Il primo appuntamento di “Akròpolis In” in anteprima per Blud

Il Teatro Club Udine ha presentato, questa settimana, il suo programma per i mesi di febbraio e marzo.

Il cartellone prevede cinque spettacoli con il percorso “Akròpolis In”, tutti collegati al nostro territorio, con attori e artisti della nostra regione, legati all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe e ad altre realtà della zona.

In concomitanza con gli spettacoli si svolgeranno, presso gli spazi “La Cantina”, in Via Manin a Udine, degli incontri che porteranno gli attori davanti agli ospiti per fargli scoprire le tematiche dei singoli spettacoli che verranno proposti.

Il sostegno è di Regione Fvg, Comune di Udine-Assessorato alla Cultura e Fondazione Friuli, con la collaborazione di:  Arteventi, Bottega errante per la Notte dei Lettori 2018, Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”,  Ert Fvg, Il Laboratorio, Libreria Friuli,  Liceo classico “J. Stellini”, Mateârium, Taukay, vicino/lontano.

Per i dettagli circa l’intera rassegna rimando all’articolo pubblicato su Blud nei giorni scorsi: http://blud.life/akropolis-in-akropolis-off-gli-appuntamenti-di-febbraio-e-marzo

La rassegna inizia oggi!

CHI: CONNETTIVo24GRAMMI, cinque ex-allievi dell’Accademia Nico Pepe +1 (Giuseppe Attanasio, Irene Canali, Miriam Costamagna, Daniele Palmeri, Marta Salandi, con Nicola Andretta)

QUANDO: questa sera, sabato 10 febbraio, alle ore 21.00, presso il Teatro San Giorgio di Udine

COSA: lo spettacolo LA FABBRICA DELLA FELICITA’.

drammaturgia e regia Irene Canali
con la supervisione di Mattia Fabris
con Nicola Andretta, Giuseppe Attanasio, Irene Canali, Miriam Costamagna, Daniele Palmeri, Marta Salandi
produzione Connettiv024grammi

progetto vincitore del Premio Testinscena 2017,
ideato e promosso dalla Fondazione Claudia Lombardi per il teatro con il patrocinio di LuganoInScena, Divisione Eventi e Congressi della Città di Lugano, Teatro Foce di Lugano e ATIR Teatro Ringhiera di Milano

Dopo il debutto a Lugano e Milano, il lavoro liberamente ispirato al romanzo “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, va in scena nella nostra regione in apertura della rassegna “Akròpolis In”. Mercoledì 7 febbraio, negli spazi della “Cantina” di via Manin, assieme allo scrittore Stefano Moratto, la compagnia ha presentato e discusso in anteprima la tematica ispiratrice dello spettacolo.

Blud è stato invitato a seguire la prova generale per potervi dare qualche info in più e farvi venire voglia di comprare immediatamente il vostro biglietto per passare una piacevole serata a teatro!

La prova generale prima dello spettacolo va in scena in una piccola sala in un paese dei dintorni di Udine.

I ragazzi ci accolgono con entusiasmo e curiosità, forse anche un po’ di diffidenza ma subito tutto si scioglie.

Indossati gli abiti di scena, prese le posizioni, con noi due soli “ospiti” privilegiati, gli attori ci portano subito in un’altra dimensione.

La nuova dimensione in cui siamo proiettati è un mondo futuro, una proiezione di quello che vorremmo e desidereremmo: un mondo dove ogni male è curabile, dove la morte è serena e accettata, dove ansie, paure, comuni malattie, non esistono più.

Il segreto? UNA PILLOLA, il SOMA.

Una sorta di droga, erogata da un sistema non meglio identificato ma associato ad una azienda farmaceutica che diventa metafora di un ente di controllo, di stato supremo, creato dall’uomo per l’uomo, che, basandosi su logiche proprie delle strategie di marketing contemporaneo, sfrutta le paure dell’umano rendendolo schiavo di una pillola della felicità.

Una pillola che cura tutto, anche malattie che non sono malattie ma che vengono rese tali da ciò che la società porta a pensare, con le discriminazioni, con il bombardamento di concetti, idee, messaggi che riceviamo ogni giorno.

Le parole, le informazioni, se usate e “inculcate” nel modo corretto possono trasformare qualcosa in qualcosa che non è, un carattere umano può diventare malattia, se così la società sarà portata a pensare.

Una droga, una pillola, la sostanza imperfetta, diventa la sostanza per ottenere la perfezione delle nostre vite. Essere felici ad ogni costo, sempre e comunque, pur decidendo di perdere la memoria di eventi che possono procurare dolore e di perdere anche “il tempo”. L’uomo diventa schiavo di se stesso, inevitabilmente.

La scienza prende il sopravvento e diventa un organismo di controllo, non si riesce più a capire nemmeno chi sia il fautore, il “dio”, che decide per l’uomo.

Un loop infinto, enfatizzato dai movimenti dei cambi di scena, il turbinìo, il cerchio cardine della scenografia, simbolo della bolla della perfezione artificiale, realtà illusoria in cui pochi sono quelli che riescono a ribellarsi alla felicità facile, rendendosi conto che la normalità, non drogata, senza interferenze “dall’alto”, è la vera felicità.

Il sentimento fa paura, come se fosse esso stesso una malattia. Si scappa dall’umanità.

Se ti ribelli o vieni considerato non idoneo, non perfetto, vieni emarginato in una sorta di luogo utopico dove sarai una sorta di cavia da laboratorio, “La pietraia”, la chiamano, una sorta di “casa di riposo” dove essere sempre felici grazie al consumo di questa pillola antidolore universale, fino alla fine dei giorni.

Lo spettacolo mostra uno spaccato di società futura per come potrebbe essere se…se portassimo all’estremo tutte le nostre paure, se portassimo al limite la nostra coscienza collettiva, se non fossimo più in grado di sopportare i sentimenti, se non fossimo più capaci di controllare noi stessi e le nostre necessità.

Non voglio raccontare molto di più sullo spettacolo ma voglio parlarvi del perché andare a teatro a vederlo:

  1. Il teatro ti porta dentro le cose e te le lascia nell’anima.
  2. Sceneggiatura, scenografie, tutto è stato ideato e creato da ragazzi giovani, che recitano con passione, con professionalità e che credono profondamente nel progetto, rendendolo dinamico, avvincente, coinvolgente ed emozionante.
  3. Le tematiche trattate sono schiette, decise, attuali, presentate con forza e determinazione, in modo a volte brutale ma talmente attuale da mettere i brividi. Ci si rende conto che questa società, che può sembrare utopica, in realtà è a un soffio da noi, proprio dietro l’angolo.
  4. I ragazzi ci lasciano un messaggio: “Vi invitiamo a vedere lo spettacolo, siamo pieni di Soma”.
  5. Noi ci siamo proprio divertiti e alla sera, davanti a un taglio di rosso in frasca, non abbiamo potuto fare altro che confrontarci sulle tematiche trattate, rendendoci conto di quanto siano attuali e di quanto ognuno di noi avrebbe bisogno di rifletterci (ringraziamento dovuto a Will).
  6. E tu, saresti disposto a drogarti di Soma, la pillola della felicità, quella che cura tutto, senza controindicazioni? Qual è il prezzo della felicità artificiale?!

Aspettiamo le vostre risposte nei commenti all’articolo.

Ringraziamo gli attori del CONNETTIVo24GRAMMI per l’accoglienza e per il loro lavoro.

“Tanta merda” per stasera, ragazzi!

BIGLIETTERIA
Udine, Teatro Palamostre, piazzale Paolo Diacono 21
tel +39 0432 506925
da martedì a sabato ore 17.30 – 19.30
oppure Teatro San Giorgio un’ora prima dello spettacolo

INTERO € 15,00
RIDOTTO (OVER 65 – ABBONATI ERT – CIRCOLO DLF) € 12,00
GIOVANI UNDER 26 E STUDENTI € 10,00

Ricordiamo che per i soci Blud (tessera annuale 10 euro), biglietto super ridotto a soli 3 euro per tutti gli spettacoli di Teatro Club Udine! Per il primo spettacolo, possibilità di tesserarsi al San Giorgio la sera stessa… mica male acculturarsi risparmiando qualche euro

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Glo
Ha sedici anni dal 2006. Friulana con un quarto veneto. Il Friuli è il suo Wild Wild East, la frontiera, il confine. Laureata in Architettura per il Nuovo e l'Antico/Ingegneria Civile senza ancora aver capito di preciso cosa siano, ama la montagna molto di più di quanto riesca veramente a frequentarla, e porta avanti la sua ricerca sulla costruzione in alta quota scrivendo per riviste tecniche e collaborando alla realizzazione di mostre e convegni sul tema. Non molto tempo fa scopre di essere intollerante a tutto il cibo friulano al di fuori della polenta e prende la coraggiosa decisione di diventare astemia in terra friulana, per presa di posizione contro le sue stesse intolleranze.

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