I salvataggi nel Mar Mediterraneo

Il 16 gennaio 2018  alla libreria Tarantola di Udine  il giovane tarantino GENNARO GIUDETTI volontario sulla nave dell’Ong Seawatch e mediatore culturale della nave Seawatch insieme all’attivista politica e laureata in politiche e relazioni internazionali VALENTINA VERGANI hanno proposto un dibattito sulla questione migratoria e l’esperienza in mare.

GENNARO GIUDETTI ha spiegato la modalità dei salvataggi. Un gommone per 30 persone  può tenerne 150? Eppure accade. Molti muoiono in acqua già alla partenza.

Con parole di denuncia ci ha avvolti nella sua esperienza, con l’intenzione di farsi portavoce di chi non ha voce, riportando l’esempio del naufragio del 6 novembre 2017, mostrando foto e video.  Lui c’era ed ha vissuto in quei momenti drammatici.

Così ci fa partecipi di fatti che  toccano profondamente. Quando si tratta di scegliere tra il salvare una giovane vita ed un altra … e quando non si riesce a salvare qualcuno e vederlo morire impotenti … non si può tacere,  ha raccontato poi di un bimbo di 2 anni morto annegato senza ragione, ed una madre straziata dal dolore.

Posizioni già delicate di per se nel muoversi, di scelte istantanee  … ma in mare si attendono sempre le Autorizzazioni da Roma.

Difficili rapporti tra Stati, accordi, mezzi e vite umane che fuggono a volte solo verso una fine invece che verso la dignità e l’uguaglianza del diritto umano di parità e rispetto. Il salvataggio oggi è una grande emergenza.

Consiglio la visione del video Full incident of 06 November 2017 with the Libyan Coast Guard:
https://www.youtube.com/watch?v=_phI-f_yFXQ

VALENTINA VERGANI immigrata a Londra con tanta intensità ha esposto la sua analisi geo-politica.

Colonialismo africano, post colonialismo, la liberazione degli Stati africani dopo anni di soprusi e neocolonialismo, ma …

“Quando si viene colonizzati non si esiste più … quando c’è un debito pubblico che passa dai padri ai figli, la dipendenza economica rende schiavi”

Si pensa che i popoli africani invadano l’occidente, ma sono messi in condizione di andarsene, per es. dal Senegal, un territorio-tesoro per nuovi investimenti. A chi interessa la perdita di identità sociale, politica e culturale di popoli? Accodi politici tra Italia e Libia rimandano al petrolio ed al gas, al business. Poi ha ricordato le Mafie anche africane che guadagnano sulla pelle degli stessi fratelli.

Valentina in una slide proponeva  una soluzione al problema in 3 punti – indipendenza monetaria,  eliminazione del monopolio europeo degli Stati africani e potere della produzione del commercio in Africa ai cittadini africani.  L’Africa ha bisogno degli africani.

Bisognerebbe costruire un opinione pubblica che parte da visioni reali dei fatti. La gente non conosce le situazioni, viene spinta a tenere il focus sull’invadenza, sulla povertà, sulla paura, deve sapere che gli stati europei hanno l’interesse ad avere il commercio con l’Africa. Che ci sono circostanze che portano le persone ad immigrare, a fuggire col rischio di perdere la vita.

Ci sono persone che ci mettono la faccia e sono scomode.

La saletta della Libreria Tarantola era intrisa di quell’emozione che si sente sulla pelle quando si parla di vite umane perchè nessun commercio o ignoranza o razzismo,  può aver la meglio sullo stesso cuore, e possibilmente anche sull’intelletto.

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