Landon è il nome d’arte di un ragazzo che si è approcciato alla cultura Hip-Hop poco più di 10 anni fa. Dopo una lunga gavetta lontano dalla luce dei riflettori, si è fatto definitivamente conoscere attraverso la partecipazione alla prima edizione del contest Play Your Position, nell’ambito della Check Check Hip-Hop Jam organizzata in Cas’Aupa la scorsa estate. Il rapper friulano non solo ha partecipato ma ha vinto il contest aggiudicandosi il primo premio: la registrazione di una traccia presso gli Angel’s Wings Recording Studio, una delle realtà più professionali ed importanti del nostro territorio per quanto riguarda la registrazione e il mixaggio della musica di tutti i generi.

Noi di Blud siamo lieti di presentarvi Landon attraverso questa intervista e siamo altrettanto felici di presentarvi proprio la traccia che ha registrato in studio, “Due Passi”, prodotta da Kappah. 
La potrete sentire in esclusiva sul nostro sito per una settimana!

Prima della tua partecipazione al contest, l’anno scorso, non avevo ancora avuto modo di conoscerti, tant’è che pensavo avessi meno di 20 anni e fossi un giovanissimo emergente. Invece ne hai 26, ma prima di quell’evento non avevi fatto molti altri live se non erro. Quando e in che modo sei entrato in contatto con la cultura Hip Hop?

 Ascolto rap da quando avevo 14 anni, nacque tutto casualmente grazie ad un amico che durante un viaggio di ritorno da scuola mi fece ascoltare un paio di tracce per passare il tempo, e già con la prima rimasi folgorato. Era “Io non ti invidio” di Fibra. Il giorno dopo gli chiesi alcune canzoni per poterle riascoltare, perché ai tempi c’era poca reperibilità e internet non era alla portata di tutti come oggi. Un ruolo importante l’ha avuto anche mio fratello, più grande di qualche anno, che una sera rientrò a casa con un cd contenente diverso materiale. Lo ricordo come se fosse ieri, c’erano i primi due dischi dei Microspasmi, “Home” di Nesli e appunto “Mr Simpatia”, da lì ho preso il via. Era fine 2005 inizio 2006, ricordo che qualche mese dopo uscirono il primo disco di Fibra sotto major “Tradimento” e “Solo un uomo” di Mondo Marcio, altro nome in voga in quel periodo. Sempre a scuola poi ho conosciuto ragazzi che avevano la mia stessa passione, anche se comunque pochi, e mi passavano discografie intere di artisti vari. Scoprii così i Club Dogo, Bassi Maestro e una lista infinita di nomi storici, italiani e non. Prima di scoprire il rap avevo un gruppo preferito, i Gorillaz che riuscivano a unire insieme diversissime influenze musicali, gruppo che seguo tantissimo tutt’ora. Inizialmente il mio approccio all’Hip Hop era da semplice ascoltatore, e così per diversi anni, poi ho iniziato a scrivere per raccontare quello che mi passava per la testa, sono sempre stato un ragazzo pensieroso e sognatore.

Mi pare di capire che ti sei cimentato nel rap praticamente da zero.

Sì, in realtà come un pò tutti credo, i primi testi li ho scritti provando e riprovando da solo in cameretta, così come i primi tentativi di freestyle, poi ho contagiato diversi amici con questa passione e ci si buttava insieme. Eravamo giovanissimi, ci si sparava su YouTube i video delle battaglie del “2 The Beat”, sapevamo ogni battuta a memoria, poi cercavamo di imparare e fare il tutto dal vivo, così sembravamo quattro scemi che rappavano al parchetto. Col tempo poi ho alimentato la passione fino a fondare con due amici di vecchia data, Andrea (aka Proddy Ornstein, produttore) ed Emil (aka River, mc) il gruppo IpnoDosi. Gran parte della roba non é mai uscita se non per farla arrivare ad amici e conoscenti ma posso tranquillamente affermare che quel periodo mi é servito per auto-valutarmi e per plasmare tecniche, metriche e quant’altro. Un giorno, un paio di anni fa circa, venni a sapere che a Udine si tenevano delle battles di freestyle organizzate da Palma e presentate da Shaz. Ringrazio entrambi per avermi introdotto nella scena locale, é stata una figata perché ho aperto gli occhi su una realtà che fino a prima non credevo esistesse qui da noi; da lì ho preso il via e mi sono presentato a più o meno tutte le battles successive, qualche soddisfazione l’ho anche avuta, ciò non toglie che in serate del genere mi interessava di più conoscere gente nuova, confrontarmi e via dicendo più che la gloria del successo, cosa che penso tuttora. Per quanto riguarda l’approccio alla scena friulana, i primi che ho sentito in maniera del tutto casuale sono stati i Carnicats in quel di Preone (paese della Carnia in cui passavo le estati e dove ho conosciuto Andrea e Emil proprio), avrò avuto si e no sedici anni, poi pian piano sono venuto a conoscenza di altri gruppi ed mcs tra cui la Primo Impatto e Trama, ma all’epoca non avrei mai e poi mai pensato che ci fossero così tanti artisti a spingere l’Hip-Hop qui in regione.

Quando hai maturato l’idea di iscriverti al contest “Play Your Position”?

 Era da anni che aspettavo una jam del genere, i contest di freestyle sono molto divertenti e servono a farti prendere dimestichezza col pubblico e soprattutto con te stesso al microfono. Mi sembra scontato quanto doveroso dire che però si gioca il tutto sull’improvvisazione. Qui invece era diverso, si trattava di un contest di brani e l’idea di confrontare i miei pezzi e le mie skillz con quelle degli altri partecipanti, anche provenienti da fuori città, sotto il giudizio di due nomi noti come il tuo Shef e quello di Doro Gjat, mi ha caricato tantissimo. Appena ho saputo del “Play Your Position” infatti mi sono iscritto senza pensarci due volte.

Ti confesso che noi dell’organizzazione siamo rimasti positivamente sorpresi dalla quantità di giovani mcs che si sono iscritti. Forse Check Check Jam ha colmato una specie di vuoto cittadino contribuendo a far rinascere una certa voglia di confrontarsi con gli altri rapper attraverso non solo il free-style ma portando i propri pezzi live.

 Sono pienamente d’accordo con te, mancano eventi di questo calibro in città, occasioni come queste servono per confrontarsi e relazionarsi con artisti e amanti del genere, oltre che per preservare il valore di una cultura. Il mio background alla fine é costituito da battaglie ai contest locali e da eventi open mic sia a Udine che fuori città in cui porto i miei pezzi, sono sempre alla ricerca di occasioni per suonare dal vivo e per ascoltare anche altri artisti/gruppi che siano emergenti o meno. Supporto é la parola chiave.

Ti aspettavi la vittoria finale?

Assolutamente no, anche perché il ‘Play Your Position’ per me rappresenta un debutto, é stata la mia prima volta su un vero e proprio palco. Mi sono iscritto con l’intento di portare il mio show con due dei miei pezzi più rappresentativi ovvero “Due passi” e “Novilunio”, tracce a cui sono legatissimo per diversi motivi.
Più che a vincere puntavo a sorprendere e sono felicissimo di come é andata, la vittoria é stata (ed é tuttora) fonte di grandissima soddisfazione personale; per quanto riguarda i partecipanti posso dire che il livello era alto. E’ stato un onore disputare la finale con artisti come JB, Pelo XL, Audio e Aj Quent, ciascuno con la propria fotta e il proprio stile. Tra tutti i partecipanti conoscevo di persona solamente Audio, un ragazzo giovanissimo che ho avuto il piacere di conoscere poco prima di una battle e con cui é nato un profondo legame di amicizia (sono sicurissimo che si sentirà parlare molto di lui e del suo cantautorato), altri invece come Pelo ed Aj Quent ho avuto modo di conoscerli in quella situazione e ora ci sentiamo e vediamo spesso in diverse occasioni.

Attualmente stai lavorando al tuo primo progetto “ufficiale”?

Sì, in realtà sto lavorando a due progetti in maniera parallela, uno personale che si aprirà con “Novilunio” la traccia introspettiva con cui ho vinto il ‘Play Your Position’ e un secondo progetto targato IpnoDosi, dove io e River rappiamo sulle produzioni di Ornstein, di natura non prettamente Hip Hop. Per quanto riguarda la scrittura non sono il tipo che scrive di getto ma sono comunque molto produttivo, ho una tipologia di scrittura molto particolare e quasi matematica che richiede il giusto tempo, poi capita spessissimo che sia in giro e una determinata situazione mi dia l’ispirazione di un pezzo o di una rima, che non manco ad appuntarmi su carta, cellulare o quello che mi capita a tiro. Traggo spunto dalla quotidianità, ecco.
Oltre a lavorare a questi progetti seri cerco comunque di essere attivo abituando le persone che mi seguono al mio tipo di rap, e lo faccio proponendo dei freestyle sulla mia pagina a cadenza più o meno regolare.

C’é qualche mc o gruppo a cui ti ispiri?

Sarà forse perché ho vissuto il periodo dei primi punchliner (vedi Onemic), ma amo le punchlines e i giochi di parole, quindi in termini di scrittura un punto di riferimento per me é Mistaman perché riesce a mescolare tutti questi aspetti con una capacità unica, senza mai cadere ne banale. Da “100 barre” a “Irreversibile” dove gioca con l’ordine delle barre o la più recente “M.I.S.T.A. 2.0” in cui ogni parola della barra va a comporre l’acronimo del suo nome. Tra gli MCs più giovani per livello metrico e attitudine stimo tantissimo Nitro. Uno degli artisti che ho ascoltato di più in gioventù é stato Nesli, il suo primo disco “Ego” per me é un capolavoro sia per quanto riguarda i testi, sia per la scelta delle basi interamente suonate da reali strumentisti, alcune tracce mi mettono la pelle d’oca ancora oggi a risentirle, va da sé che crescere con la sua musica mi ha aiutato molto in termini di scrittura introspettiva, e credo che si senta. Ma di nomi potrei farne tantissimi, giovani o anche colonne portanti del genere, che sia hip hop vecchia scuola o qualcosa di più moderno, seguo davvero molti artisti.
Altre ispirazioni arrivano delle mie altre passioni, film, libri, fumetti e via dicendo, le citazioni alla cultura pop mi vengono spontanee e adoro metterle nei testi e nei freestyle perché rappresentano il mio “mondo”; “Modus Operandi” ad esempio é una traccia che ho ideato dopo aver letto “L’arte della guerra” di Sun Tzu, da lì infatti ho tratto il primo verso, “Slasher” invece, prodotta da Ornstein, ruota tutta attorno all’omonimo genere horror con cui io e lui siamo cresciuti, tantissime le maratone notturne.

Che cosa ci puoi dire dell’esperienza Angel’s Wings? Se non erro era per te la prima volta che ti trovavi a registrare in un ambiente così “professionale”.

L’esperienza allo studio Angel’s Wings di Pantianicco sono certo che non la dimenticherò facilmente, anzi. E’ stato un momento emozionante in primis perché non l’ho vissuto da solo ma l’ho condiviso con voi ragazzi del Like You Know, che mi avete scortato e supportato come una crew, e con Doro che ha preso a cuore il pezzo e ha deciso di seguirmi passo passo durante la registrazione. Ho fatto tesoro delle dritte e degli insegnamenti che mi ha dato. Difficile spiegare l’emozione che si prova a essere seguiti in studio dall’artista che ho sempre stimato, ma soprattutto dall’artista che mi ha fatto scoprire il genere qui in regione. Quando io e Doro abbiamo fatto la nostra prima visita a Pantianicco sono rimasto semplicemente estasiato. Ho sempre registrato i pezzi e le strofe in camera, e questa era la mia prima volta in studio. Vedere le dimensioni degli Angel’s Wings e le sue attrezzature mi ha lasciato a bocca aperta, il tutto gestito da Nico e Monica, persone super disponibili e professionali, un grazie va sicuramente anche a loro per avermi concesso questa possibilità. E non posso dimenticarmi certo di te Shef, grazie per la pazienza e per l’enorme supporto che mi hai dato e che mi continui sempre a dare. Non dimentico.

Figurati, per me è un piacere supportare gente seria e di talento! Parlaci di “Due Passi”, la traccia che hai registrato da loro. E’ un pezzo inedito, giusto?

Esatto, questo singolo é uno storytelling che mi vede protagonista. Udine mi ha visto crescere e maturare nel tempo sia come persona che come artista. E’ dai tempi delle superiori che conservo l’abitudine di fare due passi per le vie del centro quando ho bisogno di schiarirmi le idee fino a raggiungere la meta finale, un punto strategico in Castello che con una panoramica sulla città mi fa sentire letteralmente onnipotente, come se il tempo si fermasse. Qui ho modo di riflettere in pace e tranquillità su qualsiasi cosa, esperienze, persone e rime, ed é proprio guardando la città dall’alto in una di queste mie uscite solitarie che sono nate in maniera del tutto improvvisa l’idea e la bozza del testo. Il brano ha poi visto la luce in un mio momento di transizione artistica di ormai un anno fa, periodo in cui vivevo a Udine, e racconta una delle tante passeggiate tutt’altro che spensierate di un ragazzo qualunque come me con i suoi dubbi sul presente, le sue certezze del passato e le incertezze del futuro, con una critica alla società che ci tiene quotidianamente stretti nella sua morsa.
Sono certo che ascoltandola farete anche voi due passi per Udine con me..

Che progetti hai per il futuro?

Non vorrei sbilanciarmi troppo a riguardo, ma posso dire che “Due passi” per la mia esperienza artistica rappresenta una prima tappa e contemporaneamente un nuovo punto d’inizio. Non sono mai stato quel tipo di persona che segue la moda o il trend del momento e la scelta musicale che ho preso dopo questo lungo periodo di “gavetta” ne é la conferma. L’Hip-Hop mi ha dato molto e continuerà sempre a farlo, io di mio voglio restituirgli il favore in un modo del tutto personale e non vedo l’ora di farvi sentire il risultato. Mentre lavorerò in silenzio a questo nuovo progetto voglio comunque rimanere attivo in termini di rilascio di materiale, mi piacerebbe infatti riuscire a collaborare con diversi artisti (rapper/produttori) del nostro territorio, abbiamo gente davvero molto valida e credo sia il momento propizio per far vedere che anche il Friuli può avere voce in capitolo nel gioco del rap.

Contatti Landon:

FB: https://www.facebook.com/high.landon/
IG: https://www.instagram.com/high.landon/
YT:https://www.youtube.com/channel/UC4tb_nZ8dYKY1ZINwXIqvJQ?view_as=subscriber

      2 Passi Mastered Final_
Articolo precedenteTorta magica…. Per davvero!
Articolo sucessivoA Luciano Lunazzi
Shef
Shef, classe 1983, una laurea in Lettere, rapper ed mc dal 2001. Appassionato di Hip Hop e street-culture, rap, areosol art, storia, letteratura, architettura, cinema. Hobby preferito: visitare musei e mostre d’arte. Vizio: la cioccolata al latte. Nei ritagli di tempo, scrittore di racconti e articoli vari. Non sopporta fare la fila e le persone ritardatarie, ma quando può professa con convinzione l’arte del perdigiorno passeggiando senza meta nel centro cittadino di Udine.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here