potrebbe essere quello di compiere una strage di massa. Peggio di “tenere botta”? KEEP CALM.

FRIENDLY

La prima volta che ho sentito la parola “friendly” è stata al corso di informatica all’università (interfaccia user friendly)e lì aveva un senso, soprattutto visto che veniva usata per la prima volta e in modo intuitivo. Come molte cose che nascono con nobili natali, purtroppo, il termine è caduto in disgrazia, vedi: gay friendly, chinese-friendly ecc. ecc.

PULTROPPO

La cosa peggiore delle persone che dicono e scrivono “puLtroppo” è che non se ne rendono conto e se glielo fai notare ti guardano come se fossi tu il matto. Lo capirei se mi trovassi in una rosticceria cinese, ma non di fronte a presunti stimati professionisti.

UNA ROBA UFO

Anche se pare che a breve esca il nuovo film di X-Files, i tempi degli ufo e degli alieni sono terminati con l’ultima stagione di Rosewell. Se sei un appassionato di Alieni:nuove rivelazioni non serve che usi la parola “ufo”, soprattutto abbinata a “roba”, ogni volta che devi esprimere apprezzamento per qualcosa.

GLUTEN FREE

Sembra che il concetto di “Less is more” sia stato preso anche troppo sul serio nel mondo moderno: in una società in cui è meglio togliere che aggiungere, quando fra un po’ arriveremo a mangiare terra a forza di eliminare dalla nostra alimentazione un cibo dopo l’altro, il suffisso “free” pare godere di inaspettata fortuna. Vedi: gluten free, fat free, sugar free, oil palm free. L’altro giorno, per trovare dei wurstel non “free”, il mio ragazzo ha dovuto cercare mezz’ora nel banco frigo. Parliamone.

YOUTUBER

Io sono certa che quando Warhol ha pronunciato quella famosa frase sui quindici minuti di popolarità non avesse minimamente idea di quanto la sua profezia fosse, più che una simpatica previsione sul potere dei mezzi di comunicazione, un infausto presagio di disgrazia. Chi è lo Youtuber? Un misto tra un tubero, un maniaco di protagonismo e un inguaribile sognatore, risponderei, ma mi rifiuto di accettarlo come professione sulla carta d’identità.

SOCIAL

Se sei social allora tutto ti è perdonato. Hai un profilo social, degli amici sui social, una pagina sul social, il tuo album di fotografie social, gli incontri on line sul social, insomma, fare tutto sui social fa figo. Molto. Mi ricordo solo io di un tempo in cui chi smanettava su Second Life era considerato un sociopatico piuttosto sfortunato?

LOL

Espressione all’apparenza innocua che in realtà nasconde un mondo di aberrazione. Lot Of Laugh. Non andava bene il solito caro e vecchio “ahahahaha”? Forse le opinioni su come si scrivesse erano troppe e troppo contrastati per arrivare a una soluzione condivisa e ciò ha portato usare questo tremendo acronimo? Mah.

Lo so che là fuori siete in tanti a pensarla come me, non abbiate paura di uscire dall’ombra, a prendere a bastonate un “ciaone” o a sputare sopra una “bomba d’acqua”! Se ci siete, fate un cenno, aiutatemi a completare la lista e a organizzare la mia seppur anacronistica crociata in difesa della lingua italiana.

lolgluten freebomba d'acquaPANDICORN

Francesca Bognolo

5 Commenti

      • In realtà sarebbe rafforzativo, anche tenendo conto del fatto che rafforza un concetto comunque già espresso in precedenza. Ai tempi mi insegnarono che non era grammaticalmente impeccabile, ma letterariamente concesso e utilizzato.
        Nessun premio per lei.

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