Quando su facebook ho visto che Massimo si era geolocalizzato ad Oltris, ho pensato “Cosa ci fa un professore di fisica in uno sperduto paesino della Carnia?”
Oltris è una frazione di Ampezzo, che vanta una “rivalità storica” con Voltois, il paese d’origine della mia famiglia, ma per fortuna si tratta di rivalità che ricordo ancora esprimersi solo sul campo da calcio di Ampezzo, quando il derby Oltris-Voltois faceva impazzire i paesi e soprattutto i paesani, e giù di tifo sfegatato.
Il risultato era una grande festa, che a seguito di insulti all’aLbitro, terminava con pasta e vino al chiosco, possibilmente seguito da cori popolari.

Ma quindi dicevo, che ci faceva Massimo ad Oltris?
Ignoravo ancora che lì ci vivesse una coppia di artisti esponenti della Cryptoart.
Anzi, ignoravo pure la Cryptoart. Quando Massimo mi ha spiegato di cosa si tratta, ammetto che ho pensato fosse interessantissimo, anche se non avevo capito tutto tutto tutto.

Faccio un giro su Google, Nostro Signore della Sapienza, ma ammetto che è un tema ancora poco sviluppato, o almeno qui in Itala.
Si tratta di opere d’arte digitali, associate a segnali unici che esistono sulla blockchain, un database distribuito che sfrutta la tecnologia peer-to-peer e chiunque può prelevarlo dal web, diventando così un nodo della rete. In altre parole la blockchain è il libro contabile in cui sono registrate tutte le transazioni fatte in Bitcoin dal 2009 ad oggi, transazioni rese possibili dall’approvazione del 50%+1 dei nodi. Un sistema di verifica aperto che non ha bisogno del benestare delle banche per effettuare una transazione (da weird.it).
Questo sistema funziona perchè come per i Bitcoin e altre valute, la Cryptoart esiste in quantità limitata.

Il problema nasce dal fatto che “l’arte digitale è incredibilmente facile da copiare e come accade per un file qualunque, la copia è del tutto indistinguibile dall’originale. Ora, un bene replicabile all’infinito a costo praticamente zero, vale, anche lui, praticamente zero, e per questo l’arte digitale ha sempre avuto seri problemi ad avere un mercato” (da www.radio24.ilsole24ore.com).
Oggi invece gli artisti digitali possono usufruire della prima piattaforma che permette di certificare l’arte digitale rendendola rara, di commercializzarla, e perfino di garantire all’artista una percentuale sul prezzo di vendita ogni volta che cambia di mano.

In pratica il mondo dei nerd 3.0 che incontra il mondo dell’arte. Meraviglia!

Massimo mi propone un’intervista a questi due signori fino ad ora sono stati solo chiamati in causa ma che ancora non vi ho presentato come si deve, intervista che prossimamente potrete leggere su Blud, ma intanto iniziamo a capire un po’ meglio di cosa stiamo parlando… oggi Massimo Franceschet è ospite di Blud, e ci racconta di quel primo incontro con Hackatao, come scrive sul suo blog.
Iniziamo.

“Buongiorno Massimo, mi chiamo Sergio Scalet, insieme a Nadia Squarci, facciamo arte sotto lo pseudonimo Hackatao e viviamo in Carnia.
Siamo tra i primi artisti al mondo che utilizzano la tecnologia blockchain di Ethereum per certificare e scambiare le nostre opere digitali, una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’arte. Siamo stati selezionati per fare da artisti in prima linea, insieme a pochi altri che ottengono la propria arte da AI. Da qui sta nascendo un nuovo movimento nel mondo dell’arte chiamato cryptoart.”

Il 2 Maggio 2018 ricevo questo messaggio da Sergio Scalet. Ho appena terminato il mio corso di Data Science all’Università di Trieste dopo un anno di meticoloso lavoro e magre soddisfazioni. Come mi capita spesso, ignoro il messaggio per qualche giorno, quasi me ne dimentico. Poi lo ripiglio dalla memoria, prima di partire per Praga. Cerco qualcosa sulla blockchain, di cui ho solo sentito parlare da qualche collega. Rispondo. Ricevo questa nuova risposta che non mi lascia più dubbi:

“La prossima settimana ci sarà un gran movimento a NYC per la blockchain week. C’è un fermento incredibile e tanti artisti che vi parteciperanno con dei progetti. Proprio qualche ora fa mi ha contattato Jessica Angel per coinvolgermi in uno di questi. Sarebbe bello essere là, ma voglio provare a fare qualcosa da Oltris, per ribadire il concetto “decentralized” tanto caro alla blockchain e anche perché ho delle uova di oca nell’incubratice e non posso abbandonare questa altra forma di Generative Life proprio adesso :)”

Carico in macchina il mio tesista David, che sta studiando le Signed Networks, e partiamo per Oltris, comune di Ampezzo, Carnia, Friuli. La strada, soprattutto nell’ultima parte, preannuncia lo spettacolo che trovo. Arrivo a Oltris e parcheggiamo in piazza; proseguiamo a piedi: la casa è in periferia!

** Mi fa sorridere, già Oltris stesso è periferia, immaginate la periferia della periferia. A.**

Mi torna in mente “il concetto decentralized tanto caro alla blockchain”. Finalmente arriviamo e veniamo accolti da un cane lupo nero e grande ma buono che si crede un’anatra (Kaliban), un’anatra corritrice indiana piuttosto permalosa che si crede un cane (Nino), una decina di cuccioli di oche, due cuccioli di bambine mezze nude che urlano “sono arrivati!” (Shadi e Kaylee) e finalmente Sergio e Nadia.

Alcune opere di Hackatao nello studio in cui vengo accolto nella casa decentrata di Oltris

Passiamo un bel pomeriggio parlando di arte digitale, programmazione creativa, blockchain e crittoarte. Prima di andarmene mi offrono un caffè di cicoria aromatizzato alla cannella (che battezzo subito come il “caffè degli artisti”; talvolta per darmi un tono lo bevo ancora!). Ci lasciamo con una vaga idea di collaborazione. Vorrei dirottare l’argomento di tesi di David su blockchain e crittoarte. Saliti in macchina David mi confessa che mai e poi mai avrebbe pensato ad una uscita del genere con il proprio relatore di tesi. Mi palesa anche le sue perplessità sulla blockchain e poco dopo decide di proseguire il suo lavoro sulle Signed Networks.

Lascio passare un pò di giorni e poi capisco: devo farlo io!

Da quel giorno si aprono nella mia testa voragini creative, digitali e generative inesplorate fino ad allora. Le cose corrono veloci, 60 frame al secondo. Riprendo a programmare in modo creativo in Processing e p5.js. Scriviamo una sorta di manifesto della nostra collaborazione. Pubblichiamo su SuperRare, una galleria di opere d’arte digitali che si appoggia sulla blockchain, un paio di pezzi: il primo è dedicato al Re del Pop Kim Jong-un, il secondo al Re della Pop Art Andy Warhol . Ricevo un commovente GIFtpersonalizzato. Passo una settimana di residenza artistica a Oltris, apprezzando a pieno la famiglia armonica Hackatao. Vedo da vicino il loro talento e la loro umile bellezza.

La loro tecnica originale è un armonioso sunto estetico di un intricato flusso di coscienza espresso con la grafite, delimitato da campiture super-flat in acrilico. I soggetti delle loro opere si ispirano, pur mantenendo un’assoluta originalità, ad antiche forme pagane, all’alchimia, alla magia dell’infanzia e al contemporaneo divenire.

Sergio Scalet, autore dell’intricato flusso di coscienza espresso con la grafite nelle opere di Hackatao
Nadia Squarci, che delimita campiture super-flat in acrilico nelle opere di Hackatao

Durante un furioso temporale a Oltris, parte un brainstorming altrettanto impetuoso, da cui escono idee bizzarre e lampi di genio: una mostra di crittoarte digitale, una performance ricorsiva sulla blockchain, una conferenza mondiale sulla blockchain a Oltris, una rete neurale artificiale che dipinge come Hackatao!
Soprattutto, con molta fatica, comincio a estrarre dal profondo il mio lato artistico, sepolto per troppo tempo sotto cumuli di teoremi e dimostrazioni, a cui riesco anche a dare un nome, perfetto compendio di ragione e spirito: HEX0x6C.

Articolo e foto di Massimo Franceschet

*** Come potete capire, c’è un mondo da scoprire, soprattutto se pensiamo che gli Hackatao hanno da poco esposto le loro opere in una mostra a Roma.
Lo so, lo so, volete saperne di più.
Continuate a leggerci allora, perchè presto sarà il mio turno di far loro una visita ad Oltris ***

HACKATAO:
https://www.facebook.com/Hackatao/
http://www.podmork.com/blogmork/

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