E’ estate, e a quanto ho capito noi si pensava di prenderci una pausa (qualcosa mi sa che lo faremo comunque). Mi sembrava poco carino che non ne foste informati e poi magari vi ritrovaste a ricaricare ossessivamente la pagina di Blud nella spasmodica attesa di un nuovo articolo che non sarebbe arrivato, per cui ecco, ora lo sapete.

Potrei anche fermarmi qui, ma non posso. Dato che l’estate è la stagione più Dada dell’anno (sul serio?) ho deciso di lasciarvi con un articolo che trasuda non sense. O, meglio, con un insensato metarticolo che narra di come non sia riuscito a scriverne uno decoroso e sensato. Nonostante tutto però sarà zeppo di spunti per i viaggi siderali dell’avanguardistico lettore di Blud alle prese con sabbia, arsura e stati di coscienza alterati (o anche no).

Non voglio dire niente eppure certe cose le dico. Tutto è iniziato quando mi sono imbattuto in questo squisito Haiku:

“In viaggio, per ingozzarmi
Di salmone, il sole della sera
Diventa l’ano del cielo”

Yokoi Yayu (1701-1783)

Haiku, scoperto in maniera assolutamente casuale su un sito francese che per qualche motivo mi ha fatto pensare a quella meraviglia gastronomico-letteraria che è il Manifesto della cucina futurista. La ragione di questa arbitraria associazione non voglio spiegarla a me stesso, figuriamoci a voi. Ad ogni modo bisognava trovare un modo per collegare le due cose.

Nel manifesto si legge che Marinetti e amici sentono “la necessità di impedire che l’Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca”, e consapevoli che “si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia” anelano a creare un’umanità novella, leggera e veloce, più adatta ad un futuro di “leggerissimi treni di alluminio” poiché “convinti che nella probabile conflagrazione futura vincerà il popolo più agile, più scattante”. Il tutto è realizzabile senza troppe difficoltà servendosi di prelibatezze quali il Carneplastico o il complesso Equatore + Polo Nord e degli indispensabili ozonizzatori “che diano il profumo dell’ozono a liquidi e a vivande”.

Dove diamine lo trovo il punto d’incontro fra l’ano del cielo e la rinascita dell’umanità nel cibo?

Quando si è a corto di idee è buona norma ripescare qualche fede religiosa ormai tramontata, e, perché no, anche un po’ di fantascienza. Ed è così che all’impasto di questo sbilenco collage si aggiungono dei fugaci accenni ad Asimov e alle rivelazioni segrete di Ermete Trismegisto.

Noi non ci basiamo su nessuna teoria

Una delle più note teorie dell’ermetismo è che ci sia una sostanziale corrispondenza fra il mondo superiore e quello inferiore. Quindi se quaggiù possiamo rinascere e vivere una nuova vita più aerea e veloce, superare l’evoluzione stessa, è possibile che lo stesso accada anche all’universo di cui siamo parte. Forse nella Trilogia della fondazione (che poi è diventata un’eptalogia) quando Asimov suggerisce che l’intero universo sia una gigantesca ed unica creatura non azzarda poi troppo. Ma che cosa succederebbe esattamente? Io non ne ho idea, anche perché bisognerebbe prima capire quale misteriose vie potrebbe mai seguire un essere del genere.

La nostra sarebbe un’evoluzione dettata dalle esigenze dell’organismo cosmico, ne saremmo noi l’origine, oppure vivremmo in perfetta sincronicità con questa inimmaginabile creatura? Il nostro pensiero sarebbe un’emanazione del suo o vivremmo su due piani distinti? Ad alcune di queste domande ha provato a dare risposta una rivista scientifica statunitense, in un articolo in cui ci si interroga per l’appunto sulla possibilità dell’esistenza di un essere grande come l’universo. Se così fosse il sole potrebbe eventualmente essere il suo ano, perché no.

Ma così cos’ho risolto? Assolutamente nulla. Un articolo dovrebbe avere una tesi, o essere scritto in maniera così contorta da far supporre che una tesi comunque ci sia. E la mia quale sarebbe? Che grazie alla preveggenza di Marinetti raggiungeremo un nuovo stadio d’umanità, che con noi si modificherà anche l’universo intero, che poi non è che una gigantesca creatura, e che dunque potremmo gioire con maggiore consapevolezza del calore e della luce che il suo ano emanano? Non è un granché. Tanto più che manca la conditio sine qua non di ogni buon articolo, ossia la presenza di un qualsiasi animale e di qualche meme, oppure di entrambe.

Are+you+mocking+me

Per trarmi d’impaccio avevo accarezzato l’idea di abusare del più interessante e controverso precetto del Tao, il Wu Wei, l’azione della non azione. Come inserirlo in questo colabrodo metadelirante ancora non lo so, e non lo saprete nemmeno voi perché ormai ho abbondantemente superato il numero minimo di parole. Quindi buone vacanze e non scottatevi. Ciao.

Immagini prese da Google

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Valerio
Prova un certo imbarazzo a parlare di sè in terza persona, così come a fare molte altre cose, ma ,in un modo o nell’altro, finisce sempre per farle. Ciò che non lo imbarazza affatto invece è trovare sottotesti inesistenti in opere dal discutibile, se non assente, valore. Animato da un inestinguibile e viscerale passione per le cause perse è un lettore compulsivo , un ossessivo creatore, fruitore ed esecutore di musica ed un amante disinteressato del cinema e fondamentalmente di quanto di più astratto, metafisico e lontano da una possibile applicazione al reale l’uomo abbia creato.Nel tempo libero studia alla sslmit di Trieste.

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