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L’impatto è stato forte.

Luce ovattata e densa, ambrata, filtro di ogni altro colore.
Clacson di ogni timbro e tonalità, ostinatamente premuti con forza e fervore, interrotti da qualche canto lontano o da una voce che ti chiama per cercare di venderti qualcosa, di strapparti qualche rupia.

Gli odori sono la cosa più difficile da digerire: gomma bruciata, incenso, spezie, cibo rancido, urina e feci, sudore, decomposizione. Stomaco chiuso per 24 ore quasi.
La nostra stanza è buia e triste ma pulita. All’entrata dell’hotel cani randagi  accoccolati solitari a qualche metro di distanza da persone seminude rannicchiate per terra. Ancora sporco, ancora immondizie, ancora odori sgradevoli.

É la prima volta che usciamo dall’Europa e tanti ci avevano detto che l’India forse non sarebbe stata facile come primo paese esotico da visitare, ma quando arriva la chiamata non ti resta che rispondere.
Le domande si accumulano, il cervello cerca di continuo soluzioni, spiegazioni, evasione. La nostra mente occidentale cerca, si impone in maniera sempre più vivida e tenace, vuole, anzi, pretende logica.

Finché qualcosa succede: i tuoi sensi un po’ alla volta iniziano ad accettare, scivoli al principio nella rassegnazione, dolcemente cedi, ti lasci assimilare. E le percezioni diventano talmente perforanti da aprire a nuovi contesti.
Lì il viaggio inizia.

Giulia B.

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Giulia Adele B.
Classe 1987. Meticolosa, perfezionista, super organizzata. Una vergine ascendente vergine doc. Amante dei lunghi weekend al fiume d’estate e dei bagni caldi d’inverno, dei libri e del cibo cucinato con amore, frustrata se dal venerdì alla domenica non c’è a disposizione un buon taglio di vino. Affascinata dal funzionamento della mente umana (e felina). Perfettamente a suo agio nel mondo dei suoni, spesso in difficoltà nella mondanità. Divertita dagli stereotipi, spaventata dalla cattiveria, attratta dai Suchende, coloro che d’ogni aspetto della vita vogliono ragionando andare in fondo. Il suo strumento musicale preferito è l’essere umano e passa gran parte dell’anno cercando di capire come accordarlo. Il resto del tempo lo trascorre viaggiando, ritirandosi in boschi o vecchie case in collina e cercando il tocco perfetto sulle corde del Tanpura.

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