Amici, conoscenze, o giusto persone di passaggio su questa pagina di Blud: ciao a tutti. Qualche mese fa sono partita per un viaggio. Lungo la strada ho buttato giù qualche pensiero, alcuni li ho raccolti, e ora se volete li condivido con voi. Perché vi portino in posti lontani, in realtà differenti, magari per vederci qualcosa di vostro e riprenderlo in considerazione. Magari vi farà ridere o affezionare, oppure vi direte *per fortuna che questa qua non la conosco!*. Quindi qui vi racconto qualcosa. Come se non fosse passato nemmeno un momento. Era la fine di agosto…

L’estate è ormai giunta quasi al termine. Molte fasi e cerchi stanno arrivando a una fine. Ma è strano. Si sa che ad Udine, malcapitata provincia del piovoso nord-est, la pioggia e il grigiore sono compagni inseparabili delle nostre giornate. Ed infatti pioggia e grigio furono per gran parte della primavera e dell’estate. Ma in questi giorni il sole splende; l’aria è fina, fresca e frizzante. L’estate è ancora qui. Il paesaggio non la lascia andare. Quindi la gente sta lì, sospesa in un bolla, cercando di nascondere le loro facce interrogative. Facendo finta di niente, ma aspettandosi di vedere arrivare la fine di questo bagliore, un temporale improvviso, pioggia che cada su campi, colline e vecchie case. Tutto questo perché la gente sa dell’esistenza delle stagioni. Tempo. Età.  Amore. Esperienze.

E le cose devono arrivare a una fine. Ora, per alcune persone è davvero difficile lasciar andare. Lasciar andare il sole e il suo calore sulla pelle. Lasciar andare qualcuno che non ci fa più felici. La pelle senza rughe. Un’era.

…e la verità è che il lasciar andare è una lezione che sto cercando di imparare da molti anni. La mia vita da studente sembra essere finita da poco più di un mese. Ora voglio sapere, decidere, fare, aggiustare le cose. Ma prima dovrei lasciar andare! Questo attaccarmi alle cose che avrei potuto fare diversamente e alle cose contro cui combatto, tutto questo sta consumando la mia energia. Ho concluso una fase, ho chiuso un (altro) cerchio. Dovrei esserne fiera e festeggiare la mia riuscita. Invece io – o forse il sistema dentro il quale siamo cresciuti – mi sento quasi una perdente. Mi sento bloccata.

Quando ci si sente bloccati, bisogna cercare di riprendere a muoversi veloce come il vento. E sono fortunata, perché sto per partire per un viaggio.

Spero che sarò capace di ascoltare le storie delle persone che incontrerò, dei posti che vedrò, e di sentire i pensieri che mi passeranno per la testa, per la pelle, o per i polmoni. E ho deciso che cercherò di scrivere queste storie, per quelli che avranno piacere di leggerle, e anche per me stessa.

Spero che imparerò molto, e che disimparerò ancora di più.

Quindi ora si va.
È veramente il momento di LASCIARMI ANDARE!

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Eleonora

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Le radici: ben piantate tra Udine, il Friuli e l’Italia. Il tronco: intrecciato tra Parigi e Valencia, le métro e l’aria profumata, l’acciaio e la sabbia. I rami: quelli infinitamente tesi di una viaggiatrice senza casa, una psicologa senza lavoro, una sognatrice senza speranze (di lasciare i sogni ed immergersi nella realtà). Al momento in missione esplorando una parte di mondo e di me che non conoscevo.

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