“Bella idea, mi farai sapere quando hai i nomi dei partecipanti, così li pubblichiamo sulla pagina di Blud” 
“Mica ci devono essere nomi in locandina”
“Ah, ma come pensi di attirare un pubblico senza un richiamo?” 
“Non penso di dover attirare, le persone ci verranno perché è una festa ganza”
“Ok, fammi almeno sapere quando arriviamo a venti iscritti” 
“Ma non esiste nessuna iscrizione”
“Dimmi almeno quando è” 
“Venerdì 6 Aprile 2018”

La prima chiacchierata tra Original Accent e Blud si era conclusa circa in questo modo, ci sarebbe stato un altro Open Mic al Rock Club 60 di Pradamano. Però all’inizio non tutti si erano capiti bene, c’erano state delle incomprensioni e per un poco avevano girato delle voci sbagliate su quel che c’è in programma per quella serata.

Infine, dopo lunghe descrizioni, la finalità della performance era chiara. Da subito il sub-movimento umanoide della scena musicale dava segno di apprezzare, ed aveva iniziato ad agitare le piume.

Per le vie del centro una fisarmonica, il suono è digitato da mani che hanno fatto ballare decine di osterie fuori porta, altre volte una chitarra intona quegli evergreen da un’epoca quando gli hippie sembravano strani.  Meno comune ma ormai noto è invece un altro fenomeno, attraversando la città vi sarà capitato almeno una volta di ascoltare una quartina, qualche ragazzo sgancia parole a iosa e a ritmo camminando o standosene fermo insieme agli altri, dal rap al rock quello è freestyle.

Se non prestandoci attenzione non si nota facilmente quanto siano presenti e sparpagliati anche tra i paesi del territorio, quelli della cultura hip-hop per esempio, raggruppati in Crew, è un modus che nasce dal rap ma sconfinando poi in un lungo crossover su altri generi musicali, i nuovi improvvisatori poi, sono di nuovo musicisti di strada o da palcoscenico che non hanno necessariamente bisogno di armonia, testo e melodia programmati, sanno “inventare” tutto simultaneamente.

E’ difficile considerare quanto materiale improvvisato viene prodotto, ma se ci pensi ce n’è un sacco, lasciamo perdere la cinematografica cantata sotto la doccia, parliamo invece dei più che reali vocalizzi che si fanno viaggiando in auto, il canticchiare durante la spesa e il fischiettio quando si stendono i panni, sono cose naturali, si dice anche che i musicisti abbiano spesso un brano inedito in riproduzione nel cervello. Non è che si possa dire che melodia e ritmo non siano una normale attitudine di tutti noi, chi più chi meno, specie degli artisti.

Nel caso dei cantanti però, quello diventa freestyle, lo sviluppano per divertirsi con quello che gli piace fare, canto e ritmo, e siccome è la loro espressione naturale gli riesce agilmente, chi non ci avesse mai provato sappia che all’Azzuffata si troverà in uno spazio appositamente microfonato per cantare improvvisando qualche verso sulle armonie della rock band.

Se poi, di nuovo camminando lungo la strada di prima vi balenasse la pensata di raccogliere questi artisti in un circle sotto al palco, allora vi accorgereste che è la stessa idea che hanno avuto quelli dell’Azzuffata.  Per farlo dovrete prima di tutto trovare il modo di portare il clima di strada e l’atmosfera calda di un circolo in un ambiente capace di contenere molte persone, per sentirsi a proprio agio poi esiste un altro ingrediente della ricetta e che abbatte le distanze, ossia di semplificare la festa alla base, lasciarla essere un gioco, anche un po’ vecchia scuola. Fuck-off ai loghi, agli stili, al luogo comune e alle formule standard. Nessun contest ne concorso, ingresso libero (un’offerta volontaria aiuta comunque), nessuna lista dei turni ne iscrizione ne scaletta.

Veniteci perché vi piace, veniteci perché vi diverte! 

Chi vuole giocare dovrà solo farsi avanti, avvicinarsi al cerchio di persone, sotto al palco si contende un turno alla volta, c’è da conquistare il microfono, chiaramente il bello è la componente di condivisione nello stare tra altri cantanti (e principianti sperimentatori) per vivere il momento di una festa special.

Sul palco una rock band dal nome evocativo, i Modificati performeranno un intricato grappolo di basi musicali suonate dal vivo, brani semplificati e ridotti all’osso per garantire massimo spazio alle voci dell’Azzuffata.

Tutto in diretta radiofonica, ma non ditelo a nessuno, esiste un manipolo di timidi che si inibirebbero ulteriormente.
Per seguire l’evento facebook: L’azzuffata – Free palco per sperimentatori cantanti 

 Emanuele
 

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here